L’invisibile e il suo dove – XIV Convegno nazionale sulla letteratura

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header blogAnche quest’anno a Reggio Calabria si rinnova l’appuntamento con la letteratura. Siamo arrivati alla quattordicesima edizione del Convegno nazionale che si terrà nei giorni 27-28-29 aprile e che abbiamo deciso di dedicare ad una ricerca. L’invisibile e il suo dove sarà l’oggetto di questa esplorazione. Che cos’è e dov’è l’invisibile nella letteratura; come si declina la ricerca di ciò che è veramente essenziale alla vita di ciascuno di noi; la letteratura può aiutarci in questa ricerca e se sì, come? A tutti questi interrogativi proveremo a dare una risposta affidandoci a tre scrittori che dell’invisibile e dell’essenziale hanno fatto una traccia indelebile della loro narrativa. Antoine de Saint-Exupéry, Elena Bono, Italo Calvino, ciascuno a modo proprio ha cercato di scavalcare quanto fosse visibile agli occhi per provare a raggiungere la vera essenza delle cose, il portato simbolico e valoriale che si cela nel profondo della realtà, oltre la concretezza del materiale. In altre parole, provano a gettare lo sguardo un pò più in là e un pò più in dentro, oltre quella siepe che sbarrava la vista a Giacomo Leopardi.

Di seguito potrete visionare il programma completo dei tre giorni. Per gli insegnanti che lo richiederanno all’arrivo, sarà possibile rilasciare un attestato di partecipazione ai fini formativi.

XIV Convegno Nazionale – L’invisibile e il suo dove
Reggio Calabria – Sala Conferenze – Palazzo Corrado Alvaro
27, 28, 29 aprile 2017

Presenta: Rossella BRUNO

Programma

Giovedì 27 ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

Ore 16. 30 Solène TadiéTerre des hommes o il vero volto del mondo
Ore 17 Giuseppe LicordariE’ il tempo che tu hai perduto per…

Con la partecipazione degli studenti del Convitto Nazionale di Stato
“T. Campanella” di Reggio Calabria
Venerdì 28 ELENA BONO

Ore 10.00 I relatori incontrano gli studenti del Convitto Nazionale “T. Campanella”,
dell’Istituto Tecnico “R. Piria” e del Liceo Scientifico”A. Volta”

Ore 16.30 Francesco MarchittiCome nel sole lampeggia l’occhio del sole
Ore 17 Romina ArenaLeggimi, Elena

Sabato 29 ITALO CALVINO

Ore 10.00 Carlo Ossola, Stas’ GawronskiL’invisibile e il suo dove

Parteciperanno gli studenti del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria

DOPO CONVEGNO

Ore 15.00 Ci vediamo dentro
Francesco Marchitti e Romina Arena incontrano i detenuti della Casa Circondariale di Arghillà

Per info:
Romina Arena, arenaromina@yahoo.it – 349 612 5414
Rossella Bruno ross_bruno@libero.it – 349 230 8311

Il Convegno è inserito nel piano nazionale delle attività di formazione e aggiornamento programmate dal Cidi (soggetto qualificato per la formazione) e comunicate alla Direzione Generale per la formazione del personale scolastico. Normativa di riferimento: art. 62 del C.C.N.L. 2002/2005

Italo Calvino, Palomar

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di Patrizia Modafferi

Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato

palomar

Con queste due frasi Italo Calvino riassumeva la storia di Palomar, un uomo alla ricerca delle verità nascoste nella realtà quotidiana del vivere terreno.
Il cammino percorso dal protagonista potrebbe essere quello di una persona qualsiasi: la spiaggia, il giardino, il terrazzo, lo zoo, la macelleria, il negozio di formaggi. Eppure il lettore ha l’impressione di visitare luoghi mai visti.
Ogni aspetto è raccontato attraverso lo sguardo attento del protagonista che scruta con attenzione ciò che lo circonda, alla ricerca dell’imperscrutabile. Continua a leggere

Laboratorio di lettura – Le città invisibili, Italo Calvino

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Il 14 novembre alle ore 17:00 presso la Villetta de Nava (accanto alla Biblioteca Comunale) terremo il nostro terzo laboratorio di lettura aperto a tutti, dedicato a Le città invisibili di Italo Calvino.

le-citta

Di Patrizia Modafferi

Diamo alle città le forme che pensiamo possano proteggerci dagli altri, mentre dovremmo dare loro forme per proteggerci da noi stessi, dai nostri deserti.

La città è fuori e dentro di noi. Abitiamo un luogo esteriore e ne ospitiamo un altro interiormente.
Le due realtà possono essere uguali, simili o diametralmente opposte, ad ogni modo s’influenzano incessantemente, dalla loro origine fino alla fine.
Italo Calvino con Le città invisibili ci invita a intraprendere un viaggio tra queste due realtà, quella che osserviamo fuori di noi e quella che portiamo dentro, alla ricerca dell’ordine invisibile che le regge.
Il lettore di questo libro non sarà mai pago. L’invisibile è imperscrutabile e la sua continua ricerca non ha mai fine.
Dove, come e perché comincia la città e dove, come e perché nasce e finisce l’umana natura non è dato sapere, né l’autore intende condurci per mano, ma ci sollecita a guardare, osservare, scrutare con i nostri sensi ciò che ci racconta.

Lo stesso autore riconosce ai destinatari della propria opera un potere assoluto d’interpretazione personale e intima.

…chi m’ascolta ritiene solo le parole che aspetta. […]Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio.
Le nostre città invisibili sono infinite nel loro straordinario essere un’unità.
La città per chi passa senza entrarci è una, e un’altra per chi è preso e non ne esce; una è la città in cui s’arriva la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso…
Spesso le città che osserviamo fuori e dentro di noi devono essere ricostruite e pulite; ma siamo certi che l’immondizia del nostro passato possa scomparire? Sappiamo che non è possibile annullare il percorso intrapreso. I resti di ciò che siamo stati restano nel nostro pianeta e in noi, in egual misura. Ci ricordano ciò che abbiamo creato e ciò che siamo stati, impedendoci talvolta di andare avanti.
La novità affascina ma non annulla il nostro passato, e può imprigionarci.

Ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità.
L’ingorgo di passato presente futuro […]blocca le esistenze calcificate nell’illusione del movimento.

I luoghi che abbandoniamo nella nostra terra e nella nostra mente restano, non si perdono con la nostra assenza, rimangono a cercarsi e a cercarci nella speranza di ricostruire.
Viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate[…]ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.
Siamo in tanti ad abitare le città. I nostri luoghi creano legami, ma il valore di essi discende direttamente dalle intime terre che ci abitano.
Si consumano incontri, seduzioni , amplessi, orge, senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Le nostre città invisibili di dentro, costruiscono le città invisibili di fuori.
Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure […]credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
Oggi come ieri diamo alla città le forme che pensiamo possano proteggerci dagli altri, mentre dovremo dare loro forme per proteggerci proprio da noi stessi, dai nostri deserti.
Nelle nostre case vogliamo sentirci sicuri, ma nessuno si può opporre ai nostri muri se noi stessi non siamo in grado di distruggerli.
Se per otto ore al giorno tu lavori […]la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia, mentre non ne sei che lo schiavo.
La luce arriva nelle città invisibili dalle città che abitano in noi, nulla di più può condurci verso una città la cui forma ci abbraccia e ci fa abbracciare.
Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo di un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo d due passanti che s’incontrano nel via vai, per pensare che partendo da lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta.

italo-calvino