Laboratorio di lettura – Le città invisibili, Italo Calvino

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Il 14 novembre alle ore 17:00 presso la Villetta de Nava (accanto alla Biblioteca Comunale) terremo il nostro terzo laboratorio di lettura aperto a tutti, dedicato a Le città invisibili di Italo Calvino.

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Di Patrizia Modafferi

Diamo alle città le forme che pensiamo possano proteggerci dagli altri, mentre dovremmo dare loro forme per proteggerci da noi stessi, dai nostri deserti.

La città è fuori e dentro di noi. Abitiamo un luogo esteriore e ne ospitiamo un altro interiormente.
Le due realtà possono essere uguali, simili o diametralmente opposte, ad ogni modo s’influenzano incessantemente, dalla loro origine fino alla fine.
Italo Calvino con Le città invisibili ci invita a intraprendere un viaggio tra queste due realtà, quella che osserviamo fuori di noi e quella che portiamo dentro, alla ricerca dell’ordine invisibile che le regge.
Il lettore di questo libro non sarà mai pago. L’invisibile è imperscrutabile e la sua continua ricerca non ha mai fine.
Dove, come e perché comincia la città e dove, come e perché nasce e finisce l’umana natura non è dato sapere, né l’autore intende condurci per mano, ma ci sollecita a guardare, osservare, scrutare con i nostri sensi ciò che ci racconta.

Lo stesso autore riconosce ai destinatari della propria opera un potere assoluto d’interpretazione personale e intima.

…chi m’ascolta ritiene solo le parole che aspetta. […]Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio.
Le nostre città invisibili sono infinite nel loro straordinario essere un’unità.
La città per chi passa senza entrarci è una, e un’altra per chi è preso e non ne esce; una è la città in cui s’arriva la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso…
Spesso le città che osserviamo fuori e dentro di noi devono essere ricostruite e pulite; ma siamo certi che l’immondizia del nostro passato possa scomparire? Sappiamo che non è possibile annullare il percorso intrapreso. I resti di ciò che siamo stati restano nel nostro pianeta e in noi, in egual misura. Ci ricordano ciò che abbiamo creato e ciò che siamo stati, impedendoci talvolta di andare avanti.
La novità affascina ma non annulla il nostro passato, e può imprigionarci.

Ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità.
L’ingorgo di passato presente futuro […]blocca le esistenze calcificate nell’illusione del movimento.

I luoghi che abbandoniamo nella nostra terra e nella nostra mente restano, non si perdono con la nostra assenza, rimangono a cercarsi e a cercarci nella speranza di ricostruire.
Viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate[…]ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.
Siamo in tanti ad abitare le città. I nostri luoghi creano legami, ma il valore di essi discende direttamente dalle intime terre che ci abitano.
Si consumano incontri, seduzioni , amplessi, orge, senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Le nostre città invisibili di dentro, costruiscono le città invisibili di fuori.
Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure […]credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
Oggi come ieri diamo alla città le forme che pensiamo possano proteggerci dagli altri, mentre dovremo dare loro forme per proteggerci proprio da noi stessi, dai nostri deserti.
Nelle nostre case vogliamo sentirci sicuri, ma nessuno si può opporre ai nostri muri se noi stessi non siamo in grado di distruggerli.
Se per otto ore al giorno tu lavori […]la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia, mentre non ne sei che lo schiavo.
La luce arriva nelle città invisibili dalle città che abitano in noi, nulla di più può condurci verso una città la cui forma ci abbraccia e ci fa abbracciare.
Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo di un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo d due passanti che s’incontrano nel via vai, per pensare che partendo da lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta.

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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso – Seminario per animatori di laboratori di lettura

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Cosa
Partecipare ad un laboratorio di lettura significa confrontarsi e condividere idee, intuizioni ed emozioni suscitate da un libro. Animarne uno, è guidare ad un percorso educativo alla lettura come processo consapevole attraverso il quale esercitare l’immaginazione e la fantasia, sviluppare senso critico, formulare opinioni e sostenerle in un confronto diffuso. L’animatore, quindi, è l’intermediario del confronto, lo stimolatore del dialogo, il connettore degli spunti di riflessione e delle suggestioni per dare all’esperienza di lettura un valore dinamico e di relazione. Il seminario prevede incontri teorici durante i quali si affronteranno tematiche relative all’approccio alla lettura e all’animazione dei laboratori ai quali si affiancheranno incontri pratici in cui si analizzeranno e sperimenteranno le varie fasi di un laboratorio di lettura

Chi
Il progetto è rivolto ai docenti, agli operatori sociali e culturali ed a chiunque sia interessato ad animare gruppi di lettura

Dove e quando
Gli incontri da 4 ore ciascuno si terranno nei pomeriggi di venerdì 2 dicembre 2016, 13 gennaio, 3 febbraio e 3 marzo 2017 presso il Palazzo della Cultura P. Crupi, via Cuzzocrea  (Reggio Calabria)

Responsabile del seminario
Romina Arena, responsabile per le Pietre di scarto dei laboratori di scrittura creativa e lettura consapevole. Anima laboratori di scrittura e lettura in Italia e Spagna. Ha tenuto un workshop di scrittura e lettura per le classi di italiano presso la Escuela Oficial de Idiomas della Galizia. Si occupa di comunicazione – editing, copywriting, scrittura per il web, fotografia – e scrive recensioni per Mangialibri

 

Per costi e adesioni scarica il PDF al link sottostante

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Laboratorio di lettura – Terra degli uomini, Antoine de Saint-Exupéry

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Il 17 ottobre alle ore 17:00 presso la Villetta de Nava (accanto alla Biblioteca Comunale) terremo il nostro secondo laboratorio di lettura aperto a tutti interamente dedicato alla raccolta Terra degli uomini dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry

 

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Dall’introduzione di Paul Nizan: Terra degli uomini  è il resoconto fedele e scrupoloso delle difficili esperienze alle quali Antoine de Saint-Exupéry, per il suo mestiere di pilota di linea, ha partecipato. Questo processo verbale è composto con un rigore, una misura e una dignità che conquistano l’ammirazione e l’amicizia. Questo universo, in cui i pericoli, l’angoscia, la paura, la morte devono essere costantemente superati, viene descritto con un’assenza totale di enfasi, di vocalizzi, di messa in scena, insomma. Mi sembra che non esista altra parola che possa caratterizzare meglio questa impresa all’infuori di ‘pudore’, che è, come risaputo, una virtù dell’azione virile e un segreto dell’efficacia letteraria. […] Terra degli uomini non ha un’ombra di romanticismo. Non si è romantici quando si misura con la più grande precisione possibile ciò che per l’uomo è possibile o impossibile essere o fare.

 

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“Noi siamo usciti da una lava in fusione, da una pasta di stella, da una cellula vivente germinata per miracolo è, poco a poco, ci siamo elevati fino a comporre delle cancate e a misurare le vie lattee”  – Antoine de Saint- Exupéry

Siete tutti invitati a partecipare portando con voi un brano che riterrete particolarmente significativo del vostro personale incontro con Terra degli uomini (massimo una pagina). Lo leggeremo e lo commenteremo insieme.