Convinzioni

Le convinzioni di fondo

1. La scoperta del valore del gruppo come –ambiente- nel quale può maturare la conoscenza di sé nel rapporto con l’altro, fondato sul rispetto reciproco, sul dialogo, sulla stima e sulla solidarietà;

2. Un concetto di cultura come strumento non di potere ma di servizio, donde la gratuità dell’impegno;

3. Una concezione dell’arte non come artificio ma come forma di conoscenza ed insieme di comunicazione della presenza dell’uomo nel mondo, donde il carattere personale del servizio;

4. L’intuizione che la povertà nei riguardi della quale si è chiamati ad intervenire come cristiani e come esseri umani, si presenta, soprattutto nel nostro tempo, nelle varie forme di ignoranza, di superficialità e di chiusura in schemi e pregiudizi propagandati dai media e facilmente accettati per la forza persuasiva dello strumento di comunicazione.

Gli obiettivi

1. Promuovere il dialogo, la comunicazione interpersonale ed intergenerazionale, perché solo l’incontro con l’altro può dare piena e chiara conoscenza di sé;

2. Collaborare con gli organismi preposti alla formazione di giovani e di adulti, scuole, enti locali, associazioni assistenziali ed ogni altro organismo pubblico che abbia interesse o lavori per gli stessi fini od in campi collegati;

3. Valorizzare il ruolo del volontariato, la cui presenza e vitalità è indice importante di qualità della vita, per diffondere, in una rete di solidarietà, iniziative culturali non solo a Reggio ma anche in provincia dove più forte è la richiesta;

4. Lottare contro ogni forma di chiusura e di difesa di particolarismi locali per promuovere il dialogo con realtà diverse, la comunicazione interpersonale ed intergenerazionale, nella convinzione che solo l’incontro con l’altro può dare piena e chiara conoscenza di sé.

I soci di Pietre di scarto sono convinti che un dialogo fruttuoso può realizzarsi solo nel reciproco riconoscimento e rispetto dei caratteri peculiari di ogni singolo individuo e gruppo: la salvaguardia delle propria storia, il recupero delle radici culturali, perfino del folklore locale, non solo possono ma debbono coniugarsi con l’apertura di cui si parla che, altrimenti, lungi dall’essere un arricchimento, sarebbe rinuncia alla propria identità, dispersione e confusione, non pace e crescita umana.

Il metodo

Il metodo è quello del dialogo, nel rispetto delle idee, delle opinioni, dei sentimenti dell’altro, anche quando sono diversi e nella collaborazione per una ricerca che impegna tutti a dare il proprio contributo al lavoro del gruppo. I soci di Pietre di scarto sono convinti della inutilità di conferenze, dibattiti che -lasciano il tempo che trovano- o, nella migliore delle ipotesi, propongono ed impongono dei leaders.
Nella pratica si procede attraverso le -domande- poste agli altri che partecipano al lavoro del gruppo, al libro, alla realtà, alla vita stessa con le sue varie vicende,  accettando con pazienza di –abitare- le domande piuttosto che correre verso le risposte, nell’attesa che maturi il tempo, come dice Rilke nella Lettera ad un giovane poeta, in cui si sarà capaci di portarne il peso.

2 risposte a “Convinzioni”

  1. Greta Chanteish ha detto:

    Io lavoro le pietre, preferisco quelle di scarto che raccolgo un po dove capita.Mi chiedo se parlare di gratuità sia possibile. E’ possibile? Gratuito, nel mio intelletto, pulsa come insegna al neon in una gigantografia che mi indirizza al “gratis”. Sicuramente mi sbaglio e, forse, m’impunto perchè non possiedo 50,00 euro per potermi iscrivere a “Pietre di scarto”, ma potrei partecipare ai corsi di scrittura creativa, perciò, chiedo scusa e proseguo. Dicevo, all’inizio , che lavoro le pietre di scarto; le manipolo rendendole fruttuose e sensibili, come in effetti, credo siano state, le gocce di pioggia o le folate di vento che prendendole, di tanto in tanto, le han rese plausibili all’elogio. Certo non quanto un buon volontario cristiano quando si applica alla sua amorevole condizione di samaritano, quintessenza di fruttuosità e sensibilità. Alla quale, nonostante tutto, non mi inchino. Scusate voi che potete

  2. rosella ferrari ha detto:

    il “buon volontario cristiano” che si dedica alla sua “amorevole condizione di samaritano” mi fa un po’ di tristezza. Ma, vedi, tu intuisci nelle pietre disperse che coccoli, lisci, levighi – sostituendo le tue mani all’acqua e al vento che hanno fatto le stesse cose prima di te – un’anima. Vedi al di là del visibile. dai una mano anche dove sembrerebbe inutile (tanti sassi sembrano “brutti”, ogni tanto…) E allora, stai semplicemente facendo il buon samaritano, che non si crogiolava nella sua “amorevole condizione” ma vedeva al di là.
    scusa, sono capitata per caso in questo sito: sto scrivendo un articolo sulla visitazione (di una serie sulla vita della madonna) e cercavo immagini (difficilissimo scegliere…avete idea di quante cose stupende ci sono in giro?) e mi sono trovata a leggere cose davvero interessanti. O struggenti, come la tua
    ti abbraccio, con affetto…e saluto anche i tuoi sassi, che certamente saranno splendenti, usciti dalle tue mani e dalle tue coccole
    Rosella

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