In previsione della giornata conclusiva del XIII Convegno “Letteratura e follia” (14-16 Aprile) in cui una rappresentanza di studenti incontrerà i relatori don Fabio Bartoli, Paolo Pegoraro e Sabina Nicolini con interventi su Chesterton e in particolare de “Il poeta e i pazzi”, Stas’ Gawronski tiene una serie di incontri per aiutarli a documentarsi sul tema. Il primo incontro si è svolto alla Villetta “P. De Nava” ed è stato accolto con entusiasmo dai giovani. Pubblichiamo qui di seguito l’intervento di Demetrio Marino, uno degli studenti interessati dal progetto.

Faccia a faccia con Gabriel Gale: una fuga dalla normalità alla ricerca della follia di Demetrio Marino

“Guardate questo telefono, cosa ci vedete?”.

È proprio con questa domanda che si apre il primo forum di lettura organizzato dall’associazione “Pietre di scarto” curato dalla Prof.ssa Ferro e che si concluderà nel corso del  13° Convegno Nazionale “LETTERATURA E FOLLIA”.La  domanda rivolta ai ragazzi provenienti dalle varie scuole di Reggio Calabria da Stas’ Gawronski, autore e conduttore di trasmissioni televisive culturali, che si è  gentilmente offerto come guida nel cammino degli studenti interessati verso la “follia letteraria”. All’apparenza banale, questa domanda, come poi verrà spiegato dallo stesso Stas, è un modo per misurare la fantasia e la capacità di osservazione delle persone, poiché “la mente di un poeta non si ferma semplicemente a ciò che si vede, ma passa oltre, elaborando ciò che potrebbe essere la realtà che lo circonda”. “Conoscete dei poeti, o dei pazzi?” è invece l’interrogativo chiave dell’incontro, che prosegue, dopo una surreale e caratteristica introduzione incentrata sull’importanza, nell’universo letterario, del connubio arte-pazzia, con la lettura di un brano altrettanto fantasioso ed insolito: si tratta, infatti, delle prime pagine del libro “Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale” di G. K. Chesterton. Guidati dalla voce narrante di Stas, gli alunni presenti sono stati catapultati nella vecchia Inghilterra, in un libro descrittivo come pochi altri, a fianco del protagonista e del suo compagno di avventure, due uomini completamente diversi tra loro, ma che sono portatori sani di una pazzia produttiva, filo conduttore di tutte le azioni e le bizzarrie compiute nel racconto: Gabriel Gale, il più alto e “strambo” dei due, è un poeta-artista che gira l’Inghilterra con il desiderio di ridare vita e colore alle malandate insegne delle vecchie osterie, mentre il suo fraterno amico, fisicamente opposto a lui, rappresenta la vera follia, quella data dall’eccessivo attaccamento alla razionalità che porta letteralmente all’impazzimento l’uomo odierno. L’intento di questi incontri, oltre a quello di invogliare una gioventù sempre più spenta dal punto di vista letterario e vincolata dalla monotonia tecnologica alla lettura di libri, è quello di stimolare l’utilizzo della fantasia, senza soffermarsi alle classiche convenzioni sociali e seguendo, anzi, la strada sempre fertile di idee della “follia”, unica via di fuga dalla razionalizzazione semplicistica della realtà, che sta rendendo scialbo e completamente omogeneo il mondo contemporaneo.

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