Il deserto si definisce per assenza. Luogo di privazione, sacrificio, prova di sopravvivenza.

Il deserto è assenza di legami, riferimenti (de-sèrere = connettere, annodare). Gli elementi naturali esistono, certo, ma sono ostili e, peggio ancora, mobili: la sabbia espone il suo profilo al vento, che la modula a suo piacimento, fino a decidere di travolgerla in tempesta, le temperature oscillano fra estremi implacabili. Deserto: luogo inospitale per eccellenza. Perché dunque inoltrarsi in esso? Cosa mai potrà accadere, nel nulla! Nel nulla, resta l’essenziale: “L’essentiel est invisible aux yeux” (Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry). Occhi accecati dalla sovrabbondanza di strutture, nel nulla possono, finalmente, volgersi al mondo interiore. Nel deserto, il desiderio di possedere il mondo esterno è mero miraggio, vanità. Per sopravvivere basterebbe poco, e quel poco manca.

Ma l’uomo che ha visto il deserto, e lo ha superato indenne, sarà lo stesso uomo che si era avventurato in esso?

Questi i testi da cui sono tratti i brani scelti dai partecipanti:

Le città e il desiderio- Italo Calvino
Terre des hommes- Antoine de Saint-Exupéry
Consolatio ad helviam matrem- Seneca
Viaggio nel deserto- Anonimo
Il libro del deserto- Ingeborg Bachmann
Genesi, Esodo, Atti, Luca, Matteo- Bibbia
Thank my friend Hermann, Dal deserto alla città- Hermann Hesse
Se non avessi visto- Emily Dickinson
Il deserto, I due re e i due labirinti, Elogio dell’ombra- Jorge Luìs Borges
Nostalgia – Giuseppe Ungaretti
Noces, L’été- Albert Camus

L’Officina è stata inoltre arricchita dalle chitarre di Vincenzo Tripodo e Desideria Strati
Questi i titoli delle canzoni interpretate:

Io maledico
Hispanica chica perduta
Chi sa se ò
(Testi di Vincenzo Tripodo)

Annunci