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Di Giuseppina Catone

Teresa non sapeva se fosse un buon segno o l’inizio di una catastrofe, la mattina era iniziata torbida, con un malessere in tutte le parti del corpo e in nessuna. Alzarsi dal letto era stato difficile, difficile come sollevare un peso eccessivo senza i muscoli adeguati.
Poi, in cucina, la macchinetta del caffè si era otturata: sbuffava, sbuffava, sibilava, ma di caffè neanche un goccio. Aveva dovuto più volte metterla sotto l’acqua prima di riuscire a farne venir fuori qualche goccia di un caffè nero e denso, praticamente imbevibile.
– Brutti segni – pensava tra sé, mentre aspettava di sentire, nella stanza accanto alla cucina, il suono della sveglia che avrebbe buttato giù dal letto suo marito.
– E che caffè gli do? – pensava rammaricandosi di non aver provveduto la sera prima a comperare una macchinetta nuova. Pochi minuti e Giacomo era già lì. Dio, quanto era bello di prima mattina! Lo guardava di sottecchi chiedendosi dove fossero finiti il fascino discreto e l’eleganza che l’avevano colpita quel giorno di tanti anni prima.
Non parlava di prima mattina, mugugnava, e la sola parola che riusciva a pronunziare era “caffè”. Si guardarono due secondi e lei gli mise davanti una tazza di latte.
– Cos’è questa novità? – Giacomo aveva ritrovato la parola.
– Si è rotta la macchinetta, non funziona. Per una volta non puoi prendere il latte?
La guardava con uno sguardo liquido, sicuramente stranito. Non rispose, non toccò la tazza. Si alzò e scomparve di là. Lei, vicino al lavello, con le mani appoggiate al bordo, di rimando gli gridò: – E che sarà mai?
Dieci minuti dopo sentì lo scatto della serratura e la porta che si chiudeva, senza un saluto. Teresa si strinse nelle spalle e continuò a bere il suo latte. Forse era un buon segno che la macchinetta si fosse rotta proprio quel giorno. Forse era l’inizio di una nuova epoca. O forse era l’inizio di una catastrofe. – Un matrimonio non può finire per una macchinetta da caffè otturata –  si diceva tra sé e, bevendo piano il suo latte, attendeva che lui ritornasse.

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