a cura di Claudio Costantino (II A)

leggere-_-viaggiareLa letteratura è vita: durante il “X Convegno Nazionale sulla Letteratura”, organizzato dall’Associazione Culturale “Pietre di scarto” presieduta dalla Prof.ssa Tita Ferro, tenutosi a Reggio Calabria presso l’ Auditorium “San Vincenzo da Paoli” dal 18 al 20 Aprile 2013, si è trattato di come la letteratura possa aiutarci a comprendere noi stessi e la realtà. Hanno preso parte all’evento, in funzione di relatori, personaggi del mondo della letteratura italiana ed internazionale come lo scrittore e studioso di Filologia Germanica Saverio Simonelli, Paolo di Paolo, Paolo Cognetti, Giovanni D’Alessandro e l’autrice e giornalista spagnola Rosa Montero.
Il tema centrale del Convegno “Nei boschi narrativi alla ricerca del lupo” è stato un ottimo spunto per gli scrittori contemporanei che sono intervenuti durante i tre giorni in cui si è articolato l’evento, per esprimere le proprie opinioni riguardo l’allegoria del lupo. Favola/fiaba, racconto breve e romanzo fantascientifico: questi i tre “sentieri” presi in analisi in cui il lettore può incontrare il lupo, che altro non è che la verità della vita. Attraverso la lettura di racconti e l’ analisi di testi si è esplicitato come ogni uomo possa rispecchiarsi nelle opere di letteratura, come il lettore possa ritrovare se stesso nei libri e nei poeti e come noi tutti siamo scrittori della grande novella della nostra vita, di cui siamo i protagonisti. Dopo una approfondita e dettagliata analisi esposta dal Professor Simonelli sulle opere dei Fratelli Grimm si è parlato di autori “per ragazzi” come Gianni Rodari, di autori di racconti come John Cheever ed Ernest Hemingway ma anche di fantasy come l’illustre J. R. R. Tolkien. La fantasia è il luogo migliore in cui esprimere noi stessi, abbandonarsi ad essa è creare luoghi e tempi indefiniti, disegnare i tratti di un mondo ideale in cui ciascuno di noi può intendere il concreto attraverso l’astratto. In questa dimensione immaginifica, lo scrittore è il fantasista che ci induce, blandendo il nostro desiderio di evasione, a riflettere sulla realtà con la magia della diversificazione e dello straniamento perché la fantasia sarà anche distacco dal vero, ma è allo stesso tempo avvicinamento e rivelazione.
Questo convegno è stato per noi ragazzi una grande occasione per riflettere su cosa siano -e possano essere- la lettura e la scrittura. Attraverso la letteratura, dice Dante: “l’uom s’etterna”, e, scrive Orazio, chi ha edificato un “monumento più alto delle piramidi e più durevole del bronzo”, non morirà mai del tutto: per sempre durerà il ricordo della sua grandezza e il valore delle sue opere. Lo studio delle materie classiche serve a far capire l’importanza universale ed eterna della letteratura, attraverso cui possiamo apprendere valori essenziali per la vita, infatti, nelle opere dei grandi autori ci sono significati ‘talmente tanti’ e talmente profondi che non sempre vengono percepiti nella loro interezza ma, al di là del tempo e dello spazio, suscitano suggestioni che edificano la nobiltà dei popoli e la grandezza dell’uomo.

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