(a cura di Carmela Ferro)

Con i contributi di Mariolina Panzera, Maria Giglio, Vittoria Mallamaci, Giuseppina Catone, Tita Ferro, Maria Aldarese, Franca Crucitti, Carmela Ferro.

Da dove proviene quello strano senso di insoddisfazione e di scontentezza che, come un venticello fastidioso e pungente, ci impedisce a volte di riposare in quiete, che scompiglia pensieri, convinzioni e abitudini consolidate, che ci fa dubitare delle decisioni già prese e che spesso ci porta a sognare ciò che non potremo mai raggiungere? O che a volte invece, come uno sprazzo di energia che viene dal profondo, ci spinge a esplorare vie finora sconosciute, a trovare soluzioni mai immaginate, ci aiuta a comprendere verità scomode ma dense di significati?

Gli scrittori e i poeti, che come segugi esplorano gli angoli più oscuri della nostra psiche, hanno portato il loro sguardo anche in queste ombre e bagliori del nostro cuore.

Scrive il poeta Franco Callegano:

Camminavo su un viale alberato,
carezzato da un vento leggero,
si spogliavano i rami di foglie,
ero solo… con qualche pensiero.

Avanzavo con passo tranquillo,
come chi non l’aspetta nessuno,
d’improvviso, alle spalle, un rumore,
come … se mi seguisse qualcuno.

Era solo una foglia stecchita,
trascinata da un fiato di vento,
m’inseguiva in modo inquietante,
come accade con qualche tormento.

Ho pensato che fosse il destino,
che voleva mandarmi un segnale,
ma una foglia sospinta dal vento
è una cosa del tutto normale.

Inquietudine d’una esistenza,
che vorrebbe capir dov’è il vero
e s’accorge, col tempo che passa,
che la vita è tuInizio modulo

tta un mistero

Dunque l’inquietudine deriverebbe dalla consapevolezza della nostra impotenza nel cogliere la verità delle cose, il mistero che invade ogni aspetto della nostra esistenza.

Ma sta anche a noi ricolmare di senso le nostre vite, e l’inquietudine invece emerge quando ci manca il coraggio di agire, quando ci ritraiamo per paura dalle occasioni che la vita ci offre, quando indietreggiamo di fronte al rischio, privandoci del sapore dolce o amaro che ogni nuova esperienza ci propone.

Ce lo dice E. L. Maaster nella lirica George Gray:

Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è questa la mia destinazione, ma la mia vita.

Poiché l’amore mi si offrì ed io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta
ed io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò,
ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è tortura
dell’inquietudine e del vano desidero;
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Per il grande poeta Vincenzo Cardarelli l’inquietudine è un elemento che caratterizza la natura di alcuni esseri viventi, ed egli di questa natura è partecipe.

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Il motivo dell’inquietudine è un topos letterario già presente nelle diatribe e in ambito epicureo. E’ il tema della noia che ci si illude di combattere cambiando residenza e clima, senza capire che i mutamenti esteriori non guariscono l’animo umano se questo è inquieto e insoddisfatto e non trova quella serenità necessaria ad affrontare le situazioni.

Se gli uomini , come sembra che sentano che c’è un peso nell’animo che li affatica con la pesantezza, potessero conoscere da quali cause ciò nasca e da dove tanta mole di male gravi sul cuore, non trascorrerebbero la vita così cpme ora vediamo per lo più, senza sapere cosa ciascuno vuole per sé e cercare sempre di cambiare luogo, quasi potesse deporre il peso. (Lucrezio, De rerum natura)

… perché cerchiamo terre diverse, riscaldate

Da un altro sole? Chi, pur esule dalla patria,

ha fuggito anche se stesso?

Sale sulle bronzee navi l’inquietudine morbosa… ( Orazio, Carmina )

Come porsi di fronte al dubbio, all’inquietudine altrui? Giovanni Ventimiglia sostiene che il dubbio è una richiesta di aiuto e l’inquietudine può rappresentare una forma dell’eterno interrogarsi dell’uomo.

… se vi è un dubbio positivo,  un principio di insicurezza e di incertezza salvifico, perché all’origine di quell’inquietudine che consente all’uomo di continuare a interrogarsi, cioè a essere uomo, vi è anche un dubbio paralizzante e mortifero…

Nel racconto “Nome e lacrime” di E. Vittorini, il senso dell’inquietudine è data dalla ricerca infruttuosa, da parte del protagonista del racconto, di una donna misteriosa che egli insegue senza riuscire a incontrare.

… volevo andare sino a quel pianto e continuare a salire le scale tra le nere finestre spalancate. Arrivai infine dov’è il pianto; dietro un uscio bianco. Entrai e l’ebbi vicino, accesi la luce. Ma non vidi nella stanza nessuno né udii più nulla. Pure sul divano, c’era il fazzoletto delle sue lacrime.

Il racconto allegorico ha un indubbio significato politico: il nome della donna piangente che il protagonista non potrà mai raggiungere è certamente la Libertà.

Il grande scrittore portoghese Fernando Pessoa così presenta l’inquietudune:

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formno

Una vaga e tiepida anima-unità.

Come i mre che prevede una tempesta,

un pigro dolore e un’inquietudine fanno di me

il mormorio di un incalzante stormo.

 

Vieni, dal fondo

Dell’orizzonte livido,

vieni e strappami

dal suolo dell’angustia in cui io vegeto,

dal suolo di inquietudine e vita di troppo e false sensazioni

dal quale naturalmente sono spuntato.

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