di Giuseppina Catone

Il completino nuovo le stava proprio bene, non sembrava essere vicina ai quaranta.

Che traguardo infelice! Meglio non pensarci troppo. Marco da una settimana non perdeva occasione per ricordarglielo. “Bisogna invitare questo, quest’altro ancora. Gli eventi si festeggiano, li porti benissimo gli anni, sei la mia mogliettina, sembri un fiore…” Tutte queste frasi erano piccole pugnalate, leggerissime puntine di spillo. Ogni volta sentiva salirle un cerchio alla testa ed una leggera nausea.

Ad ogni buon conto, quella mattina aveva indossato il completino nuovo: le stava a pennello! Anche il sole che faceva capolino la invogliava ad uscire. All’angolo si fermò davanti ad una vetrina di gioielli. Doveva scegliere il regalo di Marco, doveva fargli capire con le buone maniere cosa non doveva comprarle e che cosa avrebbe preferito.

_ Non mi dire che sei proprio tu! _ una voce la fece trasalire.

_ Luisella! _ compagna di scuola, poi persa di vista: un classico. Lo sguardo di Marta scivolò sulla figura ossuta, spigolosa con i vestiti che le cascavano addosso. Come a scuola, preciso preciso! Eccola lì dopo vent’anni a guardarla con la stessa aria indagatrice, curiosa e pettegola di sempre.

_ Ti vedo in forma, Luisella (bugia mastodontica), come va? _

_ Marta, sei un fiore, uno spettacolo della natura, non ti riconoscevo quasi! _

_ Sono tanto cambiata? _

_ Ricordo una ragazzina grassa grassa, con i denti sporgenti; hai fatto un mutuo per i denti, immagino? _

Marta con la coda dell’occhio si guardò nella vetrina. Non aveva mai fatto caso ai suoi denti né le erano mai sembrati così sporgenti.

_ No… no, ma che dici? _ e rise piano.

_ Ma che bel completino! _

_ Grazie! _ Marta stavolta sorrise rinfrancata.

_ Scommetto che l’hai comprato alla Boutique del Corso, ti avranno trattata bene, sai i capi vecchi di qualche anno sono sempre molto scontati! A me allora avevano chiesto una cifra enorme. Non l’avevo comprato, ma mi stava d’incanto! _

Lo sguardo di Marta ora scivolò sulla gonna, si guardò, sempre nella vetrina, e si domandò se era proprio fuori moda il completino nuovo. La tristezza la prese alla gola, gliela chiuse quasi.

_ Luisella, devo correre a casa, ti chiedo scusa, ma tra un po’ torna Marco e, sai, il pranzo… _

_ Sai cucinare?? Ma ti ricordi le nostre festicciole? Quante risate davanti ai piatti immangiabili che preparavate tu e Sandra! Hai imparato vero? E Marco, Marco, come sta? Quanto era bello, il più bello del liceo! Ma come hai fatto, eh, come hai fatto? Ti ricordi che corteggiava Sandra? _

Marta si sentì franare il terreno sotto i piedi. Dopo tanti anni le appariva una verità che non si era mai voluta rivelare: Sandra, sua amica-sorella, la sua cara Sandra, era stata amata da Marco e non lo aveva voluto. Ma non glielo aveva mai detto! Ora il tono divenne tagliente.

_ Luisella, eri la più vecchia della classe, vero? Come mai? me lo sono chiesto spesso. Eri ripetente? No, forse sbaglio, con tutti i loro soldi i tuoi ti avrebbero certo comprato voti e promozione! Sai non sei cambiata molto, avrei riconosciuto il tuo volto ossuto, il naso sporgente e adunco, ovunque!

Me lo diceva sempre Marco:

“La tua amica, quel palo!”.

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