Di Demetrio Canale

Un brutto ceffo, scuro e peloso, si é infiltrato nel secondo laboratorio di scrittura. Il suo ingresso improvviso ha portato un refolo di perplessità nella biblioteca del liceo. Si deve sempre sostenere un esame invisibile quando si entra per la prima volta in un consesso già rodato e anche in questo caso la regola è stata rispettata. L’affiatato gruppo, tutto al femminile, che anima le attività di Pietre di Scarto non ha reagito all’unisono. Alcune “pietre” lo hanno guardato incuriosite, altre lo hanno scrutato di sottecchi intimidite, altre ancora gli hanno sorriso, le più turbate hanno ostentato indifferenza. Ma tutti quegli occhi sembravano dire solo una cosa: “Come dovremo comportarci con lo sconosciuto?” Ogni esitazione si è sciolta quando Romina Arena ha invitato tutti a scegliere due immagini, tra le bellissime foto da lei realizzate, invitando “le pietre ed il sasso” a tradurre in parole l’incanto delle immagini, legando in un’unica narrazione il contenuto delle due foto scelte da ciascuno. Il risultato del laboratorio è stato avvincente. Abbiamo viaggiato in Germania chiedendo indicazioni stradali ad un rigattiere che colleziona radio ed in Irlanda immergendoci nell’azzurro del suo cielo. Abbiamo attraversato terre antiche popolate da centenari ulivi e navigato tra le acque, ora calme ora tempestose dello Stretto. Abbiamo calpestato la neve ed ammirato l’Etna. Siamo stati avvolti dalla grazia di una favola contemporanea che descriveva con candore e pudore l’amore di una nonna che attraverso suo nipote riassapora la leggerezza della vita che credeva di aver perduto. Tutto questo grazie al potere immaginifico delle parole ed alla sensibilità delle “pietre”. Un’ultima sorpresa è arrivata quando una “pietra” ha scoperto di aver scelto, senza saperlo, la foto di una casa del paese dov’è nata. La potenza delle radici.Il ceffo non ha superato l’esame del tutto, è stato rimandato. Al prossimo laboratorio  si vedrà.

Annunci