Catia ha trovato una poesia di Corrado Govoni, riportata in rete da A. Spadaro, Le cose che fanno la domenica, e l’ha proposta a tutti nella lista di Pietre di scarto, sollecitando interventi personali.

Le cose che fanno la domenica

L’odore caldo del pane che si cuoce dentro il forno.
Il canto del gallo nel pollaio.
Il gorgheggio dei canarini alle finestre.
L’urto dei secchi contro il pozzo e il cigolìo della puleggia.
La biancheria distesa nel prato.
Il sole sulle soglie.
La tovaglia nuova nella tavola.
Gli specchi nelle camere.
I fiori nei bicchieri.
Il girovago che fa piangere la sua armonica.
Il grido dello spazzacamino.
L’elemosina.
La neve.
Il canale gelato.
Il suono delle campane.
Le donne vestite di nero.
Le comunicanti.
Il suono bianco e nero del pianoforte.
Le suore bianche bendate come ferite.
I preti neri.
I ricoverati grigi.
L’azzurro del cielo sereno.
Le passeggiate degli amanti.
Le passeggiate dei malati.
Lo stormire degli alberi.
I gatti bianchi contro i vetri.
Il prillare delle rosse ventarole.
Lo sbattere delle finestre e delle porte.
Le bucce d’oro degli aranci sul selciato.
I bambini che giuocano nei viali al cerchio.
Le fontane aperte nei giardini.
Gli aquiloni librati sulle case.
I soldati che fanno la manovra azzurra.
I cavalli che scalpitano sulle pietre.
Le fanciulle che vendono le viole.
Il pavone che apre la ruota sopra la scalèa rossa.
Le colombe che tubano sul tetto.
I mandorli fioriti nel convento.
Gli oleandri rosei nei vestibuli.
Le tendine bianche che si muovono al vento.

Per un po’ è sembrato che l’invito cadesse nel silenzio, come succede nei laboratori di scrittura di fronte ad un input ritenuto poco allettante.
E’ bastata però l’iniziativa di Giuseppina <è un simpatico esercizio di scrittura, stimola la nostra memoria e il nostro spirito di osservazione, proviamoci>, per scuotere il gruppo e motivarlo ad una riflessione.
Ecco le cose che fanno domenica per Giuseppina

La lentezza del risveglio.
La sveglia che non deve suonare.
Il silenzio che sale dalla strada.
L’odore del caffè che invade la casa e che si lascia assaporare.
Il rumore della lavatrice.
La via Marina piena di sole.
La via Marina piena di gente.
La via Marina piena di bimbi in carrozzella, di cani e di ciclisti.
Le campane.
Gli scout che rendono gioiosa la Messa.
La predica interminabile.
I dolci.
Il pomeriggio noioso.
La tristezza e la monotonia delle ore serali.
L’aria di sbancamento.
Il cinema, perché arrivi presto la fine della giornata.
Meno male che c’è Fabio Fazio.

A lei ha fatto seguito Romina per la quale la domenica inizia con un … affettuoso terremoto che forse molti rimpiangono:

Tuo padre che ti scuote come un pacco di fiammiferi e dice: “non ti alzi? Sono le sette!”
Tuo padre che ti scuote come un pacco di fiammiferi e poi si accorge che è domenica e si scusa, ma ormai è troppo tardi;
Tua madre che entra fumando in camera, mentre realizzi che dovrebbe essere domenica, e ti dice: “ti ho piegato le mutande”;
Rosetta che è l’unica a rispettare il dolce risveglio festivo e poggia delicatamente il musino sul letto per dire buongiorno;
Poggiare i piedi sul pavimento ghiaccio e ricordarsi di essersi sfilati i calzini durante la notte ed averli persi tra le lenzuola;
Il profumo del caffè senza il caffè perché già da altri trangugiato;
Il cornetto del bar da condividere con Rosetta;
Il sole sul terrazzo;
I cactus da travasare e il pollice verde del fine settimana;
La lavatrice che guarda minacciosa, incassata nel suo angusto abitacolo e trincerata dietro quattro secchi di panni da stendere;
Il ferro da stiro che ammicca sull’asse, impaziente di surfare sui panni ritirati per fare posto a quelli dei quattro secchi-trincea;
Il pranzo creativo e quello della nonna che rimane a fare compagnia fino al lunedì successivo;
La partitella di pallone con invariabile figuraccia per via dei cosiddetti “piedi di papera”;
L’Inter che gioca (e possibilmente vince…);
I libri bevuti tutti d’un sorso;
La passeggiata sulla spiaggia con Rosetta;
La sensazione di avere molto tempo libero ed accorgersi di averne meno che durante il resto della settimana;
Lo stordimento del lunedì che comincia già la domenica pomeriggio.

Paola si inserisce per continuare l’elenco delle cose che fanno domenica con una breve puntualizzazione  … calcistica:

Ma anche…
La colazione ad orari improbabili
I profumi che ricordano i pranzi di una volta
Il classico vassoio di dolci (o l’odore della crostata in forno)
Il rito della partita (della Juve, Romina, mi dispiace…) davanti alla tv ( o del rombo dei motori, se si preferisce l’automobilismo)
Quel libro che vorrei leggere…ma forse no!
Gli stanchi centri commerciali
Gli stanchi uomini al seguito di donne impegnate in shopping e di bambini urlanti e sfuggenti
La lista delle cose da fare il lunedì
I posticipi, i commenti…basta con questo calcio!!!
I programmi migliori la sera tardi
E quel libro che continua a guardarmi dicendo: leggimi!
Rimandando tutto alla prossima settimana….

Per Catia domenica è anzitutto il pensiero per il suo amore lontano. Ah, questi innamorati!

“Buongiorno amore…un’altra domenica lontani…”
“Ciao amore, che devi fare più tardi?”
“Ci sentiamo dopo la messa”
Rimanere a letto nella penombra della camera anche se gli altri parlano e sono già attivi in quella accanto.
Rigirarsi dall’altro lato, nonostante il rumore delle pentole in cucina
Vuoi ancora dormire, ma arriva l’odore di cipolla soffritta, nonostante la porta chiusa
La messa del Papa in tv che senti anche se non hai la tv accesa, direttamente dal piano di sotto
Lo yogurt se è troppo tardi per fare colazione (dopo non mangi!)
La voglia puntuale di polpette
Il rumore dell’aspirapolvere
La scrivania piena di zeppa di tutti gli appunti e i fogli della settimana
“Zia, vieni a mangiare da noi?”
“Non portare dolci, li ho presi già”
Affettare il pane di grano
Il vino: quale bottiglia apriamo?
Dividersi i compiti in cucina chiacchierando del più e del meno
Sono già le 16, non è ancora finita la partita?
Meglio Domenica In di Domenica 5 (ogni domenica la stessa storia)
I negozi aperti nel periodo delle feste
La messa delle 18, leggi tu la prima lettura?
Il Corso e il suo viavai
Le strade vuote rincasando
Tra un po’ è già domani
Mi godo ancora questa giornata
Spegni la tv, lunedì è vicino

Per Tita è diverso, lo si capisce dall’attacco: domenica? E’ sempre domenica per una  pensionata. Non si sa se c’è una nota di rimpianto nella riduzione della sveglia ad un nome comune e del suo suono al distratto premere un tasto mentre si spolvera.

Per me domenica è …. sempre domenica
da quando sono in pensione
e la sveglia è solo un nome comune di cosa
e il suo suono che mi fa sobbalzare,
solo un gesto involontario quando spolvero.
Pure c’è un indugiare e crogiolarsi nel letto,
che è domenicale,
un sentire accanto il calore rassicurante del corpo di Mimmo,
che è domenicale,
non ha niente da architettare neppure lui;
un guardare domenicale,
stirandomi con piacere,
come il gatto sornione che non ho,
il filo di luce o anche di sole
che filtra dalle fessure della tapparella
e riga il copriletto.
Domenica è ascoltare il silenzio
perfino nella trafficata via Marvasi,
perfino nell’appartamento dei vicini
dove i bambini non vanno a scuola.
Domenica è il desiderio del caffè,
il suo profumo, il suo gusto,
che mi catapultano in cucina
dopo un segno di croce
e la ricerca di calzini e pantofole.
Domenica è un giro tra le piante del balcone
per una razione d’acqua,
per un elogio alla mia grevillea
che mi regala bellissimi fiori
anche d’inverno (in allegato un’immagine).
Domenica è la <messa di don Antonello>,
poi la bolognese per le tagliatelle,
una tavola più curata,
le discussioni sportive di Mimmo e di Alberto,
Inter, certo, Inter che passione,
e Reggina solo
per dovere di cittadini di Reggio.
Domenica è
una lettura che avevo trascurato,
una passeggiata senza nessuno scopo
se non il piacere della passeggiata,
e, nel mio angolo preferito,
un’altra sciarpa che cresce
tra le mani.
-Un’altra sciarpa!-, dice Mimmo passando,
-ma è veramente bella-, deve ammettere.

Carmela è una brava viaggiatrice … nel tempo oltre che nello spazio: si muove tra passato e presente per chiarire anzitutto a se stessa che cosa è domenica.

Qualche flashback dalle tante domeniche della mia vita:
Un brusio molesto da un’ autoradio parcheggiata sotto il mio balcone. Che noia…! ma chi ha inventato il calcio…?
Carmela, ma non hai ancora finito i compiti?  Possibile che devi ridurti sempre all’ultimo minuto della domenica?
Mamma posso invitare a pranzo Nancy, oggi che è domenica? Dai… ti prego…
Suonano le campane per la messa del mattino. Sono ancora in dormiveglia… già le dieci…?
Papà mi accompagni tu domani a prendere il treno per andare a Messina?
Uffa…!! Mezzanotte di domenica e devo ancora finire di correggere gli ultimi compiti… se non glieli porto domani i ragazzi mi uccidono…
Pronto, Vera…? Oggi vengo a pranzo da te. Ti raccomando la torta al cioccolato…
Sì zia, tranquilla… ci vediamo oggi pomeriggio, come tutte le domeniche…
Ma sì, dai… andiamocene al cinema… ci vieni anche tu Rosalba?
Grazie per il caffè Saverio… ma vorrei dormire ancora un altro pochino…
Mi accendi per favore la radio che c’è Gabriella Caramore?
Lo so, lo so, è mezzogiorno, ma andiamo ugualmente a fare una passeggiata sulla via marina?
Da qualche tempo: ma… che meraviglia… ogni giorno somiglia alla domenica!

Ed infine, sorpresa delle sorprese, il socio desiderato da tutte, Diego, anche lui si è fatto tentare dal nostro gioco.

-Sveglia alla stessa ora degli altri giorni ma con un risveglio lento e con le coccole di Maria che mi aiutano ad aprire gli occhi in modo più naturale e piacevole-
-Consumare la colazione sempre con Maria ma in tranquillità non essendoci i chiassosi bambini che vanno a scuola, le mamme che sgridano i figli e chiacchierano fra loro a voce alta nonché i clacson delle macchine. L’insolita quiete della via dà la sensazione che il tempo abbia rallentato i suoi ritmi.
-Guadagnarmi l’ultimo scampolo di “paghetta settimanale”, quindi: farina, lievito, acqua tiepida, e via con le mani in pasta per confezionare la pasta, la pizza, il pane, i ravioli ecc. ecc. (ovviamente non tutto lo stesso giorno).- Inventarsi un succulento condimento per differenziare le pietanze da quelle degli altri giorni quando tutto è fugace e light.
-Altro rito domenicale, che fa riaffiorare tanti ricordi, la visita ai genitori defunti ormai da tanti anni.
-La passeggiata domenicale con Maria al lungomare di Pellaro per goderci la quiete,discutere sugli eventi della settimana passata, respirare una piacevole boccata d’aria di mare, e se i pescatori sono stati fortunati, acquistare qualche pesce appena pescato.
– La dieta prevede il dolce una volta la settimana, quindi, una visita in pasticceria, quanto sacrificio alla vista di tutto quel ben di Dio! ma ovviamente mi limito ad acquistare solo due cannoli.
-Finalmente arriva l’ora di pranzo, tutto si svolge con la massima calma, intercalando qualche telefonata ai figli o ai nipotini, gustando le pietanze preparate con tanta cura, e “santificando” la festa con qualche sorso di vino in più e dopo il dolce un bicchierino di “bergamello della casa”.
– Ora preferisco lasciare un vuoto di notizie fino alla prima serata dedicata alla TV per vedere qualche trasmissione culturale o di approfondimento o qualche telegiornale.
-Una cena con poche calorie per compensare l’abuso del pranzo e per non appesantirmi, il che m’impedirebbe di spendere bene “la paghetta”, cioè trascorrere il dopo cena in una sala da ballo con Maria e gli amici sgambettando a tempo di valzer, tango, milonga, mazurca, fox , slow-fox, samba, rumba, mambo, zitellona, menaito, ecc. ecc., per tutta la serata. L’impegno fisico è tanto per competere con gli amici a chi fa meglio ed a chi si ferma meno.
-Ultima nota che caratterizza la mia domenica, ritorno a casa inzuppato di sudore (anche d’inverno) ed un gran desiderio di riposo per smaltire la stanchezza, ma prima di dare spazio al sonno un segreto pensiero va alla strategia per guadagnare la prossima “paghetta”.
Certo sarebbe bello se tutte le domeniche fossero così.

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