Da IL CENTRO di  Lunedì 14 giugno 2010

La spiritualità della vita secondo Spadaro. Il volume del gesuita disegna una mappa del tesoro sul mistero-uomo

di Giovanni D’ALESSANDRO

Una mappa del tesoro dell’anima umana, come si riversa nella narrativa e nella poesia, referenti privilegiate per approcciare il mistero-uomo. Una mappa però non misteriosa, o concepita per un’ardua decriptazione in vista del premio finale, bensì, all’opposto, di eccezionale chiarezza per segnalare strade dirette ad esso, come avverte il rivolto di copertina.

Il tema è l’apertura al mondo dell’attività creatrice dell’uomo. E se questo è uno, molti sono i carismi, così come espressi dall’opera di narratori, poeti, saggisti, filosofi; tutti inspiratori del mondo che li circonda ed espiratori, di una restituzione del mondo stesso «rielaborandolo in visioni, immagini, comprensioni della vita e del suo significato».

Con questo bellissimo programma di viaggio Antonio Spadaro, gesuita, redattore della rivista La Civiltà Cattolica, animatore della associazione culturale BombaCarta, ha dato alle stampe Svolta di respiro. Spiritualità della vita contemporanea (Vita&Pensiero, 236 pagine, 18 euro) come un baedeker da condividere con compagni d’avventura diretti alla Wonderland della parola, alla meravigliosa terra dell’arte. C’è in queste pagine tutto il respiro dello scrittore, del saggista, dell’intellettuale, e anche dell’uomo-Spadaro, con la passione e l’attenta coltivazione della narrativa e poesia, soprattutto moderne o contemporanee, con attenzione privilegiata a quella anglosassone o italiana, da Raymond Carver a Flannery O’ Connor, da Giuseppe Ungaretti a Eugenio Montale al grande negletto Bartolo Cattafi, senza dimenticare Clive Staple Lewis, e, più indietro, Gerald Manley Hopkins, Emily Dickinson, Samuel Coleridge, fino a John Donne e a tanti altri.

Attenzione privilegiata, agli angolosassoni, dello Spadaro-anglista, ma non esclusiva, come dimostrano le ampie mutuazioni e i commenti relativi a Marcel Proust, Paul Claudel o a Paul Celan, del quale proprio la citazione «Svolta di respiro» dà il titolo al volume.

Ci sono i santi, i padri della Chiesa e i pensatori, da Paolo di Tarso ad Agostino d’Ippona a Francesco d’Assisi, da Ignazio di Loyola a Karl Rahner a Pierre Teilhard de Chardin.

C’è la mappatura delle nuove forme multimediali e informatiche di espressione artistica. C’è tanto altro, ma la struttura è lineare: alla presentazione della tesi segue, a livello argomentativo, la citazione o il gruppo di citazioni degli autori in commento, per cui il libro assume anche la forma di una antologia. Tutta questa ricchezza si respira a pieni polmoni nel libro di Antonio Spadaro, articolato in quattro partizioni: L’apertura della vita, L’esperienza della parola creativa, Tra le esperienze umane e Nel perimetro del mondo, con le struggenti sottopartizioni, quest’ultima parte, intitolate Vivere le cose, Abitare gli ambienti, Guardare i colori, dove, attenuata la precedente rassegna di contributi, l’autore sommessamente, ma con non minore dovizia, lascia trapelare la sua personale weltanschauung o visione del mondo: quella di un animo giovane, inquieto, appassionato della vita e deciso a esplorare il lucreziano genus omne animantium seguendo il sentiero che conduce al suo più recondito scrigno, l’arte.
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