di  Maria BAMBACE

Da molto tempo questo libro mi faceva capolino dallo scaffale della mia libreria, finché un giorno, libera da impegni pressanti, lo presi in mano e non lo lasciai più per vari motivi che ora spiegherò.
La storia racconta i fatti accaduti a una famiglia nell’arco di tre generazioni negli anni fra il 1860 e il 1951 in un paesino dell’Aspromonte, in Calabria.
Si tratta di personaggi che vivono enormi difficoltà economiche, soprattutto subiscono i grandi eventi della Storia che non capiscono fino in fondo, ma a cui pagano un prezzo altissimo con la morte di ‘Ntoni che, con grande sacrificio di tutta la famiglia, ha studiato fino a diventare medico, per morire giovanissimo in trincea nella Grande Guerra e con la menomazione di Masi che ha avuto una gamba amputata nella campagna di Russia nell’inverno del ’41-’42. Su tutti i personaggi campeggia la figura di Carmela, profondamente innamorata di Cola, un giovane che in un paese d’ignoranti che firmano con il segno della croce “sa perfino scrivere e leggere”, come rileva con stizza il Generale, e dà molta importanza alla cultura e aspetta come segno di riscatto il giorno in cui potrà votare, ma quando questo giungerà lui non voterà, perché ha il lutto nel cuore per la recente morte del figlio ‘Ntoni.
Carmela è una donna silenziosa e laboriosa che con fede e rassegnazione accetta “l’acre odore di aglio” che spesso abita in casa sua, cioè l’odore di morte e disgrazie che la vengono a visitare, è altruista e sempre pronta ad aiutare gli altri.
Il linguaggio è aspro, ben adeguato alla durezza di vita della famiglia, profondamente lirici gli squarci paesaggistici che accompagnano i personaggi, i quali però talvolta sentono pure la forza soverchiante della Natura maligna, come nell’alluvione del 1951 che distrugge in un fiat quello che faticosissimamente tre generazioni hanno costruito e li riporta al punto di partenza.
Chiuso il libro, ho sentito molto la mancanza dei personaggi che mi hanno accompagnato per due giorni quasi come persone care e di famiglia.

Domenico Gangemi, Quell’acre odore di aglio, editore Rem, pp. 230, euro 12,91

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