Report dell’incontro di venerdì 20 Novembre 2009

di Catia MARINO

Dopo aver controllato i bambini, lui entra nella stanza sommersa nel buio. Lei si è già addormentata. A guardarlo bene si direbbe deluso o magari pensieroso o semplicemente incredulo del fatto che quella giornata sia realmente finita. “Non è così che l’avevo immaginata”, forse pensa.
Ma chi sono questo lui e questa lei? Da dove sono sbucati fuori? Riuscite a immaginarveli? Che faccia hanno, che vestiti indossano, cosa fanno nella vita, che rapporto intercorre tra i due? Anche noi, fino a venerdì scorso, non sapevamo assolutamente nulla di loro, ma abbiamo provato a immaginarcelo, ci siamo divertite a farlo, dopo averne osservato le figure in una scena propostaci da Tita, coordinatrice del laboratorio, sotto forma di fumetto.
In 11 questa volta ci siamo cimentate in questo esercizio di scrittura, puntualmente rivelatosi sorprendente. Non riesco ad usare un termine diverso da sorprendente, perché è tale ogni volta la capacità di ognuno di noi di cogliere, di concentrarsi e riuscire a descrivere, seppure da una stessa immagine, particolari, cose, immagini, odori, sensazioni diverse. Anche se ormai il legame affettivo che ci unisce ci consente spesso di provare a prevedere cosa l’altro avrà immaginato, c’è sempre un qualcosa di nuovo che sopraggiunge ad incuriosire chi ascolta, sempre un qualcosa di nuovo da appuntare, una riflessione in più da condividere, che ci stupisce, consentendoci nel contempo di approfondire la nostra conoscenza, la nostra amicizia e di riflesso di ricavare dall’ascolto quel qualcosa in più che, non lo sappiamo, ma forse useremo nel nostro rapporto con gli altri, perché magari ci servirà a relazionarci in modo diverso con la realtà che ci circonda.
Quello che noi percepiamo di una persona, infatti, ci ha fatto notare inizialmente Tita, in realtà non è tutto ciò che quella persona è, ma è semplicemente quella parte che di lei noi riusciamo a vedere. E il resto? Il resto bisogna imparare a scoprirlo, con pazienza.
Con questo esercizio abbiamo, così, continuato ad approfondire il discorso iniziato la volta precedente sui personaggi e sulla loro importanza in una storia. Quante cose è possibile scoprire anche semplicemente osservando un’immagine. Esercitarsi ad entrare in un altro mondo può rivelarsi entusiasmante, una volta compreso che inventare una storia non è opera del destino o di un’ispirazione involontaria. Ognuno di noi può imparare a farlo attraverso il personale e cosciente impegno nell’osservare e ascoltare la realtà. Uno scrittore privo di idee è probabilmente uno scrittore che non sa vedere.
Non è necessario, dunque, vivere esperienze straordinarie o particolarmente avventurose per inventare una storia: l’osservazione della realtà e il nostro vissuto sono sufficientemente ricchi di vicende e di particolari da cui partire. E anche partendo da un semplice fumetto è possibile farlo.
Questi personaggi, a riguardarli adesso, non ci sembrano più così estranei, perché ascoltando ciò che abbiamo scritto su di loro e sulle loro vite forse un po’ abbiamo imparato a conoscerli, a capire chi realmente sono, cosa cercano, cosa desiderano, perché si comportano in un determinato modo. Quanti particolari possono riaffiorare attraverso la scrittura, semplicemente attivando l’immaginazione. Questo esercizio, tra l’altro, non è ancora finito. Tita, infatti, ci ha proposto di riprenderlo di tanto in tanto, in attesa di incontrarci per il prossimo incontro del laboratorio, mettendo a fuoco quanto già emerso in questo primo momento e provando a ritornare tra quei personaggi, in quello stesso luogo, per modificare il nostro testo, correggere, tagliare parti, aggiungere particolari e provare, inoltre, a continuarne la storia.
Abbiamo un po’ di giorni per provare a farlo. E so per certo che i nostri amici/personaggi non ci deluderanno.
A proposito di amici, ci tengo a dare il benvenuto nel gruppo di Pietre di scarto che prende parte ai laboratori di scrittura creativa a Maria Francesca, bionda studentessa ventunenne, appassionata di scrittura e disposta a fare anche qualche km in più di molti di noi per essere dei nostri.

Non mi rimane che darvi appuntamento al prossimo incontro e cioè a venerdì 18 dicembre, sempre in via Pio XI, trav. Putortì n. 16 e sempre alle ore 16.00. E in attesa di scambiarci gli auguri natalizi…. io vado…  mi scuserete, ma i miei personaggi mi aspettano.

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