Report dell’incontro di venerdì 16 Ottobre 2009

a cura di Catia MARINO

La donna conosciuta in pullman durante un viaggio verso Lourdes, un compagno di classe delle scuole elementari (non è sicuro, ma sembrava lui), la caposala di un reparto ospedaliero, la cagnetta dietro ai vetri della finestra di fronte casa, una suora, una zingarella al semaforo.

Sono stati questi alcuni dei protagonisti del primo incontro del laboratorio di scrittura creativa di Pietre di scarto per l’anno 2009/2010, oltre naturalmente alle 9 partecipanti che, munite di carta e penna, seppure in pochi minuti, hanno provato a dar loro vita.
Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti a una macchina da scrivere”: e su queste prime parole ci siamo inizialmente soffermate a riflettere, riconoscenti a G. G. Marquez e a Tita Ferro, coordinatrice di questo laboratorio, per avercele proposte. “Sedermi a inventare il mondo….”, sono quasi ipnotizzata da questa espressione. Per un attimo metto in discussione la mia stessa partecipazione al laboratorio di scrittura, chiedendomi se davvero io possa farlo, inventare il mondo, intendo, pur rimanendo seduta…. eccome se mi sentirei libera!!
Ebbene, la risposta è sì! E’ possibile e, ancora una volta, ne abbiamo avuto le prove.

Per capirlo Tita ci ha proposto la lettura di parti di brani, scelti per l’occasione da libri precedentemente letti e tutti inerenti la “presentazione del personaggio” in una storia. Pare porti bene ripartire da qui! Come la stessa Tita ha inizialmente sottolineato, la descrizione fisica di un personaggio “è apparentemente la più difficile e non sempre è necessaria per delineare un personaggio”. Dunque abbiamo analizzato, leggendo, descrizioni fisiche di tipo classico, molto prevedibili ma poco efficaci e altre, invece, più sfuggenti, ma in grado di suscitare maggiore curiosità nel lettore. Da quella di Laura fatta da Dante in “Tanto gentile e tanto onesta pare” alla Silvia di Leopardi, da Lucia del Manzoni alla Signorina Felicita di Gozzano per poi passare  ad Angiolina in Senilità di Svevo e agli altri protagonisti venuti fuori dalla penne di Bulgakov, Golding, di Mann e della Munro.
Tita è stata davvero abile nel cogliere i passi più interessanti inerenti a ciascun personaggio, dandoci così modo di verificare quanto precedentemente anticipato e, cioè, in quanti modi possono presentarsi ai nostri occhi di lettori i protagonisti delle storie che leggiamo e quanto essi possano più o meno influenzarci e lasciare un segno nel nostro immaginario, anche semplicemente per un piccolo particolare, per una caratteristica fisica o per un comportamento, per una frase o un modo di essere. Per dei capelli biondi, per intenderci, o un paio di occhi chiari, per un fisico normale piuttosto che una bellezza che non aggredisce o ancora per un’andatura ad un tempo delicata e superba, per una donna triste e pensierosa o un paio di calze tirate su con un gesto meccanico.

Subito dopo, alla luce di quanto evidenziato, abbiamo avuto noi stesse la possibilità di mettere in pratica il tutto, provando cioè a “pensare” e, dunque, a dare inizio al nostro esercizio di scrittura, naturalmente incentrato sulla figura di un personaggio, uno qualsiasi, magari il primo venutoci in mente in quel momento, una figura del presente o del passato, reale o immaginario, più o meno importante della nostra vita.
Ed ecco così nuovamente riaffiorare il legame intimo e imprescindibile, quel filo sottile che inevitabilmente intercorre tra lettura e scrittura, tra realtà fantasia, per il modo assolutamente unico e speciale in cui queste, anche se nell’arco di brevissimo tempo, riescono a mescolarsi e ad interagire tra di loro, riaffiorando attraverso il vissuto, attraverso la capacità di ricordare o immaginare, attraverso la vena creatività di ognuno di noi.

Il prossimo incontro del laboratorio di scrittura creativa di Pietre di scarto si terrà venerdì 20 novembre 2009.

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