12 giugno 2009… prima della pausa estiva

Il gruppo delle Pietre di scarto si è riunito per l’ultimo incontro prima dell’estate per tirare le somme dell’anno trascorso e per gettare i… sassolini per quello che verrà. Erano presenti Tita Ferro, Maria Aldarese, Maria Suraci, Maria Iaria, Sara Puntillo, Franca Crucitti, Carmela Ferro con Saverio Catalano, Amelia Catone e Giuseppina Catone. Tita ha introdotto il laboratorio cominciando a chiedere a ciascuno dei presenti quali fossero i padri indiscussi per la formazione letteraria; naturalmente sono venuti fuori i nomi scontati e indiscutibili dei maestri di tutti i tempi: Omero, Dante, Shakespeare, Mazoni, i russi, i francesi… A questo punto, però, a molti è sembrato non corretto procedere su questo piano, ci si è chiesti se non si dovesse indicare piuttosto il libro che a ciascuno ha cambiato la vita, fosse anche quello di uno sconosciuto. Le Pietre sono state concordi e Tita ha dato tempo fino a settembre per indicare i titoli. Questo lavoro è chiaramente propedeutico al convegno del prossimo anno, scandito dalla famosa domanda di Farinata a Dante nel X dell’Inferno “Chi fur li maggior tui?“: anche noi dobbiamo individuare i nostri antenati, i padri letterari che ci hanno plasmato e ci sono entrati nelle vene. Il laboratorio è proseguito con la lettura dei racconti prodotti come lavoro conclusivo: per la verità non eravamo tutte preparate (io per prima, oberata dagli scartafacci degli scrutini), ma abbiamo promesso che provvedremo nei prossimi giorni. I lavori letti, tutti pregevolissimi e così diversi l’uno dall’altro come l’indole di chi li ha scritti, ci hanno convinto ancora di più della bontà e del valore del nostro sodalizio: Tita ha scritto un racconto ambientato in treno, fortemente autobiografico, in cui l’abbraccio con la propria terra, con il mare e con i colori, rappresenta il filo conduttore; Franca ha scritto un racconto molto ben condotto in cui si intrecciano la realtà onirica, il duro risveglio e la speranza per l’avvenire; Maria A. con la lucida prosa che la contraddistigue ha disegnato un toccante ritratto della madre e della vita semplice, ma ricca di valori e di sentimenti che l’ha accompagnata nel suo cammino terreno; infine Sara, con un ritmo narrativo dolce e poetico ha accostato alla descrizione del paesaggio la meraviglia dei protagonisti davanti ad una mongolfiera. Conclusa la lettura dei testi il gruppo si è dato appuntamento per il 25 settembre con l’augurio di trascorrere ottime vacanze tra mare, sole e buone letture.

Giuseppina Catone

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