09/01/2009

Il primo venerdì utile dopo le vacanze di Natale, il solerte gruppo delle Pietre di scarto si è riunito come al solito nei locali della Biblioteca di via Pio XI per il laboratorio di lettura.
Per iniziare Tita Ferro ha fornito due testi di Antonio Spadaro su cui riflettere con calma:
Le parole semplici e la grazia della parola sul rapporto tra letteratura e Cristianesimo;
Un mondo di pietra e di cielo dedicato al percorso letterario di Cesare Pavese;
Quindi le partecipanti hanno proposto a turno i loro contributi su cui si è svolto un breve dibattito.
– Franca Crucitti ha letto un passo di Lewis Sinclair tratto dal romanzo Il sentiero dei salici: ci ha incuriosito raccontandoci la storia del protagonista che finge di essere due persone per poter compiere un furto e ci siamo chieste se questo autore americano potesse avere conosciuto e letto Il fu Mattia Pascal di Pirandello.
– Maria Suraci ha proposto una pagina del libro Nella casa della vita di H. Nouwen, in particolare il capitolo intitolato Fecondità e amore, con un particolare riguardo al significato positivo di vulnerabilità e gratitudine: le persone handicappate, ad esempio, portano molto frutto in chi le ama.
– Maria Aldarese ha pensato di farci sorridere con la lettura di alcuni passi tratti da Il manuale della buona suocera di Matilde Saavedra, facendo riflettere sul rapporto quasi sempre conflittuale tra nuora e suocera.
Maria Iaria ha letto una delle più belle poesie dell’Antologia di Spoon River di E. Lee Masters, Lo sconosciuto, poesia su cui ci siamo soffermate, commentandone la profondità e l’essenzialità.
– Teresa ha letto una pagina di Oriana Fallaci, tratta dall’ultimo romanzo Un cappello pieno di ciliegie ed ha proposto una riflessione sul tema della morte.
– Giuseppina Catone ha portato una pagina tratta dal romanzo Estasi culinarie di Muriel Barbery in cui ci si sofferma sulle sensazioni prodotte dalla masticazione del pane e dalla conseguente importanza di questo alimento. Nella riflessione si notava come questa pagina potesse essere utile per un esercizio di scrittura creativa.
– Tita, infine, riprendendo le redini del laboratorio, ci propone lo splendido racconto di Eraldo Affinati intitolato Pace (e guerra), un suggestivo breve testo in cui, come sempre, l’autore riesce ad illuminarci su problematiche attuali e toccanti.

Annunci