12 Gennaio 2009: il REPORT del laboratorio tenutosi presso la Libreria Universalia

(a cura di PATRIZIA)

Dopo la pausa dalle vacanze di Natale, il 12 Gennaio riprende il solito appuntamento del lunedì presso la libreria Universalia. Quando io e Pino arriviamo verso le 18.30, in ritardo, i partecipanti sono seduti attorno alla professoressa Tita Ferro con il foglio dell’esercizio da svolgere; ci associamo pure noi e continua il laboratorio. E’ presente anche Daniela, la figlia di Rosa e Giovanni, i librai, seduta ed attenta, anche se ha solo cinque anni.
Tita Ferro ci dà delle foto da guardare e legge l’Esercizio:
 
Osserva le fotografie che ti vengono date e scegline una, quella che ti colpisce di più, anche se non sai ancora bene perché.
Fermati poi ad osservarla senza pensare troppo, osserva, con attenzione, in silenzio: il silenzio non è mutismo ma tensione di ascolto ed apertura di cuore. Abbandonati all’immagine.
Quindi fa’ un passo ulteriore: entra nella fotografia, immagina di camminare nel luogo e di parlare con le persone, se ci sono, interrogale ed ascolta la loro storia. Anche un paesaggio può custodire una storia che vi si è svolta in tempi lontani o recenti.
Prenditi poi una decina di minuti per raccontare che cosa hai visto ed ascoltato e per dare un titolo alla tua storia
”.

Così ciascuno di noi, dopo aver preso una cartolina in particolare, scrive per 10 minuti le proprie impressioni:
–  Antonella ha descritto la scena di due bambini che assaporano la neve.
–  Rosa ha raccontato la storia di un fumettista che di prima mattina si mette al lavoro e di un usignolo curioso che viene risucchiato nel fumetto.
–  Dario la scelto la foto dell’urlo di Munch non perchè gli piace ma perchè lo angoscia particolarmente.
–  Lidia racconta la foto delle ragazze tutte vestite uguali che guardano il mare coi piedi immersi nell’acqua e di una più piccolina con il vestito diverso.
–  Antonio ha scelto la foto del nonno, che ascolta i programmi di una radio d’epoca insieme ai nipotini ed improvvisamente la radio trasmette musica del periodo della seconda guerra mondiale.
–  Pino ha commentato la foto del pupazzo disegnato da Osvaldo Cavandoli, la Linea, che andava forte nel carosello degli anni ’70.
–  Patrizia ha accennato ad un nonno che tiene tra le braccia la sua nipotina per proteggerla dai pericoli di casa.
Anche la piccola Daniela, tra la meraviglia di tutti, mostra il foglio dove ha scritto in caratteri stentati, che “dal libro escono fogli e diventano uccelli”: siamo sorpresi delle possibilità che il laboratorio di scrittura offre a tutti, anche ad una bambina che ha appena imparato a scrivere.
Ed anche a Perla, nuova partecipante, che dice di essere interessata al Laboratorio: non ha scritto su nessuna foto perchè era indecisa, ma ne mostra due che più di altre l’hanno colpita e Tita le consiglia di portarsele a casa e di scrivere con calma quello che le verrà in mente.
L’incontro è un continuo confrontarsi ed un mettersi alla prova tra i partecipanti.
Di seguito i testi dei partecipanti, quelli che sono pervenuti a Rosa: forse la lettura sul sito di Universalia invoglierà gli altri ad una partecipazione più piena.

 

1) Il testo di Dario (L’urlo di Munch)

Quando apro gli occhi, la scena che mi si presenta davanti è un po’ complicata. La visione è come ovattata. I miei movimenti e i suoni sono così rallentati da rendere quasi impossibile che la voce e io stesso possa arrivare su questo ampio stradone che mi si apre davanti. Non so dove sono. Il nome che mi ronza nel cervello non lo conosco e mi innervosisce, diventa quasi subito un suono di sottofondo. Cerco di focalizzare lo sguardo su quello che mi sta attorno: ho alle spalle una montagna, a destra il mare, a sinistra le case di un paese. La concentrazione è difficile da mantenere; le linee sono troppo generiche, i colori sono solo accennati, quasi a sfumare il contorno. Ombre? Sì, ho capito, sto sognando. E questo sogno non mi piace. E allora urlo perché questa disarmonia mi sconvolge e mi fa perdere l’equilibrio. L’urlo spezza la mancanza di sincrono e tutto si spacca in  mille pezzi. Una cosa sola rimane e c’era anche all’inizio. E, mentre mi sveglio, mi domando che cosa voglia dire Munch.

 

2) Il testo di Daniela (Il libro con i fogli che volano)

Dal libro escono fogli e diventano uccelli.

 

3) Il testo di Perla (Il soldato)

Tracce di un’altra vita
e un altro me
in questo infinito
dove se non sarò vittima
sarò carnefice
forse di bambini come i miei
che valgono meno delle patate e dei coloni
tracce di un’altra realtà
sarà l’àncora alla follia dell’orrore?
Il talismano che mi farà tornare?

 

4) Il testo di Rosa (Vignetta della Linea di Cavandoli)

-Cammino……Scontro tra due persone………
-Scusa…abbasso gli occhi…un nichelino…..torno a fotografare il David di Michelangelo…… Mi ricordo del nichelino … Lo raccolgo … Sarà caduto a quel sign… alzo gli occhi in direzione di colui che poco prima avevo scontrato … a quella bellissima signorina…….Vado o non vado …. Vado o non vado …….Vado o non vado…….vado!
Driiiiiiinnnnn!!!! Blocco la sveglia.
Danilo si sveglia di buon mattino; é primavera e Dexter, l’usignolo, che dopo il frastuono della sveglia lo accompagna in un più dolce risveglio, l’osserva cinguettando.
Intanto sul suo tavolo da disegno il “fumettaro” esibisce la sua arte “con grandi pennellate”
Denise, la biondina del suo sogno diventa nel suo fumetto Sabella, fotografata da un insistente fantasma follemente innamorato di lei: Sabella ama le lusinghe e si lascia fotografare; d’un tratto però succede che Dexter vista la finestra aperta (Danilo voleva respirare il sole mattutino oltre che vederlo) si tuffa verso il foglio da disegno attirato da un bruchetto che intanto era entrato (Abbandonando il ramo di ciliegio, che quasi entrava in casa, su cui poggiava cinque minuti prima). L’usignolo viene d’incanto risucchiato da un vortice ed all’istante trasformato in fumetto?
-“Che bello i fiori colorati…….Ehi Sabella…….”
-Sii!!!!!!
E intanto Danilo continua a disegnare  con le sole tinte del bianco e nero.

 

5) Il testo di Lidia (Fanciulle al mare)

Perché tu sei il mare

Perché tu sei il mare:
infinito, ribelle ed amico
corriamo gioiose da te.
Le senti le ascolti
le nostre allegre canzoni che il cuore
inventa come speranze di vita?
Ma perché solitario e solenne proprio ora riposi.
Sembri stanco, annoiato, sdegnoso.
Tu che eterno, a tutti ridoni
l’ebbrezza perduta e regali, cortese, sereni
pensieri di pace!
Splendore di bianco, di verde, di azzurro infinito,
di dolci sussurri, di nenie, di canti di terre lontane.
Guardate, guardate si sveglia,
e per noi, col tramonto del sole
che tutto l’indora
sorride scherzoso ai nostri chiassosi giochi innocenti
e s’arruffa e gorgheggia
e felice s’inebria di tanto clamore.
Perché tu sei il mare,
l’amico nostro di sempre,
verremo domani ancora da te
a mostrarti con mani intrecciate
e conchiglie e collane e ghirlande di alghe odorose
che tu dispettoso nascondi
per dirci superbo e sornione
che ancora e ancora ci attendi.

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