di Maria BAMBACE

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo più in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi … , sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci…

In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero …

Queste parole sono tratte dal romanzo “La solitudine dei numeri primi” di Paolo GIORDANO.

Il romanzo, opera prima di Giordano, giovane fisico, insignito nel corrente anno 2008 del Premio Strega, Campiello Giovani  e Rhegium  Iulii , narra le vicende di “due numeri primi”, ragazzi diversi che si sfiorano ma non si incontrano, Mattia e Alice che vivono un forte disagio nella loro vita per una grave sofferenza dell’infanzia a cui reagiscono l’uno tagliuzzandosi le mani per sentirle sue e l’altra con l’anoressia. 

I ragazzi vengono accompagnati dall’Autore fin dall’infanzia, quando Alice, figlia di un avvocato, odia lo sci a cui è costretta dal padre a causa del quale si rompe una gamba che la renderà storpia per tutta la vita e Mattia che, gemello di Michela, una bimba ritardata, perde la sorellina nel parco dove l’ha lasciata, affidatagli dai genitori, all’età di 6 anni, per andare alla prima festa di compleanno di un compagno di scuola. Della bambina non si saprà più nulla, anche se si draga il fiume pensando che sia finita dentro visto che amava tanto l’acqua. La sua sparizione sarà un eterno senso di colpa per Mattia che non comunica con i genitori, soprattutto la madre, però instaura  qualche rapporto con Alice che l’ha scelto e vorrebbe sposarlo, ma le loro strade divergono, perché mentre Mattia partirà per insegnare in una università del Nord Europa, Alice, diventata fotografa, sposerà un  medico di nome Fabio da cui si separerà perché non può e non vuole dargli un figlio, data la sua anoressia.

Lo stile è essenziale, da matematico, le similitudini spesso tratte dal mondo scientifico e reale. Lo sguardo dell’Autore sembra impassibile nel descrivere il disagio e la non appartenenza dei corpi e alcune scene sono veramente dure e impietose.

“… Mattia pensò che se il rapporto tra i periodi dei loro respiri era un numero irrazionale, allora non c’era alcun modo di combinarli e trovare una regolarità …

“L’affetto dei genitori si risolve in piccole premure … tutto il resto giaceva come sommerso a profondità irraggiungibili un una massa cementificata di discorsi mai affrontati, di scuse da fare e da ricevere e di ricordi da correggere che sarebbero rimasti tali…”

“… Come ci si sente stupidi a pensare a tutto il tempo che sprechiamo a desiderare di essere altrove… “.

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