Finalmente, dopo la pausa estiva, riprendono i nostri laboratori di lettura e scrittura: venerdì 10 ottobre alle ore 16.00, le amiche si ritrovano nella sede della biblioteca di via Pio XI con il piacere di ricominciare le attività dell’associazione e con la gradita sorpresa di vedere tanti volti nuovi. Sono presenti Tita Ferro, Maria Aldarese, Maria Chiantella, Emilia Corigliano, Sara Puntillo, Franca Crucitti, Serena Griso, Giuseppina Catone, Maria Iaria, Mimma Parrino, Vittoria Mallamaci, Carmela Ferro, Pia Giordano, Anna Maria De Murtas, Aurelia Baesso, Caterina Criseo, Ester e Giovanna.
Tita ci accoglie sorridente come sempre e ci informa delle novità e delle iniziative che verranno, in primo luogo la partecipazione, nei giorni 13 e 20 ottobre, all’iniziativa del Comune “Ottobre piovono libri, i luoghi della lettura” che ci vedrà impegnate con laboratori di scrittura e lettura alla biblioteca comunale De Nava.
Si può, quindi iniziare con il laboratorio odierno: la prima a proporre un testo è Pia che legge la “Preghiera del campeggiatore”. Il breve testo ci permette di iniziare le nostre riflessioni e tutte concordano sulla bellezza di quelle semplici parole e sull’importanza di sottolineare i temi della provvisorietà dell’esistenza vissuta nella speranza e nell’attesa di Dio e della contemplazione della natura come luogo ideale per sentirne la presenza.
Emilia ci propone invece un brano stralciato da “Io che porto la giubba…” (a cura di Gerace – Idotta); ha scelto questo testo di carattere medico-psicologico, perché parla di un problema molto presente oggi all’interno dell’universo femminile e, purtroppo, ancora poco conosciuto: l’endometriosi.
Maria C. ha portato un brano stralciato da “L’ospite inquietante” di U. Galimberti e afferma di essere rimasta molto colpita dall’analisi che l’autore fa dei giovani d’oggi, del loro nichilismo, del loro essere privi di speranze e attese, visione drammatica di una realtà che lei condivide. A questo punto si apre un bel dibattito tra coloro che trovano questa visione rispondente e coloro che vorrebbero salvare i giovani da un giudizio così totalmente negativo.
Si riallaccia a questo tema Carmela, che in “La solitudine dei numeri primi” trova molte affinità con quanto detto, in particolare l’ha colpita il fatto che il romanzo, con l’analisi spietata che fa della solitudine dell’incomunicabilità e del disagio, sia stato scritto da un giovane di 26 anni.
Dopo la lettura di alcuni passi di “Gomorra” proposto da Sara, Maria A. presenta invece un brano stralciato da “Rossovermiglio” di Benedetta Cibrario: vuole sottolineare come il romanzo si presenti molto interessante sia per la storia narrata sia per il modo in cui è narrata. Soprattutto La ricchezza espressiva, l’uso dell’ironia e il modo di trattare il tempo.
Mimma ci offre la lettura di due brevi, intense poesie di G. Trisolini e di E. Argiroffi ed un passo del romanzo di E. MarascoLa memoria impossibile”. L’opera si presta a parecchie riflessioni dal momento che tratta il tema delle adozioni internazionali, dell’integrazione e della diversità, problemi oggi molto sentiti anche nella nostra realtà provinciale.
Da Vittoria ascoltiamo un brano intitolato “U granatu” di C. Jonadi, in cui si parla del melograno. Emerge la ricchezza della vita contadina e il legame quasi affettivo con alberi e piante, un legame come quello che si crea tra i familiari.
Franca legge alcuni racconti brevi tratti da “I racconti dei Hassidim” di Buber. Si sottolinea il valore che in questi testi viene dato alla parola come accadimento, a volte come miracolo. E’ un tipo di lettura diversa dalle solite, che richiede, pertanto un nuovo modo di leggere e di riflettere su ciò che si legge.
Maria I. condivide con noi la lettura di un passo del romanzo “Tess” di T. Hardy: è una scena in cui si evidenzia il legame della fanciulla con il padre ed il dolore per il distacco.
Giuseppina propone un brano stralciato da “L’isola è una conchiglia” di E. De Luca: l’ha scelto perché molto poetico e nello stesso tempo molto reale nel dipingere il rapporto con l’isola e con il mare.
Tita ci legge un altro brano di E. De Luca, tratto da “In molti giorni lo ritroverai“.
Così si conclude il laboratorio, arricchito anche da una gustosissima torta di mele preparata da Maria Aldarese. Ci salutiamo dandoci appuntamento al prossimo incontro e ci sentiamo tutte rinnovate da questa partenza in positivo e pronte ad affrontare un nuovo anno da …Pietre di scarto!

Giuseppina Catone

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