di GIUSEPPINA CATONE

Storia del lupo KolaRecentemente, incuriosita dal suggerimento di un’amica, ho intrapreso la lettura di questo libro appena ripubblicato. Si tratta di una favola, per bambini o per adulti secondo la chiave di lettura, ed è l’opera di un calabrese di Careri, Francesco Perri (1885-1974). Storia del lupo Kola è del 1960, scritto quasi sul finire di una vita segnata dalla produzione letteraria e dall’ impegno sociale e politico: il suo antifascismo, infatti, gli aveva causato l’allontanamento forzato dall’impiego alle poste in Piemonte, dove si era trasferito.
Questo romanzo-favola è la storia, dal punto di vista del lupo, del lupacchiotto Kola, nato da Kola-grande e da Mau sulle montagne dell’Aspromonte (Kola è il nome con cui presso le popolazioni di quelle terre si designava il lupo); in un tragico scontro Kola-grande viene ucciso ed il piccolo si ritrova solo e sperduto, inconsapevole di tutto, senza più saper tornare nella sua tana. Inizia la sua avventura che lo porterà nella casa dell’uomo, allevato come un cagnolino dal piccolo Fulvio. Ha bisogno di latte il lupacchiotto e lo allatterà, nella stalla, la capra Colombina: pagina superba, questa, per la profondità del significato e del tema, oggi quanto mai attuale. La possibilità dell’incontro tra due esseri diversi ed apparentemente incompatibili, “nemici per natura”, si realizza in breve nel gesto naturale, istintivo e materno dell’allattamento: la capra, dopo una prima reazione di allarme, nutre il piccolo Kola insieme al suo caprettino e la cosa appare a tutti straordinaria. A questo punto del racconto mi sono trovata coinvolta nella narrazione e mi sono commossa per quel momento di solenne esaltazione della vita e della solidarietà tra gli esseri viventi che ancora mantengono un rapporto di equilibrio con la natura. L’uomo non fa una bella figura in questa storia, eccetto il bambino Fulvio. I personaggi sono sempre presentati con armi in mano, pronti ad uccidere e a scannare, non per naturale istinto di sopravvivenza, come i lupi, ma per dominare i propri simili, la  natura e gli animali un tempo liberi. La libertà è il grande tema di questo romanzo, la libertà di essere se stessi e di non rinunciare alla propria identità. Kola è cresciuto come un cane, ma non è un cane: lo saprà solo quando accadrà l’inevitabile, quando assaggerà il sangue di un cane alsaziano con cui aveva ingaggiato una lotta. Da quel momento sentirà di non potere più vivere nella casa dell’uomo, di non poter non seguire il proprio istinto di lupo e ritornare su quella montagna da cui si era staccato tanti anni prima: “Quel viottolo bianco, sparso di sassi sul fiume del mulino, gli fece ricordare quell’altro viottolo sulla montagna, sul quale, in una lontana mattina d’inverno, egli aveva per la prima volta incontrato un uomo ed era caduto in prigionia. Da lì aveva avuto inizio la sua vita servile”. Ancora però non è capace di fare la scelta decisiva “Per un attimo parve deciso a ritornare nel bosco, rinselvarsi, alla ricerca di altri animali da aggredire e da scannare. Ma nel punto in cui stava per tornare indietro, i suoi occhi gialli s’incontrarono con quelli di Fulvio. Un tremito lo colse davanti al terribile sguardo dell’uomo, il più terribile fra quante bestie sono sulla terra. Chinò la testa e ritornò alla villa”. Kola, però, non tornerà per restare ed un giorno il suo senso di libertà avrà il sopravvento e lo farà ritornare in quei boschi dove ritroverà la sorella e con lei sarà di nuovo un lupo. All’interno della favola sono tanti i temi che si possono rintracciare: a me pare che essenzialmente vi sia quello della profonda simbiosi con gli elementi naturali che i lupi e tutti gli animali che vivono liberi hanno e che l’uomo ha perso essendo completamente sradicato dalla natura anzi volendola modificare e piegare a suo piacimento. Alcune pagine sono scritte col tono leggero delle favole, altre acquistano forza nelle descrizioni delle lotte tra gli animali, altre ancora posseggono l’incanto della parola che dipinge paesaggi incantati, le notti sull’Aspromonte, alla luce delle stelle. Perri ha anche inserito uno spaccato di storia nella favola: la guerra partigiana contro i nazisti che si combatte su quelle montagne dove Kola nello scontro col cane dei tedeschi riconoscerà la propria identità lupigna . Non solo i ragazzi dovrebbero leggere la storia di Kola, il lupo che non volle essere cane.

Francesco PERRI, Storia del lupo Kola, Rubbettino, pp. 144, euro 10

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