Laboratorio di lettura consapevole e scrittura creativa

-9 maggio 2008-

I 10 partecipanti  hanno proposto di iniziare con l’esercizio di scrittura per dargli maggiore importanza nel tempo (tre ore) fissato per il Laboratorio di lettura consapevole e di scrittura creativa: all’inizio si è più –freschi- e motivati.
La coordinatrice ha letto due poesie di Kavafis, La città e Per quanto sta in te, accostate ad un breve passo tratto dal romanzo di Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, che riportiamo di seguito per permettere a chi eventualmente ci legge di partecipare, se vuole, anche da lontano.                                          

La città
 
Hai detto: “Andrò ad un’altra terra, ad un altro mare.
Altra città ci sarà pure, più amabile di questa dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto.
Fino a quando patirò questa mia inerzia?   
Dovunque volga l’occhio mio, dovunque io guardi,
tristi rovine della mia vita io vedo qui,
dove tanti anni ho passato, rovinato e sciupato”.
 
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
In mezzo a queste stesse case ti farai bianco.
Giungerai sempre a questa città. Per altre mete
-non lo sperare-,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché  sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.

Per quanto sta in te

E se non puoi vivere la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente,
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea
(da C. Kavafis: Cinquantacinque poesie – Einaudi )

 
Poche righe da L’eleganza del riccio di  Muriel Barbery:

Perché si sta così male quando il movimento non è sincrono? Non è molto difficile da capire: tutte queste cose che passano, che ci sfuggono per un’inezia e che perdiamo per l’eternità … Tutte le parole che avremmo dovuto dire, i gesti che avremmo dovuto fare, i kairòs folgoranti che un giorno sono apparsi ma che non abbiamo saputo cogliere e che sono sprofondati per sempre nel nulla … Lo smacco appena un pelo più in là …

Su questi testi si è discusso animatamente, cercando il senso ed il filo sottile che li unisce, poi il gruppo ha scritto seguendo le indicazione della traccia:

Racconta di quella volta in cui <Hai detto, “Andrò ad un’altra terra, ad un altro mare”>.

Trascorsi i dieci minuti previsti per l’esercizio, ognuno dei partecipanti ha letto il testo che aveva scritto: come al solito siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla ricchezza e varietà di spunti scaturiti da dieci minuti di –impegno con il foglio e con noi stessi-. Tutto un mondo di immagini, sensazioni, pensieri, ricordi, sentimenti, di cui non abbiamo coscienza e che andrebbe perduto senza questo piccolo tempo che ci costa tanta fatica liberare dagli impegni quotidiani ma che ci ripaga oltremisura. 

Per il laboratorio di lettura sono stati letti brani tratti dai seguenti testi:

Paolo Coelho: L’Alchimista – Bompiani
Eraldo Affinati: La città dei ragazzi – Mondadori
Confucio: L’arte di governare (brano inserito in un’antologia per le scuole)
Norberto Bobbio: L’elogio della mitezza – Pratiche
Mario Calabresi: Spingendo la notte più in là – Longanesi
David Leccona Rodriguez: Sera d’ottobre (poesia premiata ad un concorso)
Susanna Tamaro: Luisito – Rizzoli
Orhan Pamuk: Istambul – Einaudi
Nicoletta Torre: Profumo di bosco (novella letta nella ricorrenza del 25 aprile)

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