Carissime Pietre e carissimi voi che spesso, qualche volta o solo oggi per caso visitate questo sito -pietroso ma fiorito-: desidero augurare a tutti una Santa Pasqua di gioia, quella di cui solo il Signore Gesù conosce il segreto e che generosamente dona ai cuori che ne custodiscono ed alimentano il desiderio.
Quest’anno il Convegno sulla letteratura, il quinto organizzato da Pietre di scarto con la Federazione BombaCarta, è a ridosso della Pasqua alla quale lo avvicina anche il titolo, La poesia, vivere nella possibilità: vivere nella possibilità è vivere in un clima pasquale.
Io vivo nella possibilità, dice con sicurezza Emily Dickinson: che cosa vuole dire?
Vive forse nella possibilità chi dimentica il presente, proteso verso un futuro incerto e poco sicuro?
Vive nella possibilità chi cerca di allontanarsi da un presente scomodo sognando situazioni diverse, più consone ai suoi desideri?
Penso proprio di No.
Vive piuttosto nella possibilità chi è attento al presente nella sua attualità e nella sua potenzialità, chi sa guardare con occhio non miope, senza restare prigioniero del poco che vede e sperimenta.
La realtà è molto più ricca degli schemi in cui cerco di imprigionarla per affermare un dominio che mi dà sicurezza.
Ciò che io sperimento non è tutto.Non ho conosciuto e amato, non ho donato e ricevuto tanto quanto potrei fino a quando potrò ancora respirare.
Non sono il solo essere al mondo, quello che non ho potuto compiere io, altri lo porterà avanti: se sposto lo sguardo oltre la mia persona, al di là del raggio del mio piccolo io, posso cominciare a –intravedere- ciò che ancora non c’è ma che potrà esserci.
Vivere nella possibilità è questione di sguardo ed è questione di cuore.
Non basta guardare con attenzione, con amore, occorre adeguare il proprio agire a quella visione, sperare, aspettare, lottare perché le potenzialità racchiuse nel presente possano venire alla luce.
Vivere nella possibilità è guardare un pugno di semi ed avere il coraggio di aprire la mano e lasciarli cadere nella terra, confidando nella qualità del seme e nella bontà della terra dissodata con fatica,  è gettare in terra il seme ed aspettare, adeguando il proprio tempo a quello del seme, perché esso possa realizzarsi nella pienezza delle sue potenzialità.
Vivere nella possibilità è guardare la notte, leggendo in essa le prime avvisaglie del giorno che si avvicina, è guardare la morte scorgendo in essa, negli stessi terribili segni che spesso l’accompagnano e che fanno paura, il tunnel da attraversare per giungere alla luce, alla vita, con un realismo certamente più grande di chi riduce la realtà al solo piccolo particolare che può vedere, toccare, e il tempo all’attimo staccato dal passato che lo motiva e dal futuro che lo compie.
Auguri, amici carissimi conosciuti o meno, auguri di una Pasqua di grande gioia.

Di seguito la poesia di Emily Dickinson nella traduzione di Antonio Spadaro:

Vivo nella Possibilità –
Una Casa più bella della Prosa
Dalle Finestre più numerose
Superiore – per Porte –

Dalle Stanze come Cedri –
Impenetrabili all’Occhio –
E come Tetto Perenne
La Volta del Cielo –

Di Visite – la più lieta –
Per Occupazione – Questa –
Allargare le mie strette Mani
Per raccogliere il Paradiso –

Tita Ferro

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