ragazzi«Ti ho sentito, ieri, al convegno di Reggio Calabria, quando hai detto che ogni uomo deve rispondere, innanzitutto, al padre e alla madre, sciogliendo i nodi che loro hanno tenuto legati. In particolare dovrebbe farlo uno scrittore, hai aggiunto. Chi ti ascoltava è rimasto colpito da questa affermazione. Ma lo sarebbe stato ancora di più se tu gli avessi detto che nell’hotel Miramare di quella città tua madre seppe di essere incinta di te, nel maggio del 1955, quando io e lei eravamo ancora giovani e l’Italia assomigliava a una portaerei sul Mar Mediterraneo».

Si rivolge così il padre al figlio, Eraldo Affinati, a pag. 132 dell’ultimo libro dello scrittore romano, La città dei ragazzi, edito da Mondadori.

Ancora una volta Eraldo Affinati si mette in viaggio, misurandosi con una dura realtà in una ricerca che finirà per condurlo all’origine dell’identità paterna, necessario punto di partenza per sè e per tanti giovani di oggi e lo fa affrontando, come già in precedenza, uno dei più grandi temi del nostro tempo, quello dell’immigrazione extracomunitaria nel nostro Paese.

Il riferimento alla nostra città e al Convegno organizzato da Pietre di scarto in collaborazione con la Federazione BombaCarta, prossimamente alla sua quinta edizione, è evidente. Un motivo in più, dunque, per non perdervi l’ultimo successo di Eraldo Affinati, già finalista nel Premio Strega e nel Premio Campiello con il libro Campo del sangue, Mondadori, nel 1997.

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