LIBRERIA UNIVERSALIA – Coordinato da Tita FERRO

29 Giugno 2007 – ore 19.00

Sono sempre un po’ emozionata mentre cammino verso la Libreria Universalia: avrà un seguito questo laboratorio, il caldo non avrà scoraggiato i miei otto apprendisti,  verranno anche se oggi è la festa dei santi Pietro e Paolo, andrà bene l’esercizio che ho previsto?
Arrivo come al solito in anticipo e per fortuna, nel vedere la piccola Daniela, ricordo di averle promesso una particolare partecipazione al laboratorio: arrivo in una cartoleria vicina e scelgo per lei un album con la favola di Cenerentola e con immagini da colorare. Quando ritorno arriva Nunzia e poi alla spicciolata gli altri, non tutti: manca Luigi che ha avuto un impegno improvviso e ci prega di scusarlo e Memo che penso non parteciperà più. Però arrivano altre persone che hanno saputo in ritardo e desiderano partecipare: Maria Antonietta, insegnante della vicina scuola media, Ilenia, studentessa universitaria, e Laura, giovanissima studentessa del Liceo scientifico, appassionata di scrittura. Consegno l’album a Daniela che si mette accanto alla mamma a colorare e inizio parlando di una mia recente esperienza di lettura, Oscar e la dama in rosa, di E. E. Schmitt. Propongo quindi un -esercizio di riscaldamento-: Devi partire improvvisamente, dovrai star via per un po’ di tempo, puoi portare con te, oltre agli effetti personali, cinque libri. Scrivi i titoli.
Do qualche minuto di tempo poi faccio leggere a ciascuno l’elenco, a cominciare da Rosa, prossimo architetto, che rispecchia pienamente nelle scelte la sua predilezione per le scienze, la matematica e l’architettura. Sono sorpresa nel constatare che non si limitano a leggere i titoli ma giustificano le scelte e con poche parole indicano il motivo della loro preferenza: Ilenia si entusiasma nel parlare di Donne che corrono con i lupi, da rileggere di tanto in tanto, dice, cosa che mi propongo di fare anch’io, e di Follia che non conosco, ma salva anche Uno nessuno centomila, Guerra e pace e Il piccolo principe. Mi stupisco che sia Pino che Patrizia salvino I promessi Sposi, come Maria Antonietta che sottolinea il valore della Provvidenza nel tessuto del Romanzo, Patrizia porterebbe con sé anche la Divina Commedia, un mondo di passioni in tumulto, la definisce, con un cammino verso la salvezza.
A conclusione anticipo che dalla prossima settimana racconterò ogni volta un libro di cui darò anche degli assaggi di lettura e li invito, se ne hanno voglia, di provare a scrivere la loro vita attraverso i titoli di libri che hanno letto: che libro potrebbe rappresentare la loro infanzia, quale l’adolescenza ……
Ritorniamo agli oggetti: ho portato il testo di una canzone di Ruggeri, Oggetti smarriti (avrei voluto farla ascoltare cantata dallo stesso Ruggeri, ma non sono riuscita a trovarla): leggo il testo e lo commentiamo, isolando le immagini che ci sembrano più significative. Li invito quindi a pensare intensamente ad un oggetto a loro caro: che cosa determina il valore di un oggetto? La preziosità dei materiali con cui è fatto, la bellezza delle forme o dei colori? Che cosa lo rende caro, addirittura indispensabile? Certamente è il suo valore simbolico, il collegamento a persone, relazioni, avvenimenti importanti … Propongo quindi l’esercizio: presentare un oggetto e chiarire il motivo per cui è importante per noi, la persona o la circostanza che ci ricorda
Lavorano assorti per dieci minuti poi a turno leggono e, lo percepisco distintamente, con la gioia di ricordare e di comunicare. Laura, per esempio, è emozionata mentre descrive il cuscino rosso a forma di cuore che le piace tenere stretto stretto: glielo ha regalato il papà, spesso lontano per lavoro, quando lei gli arrivava appena al pancione con la testa.
Do loro la scheda in cui c’è quello che abbiamo fatto e propongo per casa un esercizio: fare un giro per le stanze con calma, guardando attentamente gli oggetti e tutto ciò che essi ricordano per sentire quanto sono … ricchi.
Ci salutiamo: li lascio e mentre mi allontano, li sento parlare animatamente tra loro.
Parlavano a me, cominciano a farlo tra loro: torno sola a casa ma ancora sento dentro le loro voci piene di entusiasmo e, più forte di tutte, il mio grazie.

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