Martedì, 9 gennaio 2007

10 i presenti.

Hanno proposto brani di libri tratti da:

Calabria Sconosciuta
(da una raccolta di brani di autori stranieri che hanno visitato la Calabria, due descrizioni delle montagne viste dalla cima più alta, come onde di un mare pietroso);
 
Ragionevoli dubbi” di G. Carofiglio, ed. Sellerio [pp. 128-9]
(sulla necessità di “manomettere” le parole: liberarle, ricostruirle e, quindi,” emanciparle”);

Horcynus Orca di S. D’Arrigo [p. 857]
(l’uso del linguaggio locale nella scrittura; la figura del padre che appare gigantesca agli occhi del figlio);

Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini
(il passato che ritorna e l’importanza di una vera amicizia);

La moglie di Don Giovanni” di I. Némirovsky, ed. Adelphi
(la falsità di alcune relazioni; l’incomunicabilità tra uomo e donna e tra donna e donna; le parole usate come armi);

Unfinished … full of promise” di Elena Buia
(tutto quello che [ci] accade fa parte  di un progetto; il dolore non è segno di condanna ma di  un -incompiuto-  che reca con sé la promessa di un compimento);

Maria Chiantella ha letto due sue poesie: “Vacanze con i nipoti” e “Fiocco di neve
(impressioni ed emozioni sulle sue vacanze natalizie insieme ai nipotini e descrizione di  un fiocco di neve che sulla mano si scioglie come una lacrima).

La discussione è stata come al solito vivace, soprattutto sulla necessità e sul modo di liberare le parole e sul significato della sofferenza.
Erano presenti due nuove amiche, Mimma e Paolina, che desideravamo conoscere per esperienza personale il nostro laboratorio di lettura.
Mimma ci ha dato una testimonianza preziosa: ha detto che appena è entrata nella saletta dove ci riuniamo ha sentito dentro una voce: “Sei a casa!”.

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