Carissime Pietre, –di scarto– è vero, ma preziose,
auguro a tutte voi, agli amici di BombaCarta presenti in tutta Italia ed a quanti visiteranno il nostro sito un gioioso Natale.
Permettetemi di soffermarmi in questa occasione a ricordare l’anno che sta per finire, questo 2006 che è stato per noi ricco di novità: scrivere una pagina di diario serve per ricordare, ma anche per dare voce ai fatti che abbiamo vissuto, per dare un nome alle esperienze che abbiamo serbato nel nostro cuore in attesa del tempo propizio per una riflessione, per una comprensione più profonda.
Sono davvero tante le cose di cui dobbiamo ringraziare il Signore, per le quali io personalmente devo dire grazie e non solo a Lui, ma anche a tutti voi con i quali condivido la bellissima avventura che è Pietre di scarto.
Grazie anzitutto per Matteo, il nipotino di Maria,  che abbiamo accompagnato giorno dopo giorno con la nostra preghiera ed il nostro affetto, grazie per questo primo anno di vita della Federazione BombaCarta che ci ha regalato una preziosa apertura di orizzonti e la possibilità di sentirci significativamente inseriti in una rete di rapporti di comunicazione e collaborazione con tanti amici in varie parti dell’Italia: grazie per quelli che nella Federazione sono entrati nel corso dell’anno, gli amici di Urbino, di Taranto, di Cutro e Crotone. Grazie per la mia labirintite che mi ha impedito di muovermi con la speditezza e autonomia consueta, ma mi ha aperto gli occhi sulla ricchezza spirituale, la delicatezza umana, la prontezza e capacità di iniziativa di ciascuno di voi.   
<Quest’anno non potrò impegnarmi molto>, mi hai detto, amica carissima, ma poi sei stata pronta e fedele nella presenza ai laboratori; <ho gli operai in casa>, mi hai detto tu in evidente difficoltà, ma hai trovato ugualmente il tempo per darmi un passaggio in macchina; <ho qualche problema in ufficio>, hai sussurrato, ma ti sei ugualmente impegnata nel lavoro di Officina ed hai trovato il tempo per il report che ci ha permesso di non dimenticare l’esperienza fatta; <non potrei mai coordinare un laboratorio di scrittura>, dicevi a tutti ed eri sincera, ma poi sei stata straordinaria nel coordinare il lavoro, nel trovare la pagina da leggere e gli esercizi da proporre con il garbo che ti caratterizza.

Su questa disponibilità di attenzione ed apertura all’altro, conquistata a fatica ad ogni nuovo incontro, si fonda il –salto di qualità– che ha caratterizzato il 2006 di Pietre di scarto: la decisione di essere utili al territorio, attraverso il servizio nelle biblioteche, donando gratuitamente agli altri la possibilità di crescita nella conoscenza di sé e nella comunicazione, che abbiamo personalmente sperimentato nei laboratori di lettura consapevole e di scrittura creativa.
E’ stato bello vedere il nostro progetto tra le attività del Comune di Reggio, sognare insieme le possibili aperture di questo servizio, la formazione di un gruppetto di –esperti– capaci di proporre nelle zone –dimenticate– della Città e della Provincia i laboratori, restituendo alle biblioteche quel ruolo di punto di riferimento culturale, luogo di incontro e di comunicazione, che è loro proprio.

Come non ricordare le nostre Officine, prezioso strumento di conoscenza e di arricchimento reciproco, e il laboratorio di lettura che ci ha consentito di comunicare attraverso le pagine di scrittori antichi e contemporanei e nello stesso tempo di trovarci a tu per tu con noi stesse, entrando a visitare stanze della nostra casa forse mai visitate? Che dire del laboratorio di scrittura, dove abbiamo sperimentato con successo la possibilità di alternarci nel ruolo di conduttori, –maestri ed alunni– gli uni degli altri ed abbiamo scoperto la bellezza di affrontare le difficoltà e cercare insieme le risposte agli interrogativi che lo scrivere ci poneva?
E la pubblicazione degli atti, la terza, del Convegno sul Mistero di scrivere?
E la preparazione del prossimo Convegno, In principio era il racconto?
E la collaborazione a Lettere Meridiane, fatta come Associazione, come impegno comune?
La scelta di muoverci come gruppo non ha significato annullare le differenze che ci rendono unici, è stata piuttosto il tentativo di combattere il protagonismo individuale, così diffuso in Città, rendendo ognuno di noi protagonista-responsabile, per impedire, ciascuno a se stesso prima di tutto, di servirsi dell’Associazione per rendersi visibile ed importante nel territorio.
Che dire?
La mia parola è sempre grazie, ormai lo sapete.
Grazie al Signore che mi ha concesso di vivere realtà così belle in questo ultimo scampolo di vita, grazie a tutti voi per l’amicizia che stiamo sperimentando, per la crescita umana e spirituale che ciascuno di noi con gioia scopre nell’altro.
Grazie dirò la notte di Natale per me e per voi tutti davanti al mio Presepe, in cui sono presenti le persone che ho conosciuto e che conosco, ciascuna al suo posto, con il dono che ha avuto da offrire, dono apprezzato e riconosciuto o nascosto e ignorato, comunque offerto.
Si aprano i nostri occhi nella notte di Natale, è il mio augurio, perché possiamo vedere e cantare l’amore di Dio, infinitamente più grande delle nostre richieste, accogliere con animo aperto e fiducioso il dono che il Padre fa a ciascuno di noi, la Parola che viene detta nel nostro cuore e che solo chi l’ha ricevuta può e deve comunicare in un significativo scambio di doni, che passa dall’uno all’altro senza soluzione di continuità.
Tita

Suggerisco di utilizzare lo spazio dei commenti per aggiungere un augurio e per ricordare scambievolmente l’uno all’altro qualcosa per cui si desidera ringraziare.

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