(a cura di Giuseppina Catone)

Gerald Durrell,  “La mia famiglia e altri animali”, Adelphi ed., pp. 352, 8 euro

Storia di un libro perso e ritrovato; e sempre amato…
La prima volta che mi capitò tra le mani questo  libro fu amore a prima vista. E ci tengo a sottolineare che, a differenza di quanto accade per l’amore verso le persone, l’amore per i libri chiede di essere condiviso con altri. Ho regalato, infatti, questo libro a più persone care ed ho dato in prestito il testo di mia proprietà a tante di quelle persone che alla fine l’ho perso! L’ho ricomprato ed ho voluto di nuovo quell’edizione, la prima, e non quella economica.
Ecco spiegato perché:
1) cominciamo dalla cosa più banale, la copertina. Sappiamo tutti che anche questa conta per aprire la fantasia del lettore su quello che leggerà. In quella copertina azzurro cielo con “Le pigeons” di  Picasso, c’è già la forza gioiosa del binomio uomo – natura, presente nel libro;
2) nell’edizione economica manca la prefazione dell’autore, importante per entrare subito nello spirito dell’opera;
3) il libro in sé è una celebrazione delle isole, del mare del Mediterraneo, della cultura dei suoi popoli e della natura soprattutto. Ma al di sopra c’è la famiglia Durrell descritta con umorismo ed affetto da più giovane dei suoi componenti.
Gerald Durrell aveva dieci anni quando si trasferì con la sua famiglia a Corfù. Era il 1935 ed era quella un’età felice per il bambino Gerry, amante della natura, degli animali e delle scoperte.
Nel libro troviamo pagine esilaranti di quadretti familiari con Larry (Lawrence Durrell), il genio della famiglia, sarcastico, anticonformista, un vulcano di idee; Leslie, il secondogenito fissato con le armi; Margot, la sorella con continui problemi di acne, di diete e di fidanzati; e la mamma, equilibrata e serena, sempre pronta a farsi trascinare dalle idee di Larry.
Il piccolo Gerry li osserva tutti e contestualmente osserva gli animali, li porta in casa e li nasconde nei luoghi più improbabili con esiti davvero comici. Anche i personaggi minori, Spiro, il devoto autista factotum ammiratore della mamma, Theodore, il professore incaricato di seguire Gerry, Lugaretsia, la cameriera, si fondono nel turbine del racconto, in cui le pagine dello scrittore e quelle del naturalista sono legate da un impercettibile filo di armonia narrativa.

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