2. Convinzioni

Le convinzioni di fondo

  1. Un concetto di cultura come strumento non di potere ma di servizio, donde la gratuità dell’impegno.
  2. Una concezione dell’arte non come artificio ma come forma di conoscenza ed insieme di comunicazione della presenza dell’uomo nel mondo, donde il carattere personale del servizio.
  3. L’intuizione che la povertà nei riguardi della quale si è chiamati ad intervenire come cristiani e come esseri umani, si presenta, soprattutto nel nostro tempo, nelle varie forme di ignoranza, di superficialità e di chiusura in schemi e pregiudizi propagandati dai media e facilmente accettati per la forza persuasiva dello strumento di comunicazione.

Gli obiettivi

  • Valorizzare il ruolo del volontariato, la cui presenza e vitalità è indice importante di qualità della vita, per diffondere, in una rete di solidarietà, iniziative culturali non solo a Reggio ma anche in provincia dove più forte è la richiesta.
  • Collaborare con gli organismi preposti alla formazione di giovani e di adulti, scuole, enti locali, associazioni assistenziali ed ogni altro organismo pubblico che abbia interesse o lavori per gli stessi fini od in campi collegati.
  • Lottare contro ogni forma di chiusura e di difesa di particolarismi locali per promuovere il dialogo con realtà diverse, la comunicazione interpersonale ed intergenerazionale, nella convinzione che solo l’incontro con l’altro può dare piena e chiara conoscenza di sé.

I soci di Pietre di scarto sono convinti che un dialogo fruttuoso può realizzarsi solo nel reciproco riconoscimento e rispetto dei caratteri peculiari di ogni singolo individuo e gruppo: la salvaguardia delle propria storia, il recupero delle radici culturali, perfino del folklore locale, non solo possono ma debbono coniugarsi con l’apertura di cui si parla che, altrimenti, lungi dall’essere un arricchimento, sarebbe rinuncia alla propria identità, dispersione e confusione, non pace e crescita umana.

Una Risposta a “2. Convinzioni”

  1. Greta Chanteish Dice:

    Io lavoro le pietre, preferisco quelle di scarto che raccolgo un po dove capita.Mi chiedo se parlare di gratuità sia possibile. E’ possibile? Gratuito, nel mio intelletto, pulsa come insegna al neon in una gigantografia che mi indirizza al “gratis”. Sicuramente mi sbaglio e, forse, m’impunto perchè non possiedo 50,00 euro per potermi iscrivere a “Pietre di scarto”, ma potrei partecipare ai corsi di scrittura creativa, perciò, chiedo scusa e proseguo. Dicevo, all’inizio , che lavoro le pietre di scarto; le manipolo rendendole fruttuose e sensibili, come in effetti, credo siano state, le gocce di pioggia o le folate di vento che prendendole, di tanto in tanto, le han rese plausibili all’elogio. Certo non quanto un buon volontario cristiano quando si applica alla sua amorevole condizione di samaritano, quintessenza di fruttuosità e sensibilità. Alla quale, nonostante tutto, non mi inchino. Scusate voi che potete

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