<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>PIETRE DI SCARTO</title>
	<atom:link href="http://pietrediscarto.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://pietrediscarto.wordpress.com</link>
	<description>E&#039; tempo che le pietre accettino di fiorire</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Jan 2012 11:28:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='pietrediscarto.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>PIETRE DI SCARTO</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://pietrediscarto.wordpress.com/osd.xml" title="PIETRE DI SCARTO" />
	<atom:link rel='hub' href='http://pietrediscarto.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Officina: la rabbia</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/04/officina-la-rabbia/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/04/officina-la-rabbia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2276</guid>
		<description><![CDATA[Di Carmela Ferro Con i contributi di: Franca Crucitti, Maria Bambace, Ylenia Arcorace, Tita Ferro, Maria Giglio, Mariolina  Panzera, Vittoria Mallamaci, Carmela Ferro. &#160; Ed allora… coraggio. Affrontiamo anche questo sentimento “negativo” verso cui istintivamente proviamo un certo fastidio, che giudichiamo magari non del tutto consono a quelle “buone maniere” a cui quotidianamente cerchiamo di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2276&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di<strong> Carmela Ferro</strong></p>
<p>Con i contributi di: Franca Crucitti, Maria Bambace, Ylenia Arcorace, Tita Ferro, Maria Giglio, Mariolina  Panzera, Vittoria Mallamaci, Carmela Ferro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2248" title="urlo3" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg?w=203&#038;h=270" alt="" width="203" height="270" /></a>Ed allora… coraggio. Affrontiamo anche questo sentimento “negativo” verso cui istintivamente proviamo un certo fastidio, che giudichiamo magari non del tutto consono a quelle “buone maniere” a cui quotidianamente cerchiamo di uniformare i nostri comportamenti… e che pertanto spesso, fintanto che ci riusciamo, censuriamo, educandoci a controllarlo o a reprimerlo.</p>
<p>Ma forse, come tutti i sentimenti, anche questo, talvolta così scomodo per chi lo esprime e per chi lo subisce, andrebbe riconosciuto, accettato, e manifestato nelle forme più opportune in rapporto alle diverse situazioni. Forse, come tutti i sentimenti, anche questo acquista un segno positivo o negativo solo in rapporto all’intenzione e alla forza che vogliamo immettere nelle relazioni personali e sociali. Perché la rabbia può diventare elemento di distruzione o fattore di cambiamento e di evoluzione, può implodere dentro di noi e farci stare male fino al punto di scatenare nel nostro corpo e nella nostra psiche malattie e disagi, o diventare elemento rivoluzionario e purificatore.<span id="more-2276"></span></p>
<p>Nei rapporti personali però è spesso la donna a subire la rabbia e la violenza maschile, come indica la poesia “Colpevole” di Raffaella Amoruso:</p>
<p>“Forse</p>
<p>Il suono delle lacrime tue</p>
<p>È così soave</p>
<p>Eccitante</p>
<p>Arrendevole</p>
<p>Che giunge</p>
<p>All’orecchio suo</p>
<p>Come</p>
<p>Una sensuale melodia</p>
<p>Un invito.</p>
<p>Ogni sera ti colpisce</p>
<p>Più forte</p>
<p>Fino a che…</p>
<p>Le lacrime si mischiano</p>
<p>Al rosso del tuo sangue</p>
<p>E lui ne gioisce…”</p>
<p>Di solito la rabbia costituisce un elemento molto distruttivo soprattutto quando resta inespressa:</p>
<p align="center">“Ero adirato col mio amico.<br />
Dissi la mia ira, la mia ira finì;<br />
ero adirato col mio nemico,<br />
non la dissi, la mia ira crebbe.<br />
E l’ho bagnata di timori,<br />
notte e giorno con le mie lacrime,<br />
e le ho dato il sole di sorrisi<br />
e dolci ingannevoli astuzie.<br />
Ed è cresciuta sia di giorno che di notte,<br />
finché ha portato una mela luminosa;<br />
ed il mio nemico la vide risplendere,<br />
e seppe che era mia.<br />
E penetrò nel mio giardino<br />
quando la notte aveva velato il cielo;<br />
nella mattina lieto vedo<br />
il mio nemico steso morto sotto l’albero.”</p>
<p align="center">(W. Blake)</p>
<p>…e covare nel nostro animo per anni, come avviene a Luca, personaggio di G. D’Alessandro, nel romanzo “Soli”:</p>
<p>“Luca era uscito con le guance in fiamme e il cuore che batteva come un tamburo, lontano dal suo corpo, in qualche buco nero della galassia… Non voleva incontrare anima viva, non era in grado di parlare neppure trenta secondi… non ingrani, giri a vuoto, ecco, sì non vai da nessuna parte; e dover fare cenno di no. Mentre era tutto vero. Da anni.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> &#8221;Vi sono dei momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre&#8221;. </em>Lo dice Oriana Fallaci nel libro: “la rabbia e l’orgoglio”. Bisogna parlare, anche per esprimere rabbia, indignazione, protesta di fronte  alle sopraffazioni e ai soprusi</p>
<p>Oltre alle parole è la musica che esprime, forse meglio di ogni altro mezzo,  la rabbia, l’odio per le ingiustizie, l’amore per la libertà calpestata o per amici, compagni e fratelli oppressi, il lamento degli schiavi neri d’America come il dolore per le terre devastate e distrutte: il rap nei quartieri americani e nelle periferie di tutta Europa … narra storie quotidiane  di chi lotta per vivere, le storie di tutti coloro che hanno scelto di non arrendersi, e con una chitarra e una batteria provano a raccontare la loro esperienza.</p>
<p>Le canzoni di Fabrizio de André, le <em>Canzoni della mala </em>interpretate da Ornella Vanoni e da Toni Servillo sembrano riprendere la rabbia di Cecco Angiolieri e il suo urlo di protesta, <em>“S&#8217;i fosse foco arderei &#8216;l mondo”</em>.</p>
<p>Nella canzone di Francesco Guccini, Cirano de Bergerac sferza con la l’energia della propria rabbia le ipocrisie, la corruzione e la mediocrità:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="left">“Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un&#8217; altra vita;<br />
se c&#8217;è, come voi dite, un Dio nell&#8217; infinito, guardatevi nel cuore, l&#8217;avete già tradito<br />
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l&#8217; uomo è solo in questo abisso,<br />
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;<br />
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.<br />
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A volte, invece la rabbia è proprio l’unica arma di cui gli oppressi dispongono per urlare la propria protesta contro le prevaricazioni del Potere. E ci sembra di vedere la folla di donne che sfilano come furie con accanto i propri bambini scalzi di fronte a un Marat “pallido ed enorme”, in un sonetto di G. Carducci nel “Ca ira”, di potente efficacia espressiva:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">“Su l’ostel di città stendardo nero<br />
—Indietro!—dice al sole ed a l’amore:<br />
Romba il cannone, nel silenzio fiero,<br />
Di minuto in minuto ammonitore.</p>
<p>Gruppo d’antiche statue severo<br />
Sotto i nunzi incalzantisi con l’ore<br />
Sembra il popolo: in tutti uno il pensiero<br />
—Perché viva la patria, oggi si muore. —</p>
<p>In conspetto a Danton, pallido, enorme,<br />
Furie di donne sfilano, cacciando<br />
Gli scalzi figli sol di rabbia armati.</p>
<p>Marat vede ne l’aria oscure torme<br />
D’uomini con pugnali erti passando,<br />
E piove sangue donde son passati.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella Sacra Scrittura troviamo esempi chiari sia di rabbia impotente che di giusta indignazione.</p>
<p>Rabbia impotente è quella dei farisei che digrignano i denti non potendo controbbattere le motivazioni presentate da Stefano: <em>“Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata. All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano”</em>(At 7,51). Giusta indignazione è quella di Gesù che scaccia i venditori dal tempio, ridotto da spazio sacro di incontro con Dio e spelonca di ladri. Rabbia è quella di Erode che, beffato dai Magi, fa strage di tutti i neonati di Betlemme, giusta indignazione quella del padre del prodigo nei confronti del figlio maggiore che rifiuta di entrare e prendere parte alla gioia di tutti; rabbia covata in cuore ed infine esplosa quella dei fratelli di Giuseppe che lo vendono ai mercanti perché sono gelosi della predilezione del padre nei suoi riguardi, giusta indignazione quella di Paolo nei confronti di Pietro che ha assunto un comportamento incoerente. “Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi”.  Gal.</p>
<p>Nella quotidianità invece ci capita di arrabbiarci di fronte agli errori e  alle colpe, quasi sempre quelle degli altri, molto raramente le nostre. Ma Seneca ci spiega nel suo “De ira” che il saggio non si adira con chi sbaglia:</p>
<p>“Il saggio non s’adirerà con chi commette colpa: perché? Perché sa che saggi non si nasce, ma si diventa; sa che ben pochi, nell’intero arco della vita, riescono saggi, perché ha ben sondato la condizione del vivere umano, e nessuno, se è in senno, si adira con la natura. Che diresti, se volesse stupirsi che non pendano frutti dai cespugli selvatici? O che le spine ed i rovi non si caricano di nessun buon raccolto? Nessuno si adira, quando la natura rende ragione del difetto.</p>
<p>Quindi il saggio, tranquillo e sereno con gli errori, non nemico, ma censore di chi sbaglia, esce ogni giorno di casa con queste disposizioni: “Incontrerò molti beoni, molti dissoluti, molti ingrati, molti avari, molti esagitati dalle furie dell’ambizione”. E guarderà tutto questo con benevolenza, quanta ne ha il medico con i suoi pazienti.”</p>
<p>Sono addirittura sorte associazioni per aiutarci a vivere positivamente i sentimenti, anche quello dell’ira. Una di queste, che ha sede a Torino ci suggerisce:</p>
<p>“Cerca di PERDONARE prima di tutto te stesso per avere provato rabbia, per esserti sentito impotente, spaventato, ecc. Prendi uno specchio e guardandoti negli occhi ripeti: &#8220;Io ho fatto quanto di meglio sapevo fare in questa situazione e con i mezzi che avevo, cercherò di rimediare appena possibile, tutto ora è perfetto così com&#8217;è.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2276/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2276&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/04/officina-la-rabbia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg?w=225" medium="image">
			<media:title type="html">urlo3</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Introduzioni all&#8217;Officina: la nostalgia</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/02/introduzioni-allofficina-la-nostalgia/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/02/introduzioni-allofficina-la-nostalgia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2268</guid>
		<description><![CDATA[Di Tita Ferro &#160; Era già l&#8217;ora che volge il disio ai navicanti e &#8216;ntenerisce il core lo dì c&#8217;han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d&#8217;amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more;   Pensare a nostalgia mi ha richiamato i versi di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2268&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di<strong> Tita Ferro</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Era già l&#8217;<strong>ora </strong>che volge il <strong>disio</strong></em></p>
<p><em>ai navicanti e <strong>&#8216;ntenerisce</strong> il core</em></p>
<p><em>lo dì c&#8217;han detto ai <strong>dolci amici </strong>addio;</em></p>
<p><em>e che lo novo peregrin d&#8217;amore</em></p>
<p><em>punge, se ode <strong>squilla</strong> di lontano</em></p>
<p><em><strong>che paia il giorno pianger che si more;</strong></em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2012/01/nostalgia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2269" title="nostalgia" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2012/01/nostalgia.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></a>Pensare a nostalgia mi ha richiamato i versi di Dante, che ne mettono in evidenza alcune caratteristiche, tempo, desiderio, tenerezza, immagine dei dolci amici, nuovo sentimento di amore, suono di una campana lontana che segna la fine del giorno e suggerisce un legame tra la nostalgia e gli anziani. Nel film di W. Allen, <em>Midnight in Paris,</em> invece, il protagonista, Gil, strana figura di  scrittore-sceneggiatore, “scopre che il vagheggiamento di un glorioso passato ormai perduto” è un&#8217;aspirazione ricorrente nell&#8217;animo umano e presente in tutte le epoche storiche, tutte le volte in cui si preferisce guardare con nostalgia a un passato romanticamente ricordato, piuttosto che accettare il presente, anche nella sua banalità, o guardare al futuro con il suo inevitabile corredo di incertezze.<span id="more-2268"></span></p>
<p><em>Nostalgia, nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi, ti ritrovi con un cuore di paglia, è un incendio che non spegni mai, </em>cantavano Albano e Romina: al di là del motivetto facile e perfino banale, ritornano nella canzone alcuni tratti della nostalgia, la casualità del suo presentarsi, addirittura quando se ne farebbe volentieri a meno, la sua natura e i suoi effetti, la fragilità, per esempio, di chi la sperimenta e sente il suo cuore come un pugno di paglia preda di un incendio che non  riesce a spegnere. Riccardo Cocciante, invece, nella sua famosa <em>Celeste nostalgia</em>, osserva che <em>la vita non dura mai, una sera, il tempo di una follia che breve poi fugge via </em>e si chiede: <em>cosa rimane dentro noi? </em>La risposta:<em> Questa celeste nostalgia … questa divina nostalgia.</em></p>
<p>Celeste, divina, eppure la nostalgia è un sentimento doloroso: la parola greca da cui deriva la prima parte, nóstos, vuol dire ritorno, ma l&#8217;altra, algos, significa sofferenza. Perché questa celeste, divina nostalgia procura sofferenza?</p>
<p><em>La nostalgia ci ricorda costantemente che tutto ciò che abbiamo vissuto, che abbiamo amato, che abbiamo coltivato nel passato, non tornerà più, non ci appartiene più,</em> dice Antonio Prete, professore ordinario di Letterature Comparate all’Università di Siena, ed<em> </em>aggiunge una interessante riflessione sulla differenza tra il movimento nello spazio, sempre possibile, dal luogo in cui ci troviamo ad uno in cui siamo stati e viceversa, e il movimento nel tempo, impossibile, perché il tempo è irreversibile, è fatto di istanti che non tornano più.<em> La nostalgia, </em>dice ancora il Professore, <em> ha come oggetto, come sostanza del proprio pensare, della propria immaginazione, un tempo che non ci appartiene più, che è completamente finito. Il contrasto tra un tempo impossibile da recuperare ed uno spazio possibile da percorrere, che è un autentico conflitto, crea questa sorta di ansietà che è la nostalgia. </em></p>
<p><em>Que reste-t-il de nos amours, </em>cantava Charles Trenet nella famosissima canzone interpretata da tanti cantanti, in italiano da Franco Battiato, <em>Che cosa resta?</em></p>
<p><em>Chissà cosa mormora il vento stasera col suo lamento dietro la porta laggiù. Di già il caminetto s&#8217;è spento io chiudo gli occhi e rammento gli amori di gioventù. Di voi che resta antichi amori giorni di festa teneri ardori solo una mesta foto ingiallita fra le mie dita. Di voi che resta sguardi innocenti lacrime e risa e giuramenti solo sepolto in un cassetto qualche biglietto. Sere d&#8217;aprile sogni incantati capelli al vento baci rubati che resta dunque di tutto ci ditemi un po&#8217;. Rivedo un viso mormoro un nome ma non ricordo quando né come penso a un villaggio dove non so se tornerò. Mai più mano con mano nel buio stupiti d&#8217;essere due felici senza perchè. Mai più fiori nascosti nel libro il cui profumo ci inebria ma presto evapora ahimè. Di voi che resta antichi amori grandi segreti complici cuori solo nel petto male guarita una ferita. Di voi che resta parole audaci carezze caste timide braci solo una cenere che più non fuma ma si consuma. Chiari di luna dolci sentieri e tu perduta anima di ieri perchè sparisti chi ti rubò dimmelo un po&#8217;. Solo un motivo risento ancora d&#8217;un fuggitivo disco d&#8217;allora e a un luogo penso dove non so se tornerò.</em></p>
<p>La trovo bellissima, eppure io non sono incline alla nostalgia, decisa come sono di fronte al tempo: nostalgia e rimpianto mi sono sempre sembrati inutili ingombri. Il passato è passato con le sue scelte giuste o sbagliate, i suoi momenti belli o brutti, ugualmente indimenticabili, ma passati: richiamarli alla memoria può essere bello, soprattutto istruttivo se si è sufficientemente saggi per far tesoro dell&#8217;esperienza, ma illusoria è la consolazione che se ne può trarre. Condivido  le parole di Alfredo, il vecchio cinematografaro del film di Tornatore, <em>Vecchio cinema Paradiso</em>, che così si rivolge al protagonista: <em>Non tornare più, non ci pensare mai a noi, non ti voltare, non scrivere &#8230; Non ti <strong>fare fottere dalla nostalgia,</strong> dimenticaci tutti …. Se non resisti e torni indietro, non venirmi a trovare, non ti faccio entrare a casa mia. … O&#8217; capisti?                </em></p>
<p>Cercando invece la nostalgia nella letteratura, nella poesia, nella musica, ho trovato esempi così numerosi da farmi pensare alla nostalgia addirittura come topos proprio della letteratura, del linguaggio, dell&#8217;arte.</p>
<p>Al di là dei versi danteschi citati all&#8217;inizio, forse più significativo è un altro episodio del Purgatoprio dove non solo le parole ma tutto l&#8217;atteggiamento del personaggio la presenta, mi riferisco a Guido del Duca, che piange mentre ricorda insieme ai suoi amici l<em>e donne e ’ cavalier, li affanni e li agi/ che ne ’nvogliava amore e cortesia/ là dove i cuor son fatti sì malvagi,</em> e conclude dicendo a Dante: <em>ma va&#8217; via, Tosco, omai; ch’or mi diletta/ troppo di pianger più che di parlare,/ sì m’ ha nostra ragion la mente stretta&#8221;. </em></p>
<p>Infiniti esempi: a partire da Ariosto che proprio dalla terzina dantesca riprende il suo <em>Le donne i cavalier l&#8217;arme gli amori/ le cortesie l&#8217;audaci imprese, </em>famoso<em> </em>incipit dell&#8217;Orlando Furioso con cui il Poeta intende rievocare vicende di tempi lontani e perfino, con un accenno di ironia,  la <em>gran bontà dei cavalieri antichi</em>, fino ai Romantici ed a tempi a noi più vicini: è un&#8217;onda la nostalgia che travolge il manzoniano Napoleone con uno strazio indicibile, è esempio universale di bellezza la Zacinto foscoliana, materna terra contemplata con commozione e struggimento, che si specchia<em> nell&#8217;onde del greco mar da cui vergine nacque Venere, </em>ma segnata dalla consapevolezza ben chiara nel Poeta che si tratti di un &#8230; <em>Paradiso perduto</em> per sempre, <em>Tu non altro che il canto avrai del figlio,/ o materna mia terra </em>… Impossibile citare se ci si avvicina a Leopardi che della nostalgia sembra saper tutto, perfino il suo effetto psicologico particolare per cui si abbellisce il passato anche quando esso è stato tutt&#8217;altro: <em>Oh come grato occorre/ nel tempo giovanil, quando ancor lungo/ la speme e breve ha la memoria il corso,/ il rimembrar delle passate cose,/ ancor che triste, e che l&#8217;affanno duri! </em>La nostalgia del poeta prende forma in molti oggetti, le stelle dell&#8217;Orsa, la luna, il colle solitario, la siepe … e con particolare commozione in due figure di giovani donne: Silvia che <em>sale pensosa il limitare di gioventù</em>, e canta il vago avvenire che ha in mente, e Nerina, indimenticabile nella  leggerezza del passo di <em>danza</em> con cui attraversa una vita che sembra un <em>sogno, in fronte la gioia ti splendea, splendea negli occhi quel confidente immaginar, </em>ed al Poeta che ricorda con nostalgia lascia solo <em>la rimembranza acerba. </em></p>
<p>“La nostalgia è la cifra stilistica di gran parte della grande tradizione lirica italiana, come sentimento si presta in maniera straordinariamente forte alla pratica della scrittura poetica proprio perché il senso del distacco, della scissura tra interno ed esterno, della separazione da un mondo visto e vissuto come preferibile e migliore conducono irresistibilmente a cercare di ricrearlo in maniera esaustiva e vibrante attraverso forme di scrittura che siano capaci di evocarlo, di mostrarlo, di renderlo presente” (Giuseppe Panella).</p>
<p>A me piace ricordare in conclusione un&#8217;immagine ed una voce: l&#8217;immagine è la conclusione nostalgica del libro <em>Il cucciolo </em>di M. Rawlings, trasformato in film nel 1946 da Clarence Brown, il sogno che, miracolosamente, fa rivivere l’intero romanzo in un’unica, sorprendente frase (<em>nella prateria un cucciolo ed un bambino correvano &#8230; erano spariti per sempre), </em>la voce, quella di Amalia Rodrigues, perché, indipendentemente dai contenuti delle sue canzoni, richiama il tema della nostra Officina con la voce calda, sensuale nella tonalità bassa, ma piena, potente. Amalia non parla di <em>Lisboa antigua</em>, di <em>Coimbra</em>, di <em>Una casa portuguesa</em>, della <em>Casa in via del campo </em>… le presenta ai sensi, all&#8217;immaginazione e al cuore di chi si pone in ascolto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2268&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2012/01/02/introduzioni-allofficina-la-nostalgia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2012/01/nostalgia.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">nostalgia</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Terzo laboratorio di scrittura &#8211; 3 dicembre 2011</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/terzo-laboratorio-di-scrittura-3-dicembre-2011/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/terzo-laboratorio-di-scrittura-3-dicembre-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Report]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2261</guid>
		<description><![CDATA[Di Demetrio Canale Una brutale stroncatura per un aspirante scrittore è cosa quanto mai opportuna, soprattutto quando non si è sicuri del proprio talento o delle proprie motivazioni. E allora &#8220;Pietre di Scarto&#8221; diventa il luogo ideale per non mentirsi oltre perché la scrittura non è solo roba da signore per bene. Signore che s&#8217;incontrano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2261&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Demetrio Canale</strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/writing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2262" title="writing" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/writing.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a>Una brutale stroncatura per un aspirante scrittore è cosa quanto mai opportuna, soprattutto quando non si è sicuri del proprio talento o delle proprie motivazioni. E allora &#8220;Pietre di Scarto&#8221; diventa il luogo ideale per non mentirsi oltre perché la scrittura non è solo roba da signore per bene. Signore che s&#8217;incontrano non per giocare a Burraco e scambiarsi pettegolezzi ma per leggere brani di libri e tradurre in parole emozioni e sentimenti. Signore che non si sono arrese alle delusioni della vita e che cercano conforto nella lettura e nella scrittura. La prima volta che ho invaso la loro oasi mi è sembrato di violarne la privacy. Ascoltando i loro scritti le ho riviste giovinette, adolescenti o giovani mamme ancora cariche di sogni, di aspettative, con poche amarezze sulle spalle.<span id="more-2261"></span> Per un attimo ho pensato che non era il caso di ripetere tale invasione poi le buone intenzioni sono state sacrificate sull&#8217;altare della fame di scrittura. E per un pigro come me le &#8220;pietre&#8221; sono diventate uno stimolo notevole. Ma un clima troppo favorevole è altrettanto nocivo di un clima tempestoso, deve aver pensato la &#8220;Pietra Madre&#8221;. E siccome &#8220;Pietre di scarto&#8221; è un circolo amichevole come un club della canasta periodicamente cala dalla capitale un gelido cavaliere, specializzato in pulizie letterarie, che garbatamente ma implacabilmente frantuma una &#8220;pietra&#8221;. La pietra più promettente e prolifica é Romina Arena per cui sabato 3 dicembre 2011 è andato in scena l&#8217;editing di &#8220;Fate attenzione alle scarpe&#8221; breve racconto sulle reazioni di Marietta alla morte del padre Agostino. Il testo è stato letto prima dall&#8217;autrice. Poi è stato riletto da Stas Gawronsky che ci ha invitato a sottolineare le parti che ci piacevano e quelle che sembravano fuori contesto. Del testo originario ne è rimasto in piedi la metà circa. Come la potatura rende la pianta più forte e sana così l&#8217;editing rende il testo più snello e chiaro ma non c&#8217;è nulla di più doloroso per uno scrittore di assistere impotente, per giunta in pubblico, alla revisione di un proprio testo. Ci si sente come un unghia strappata con i denti e abbandonata sul comodino. Ho quasi sentito fisicamente il dolore di quei tagli ma avrei voluto essere al posto di Romina. Avrei voluto assistere allo smembramento di un mio testo per vedere emergere dal caos delle parole superflue l&#8217;ordine di un&#8217;idea pura.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2261/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2261&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/terzo-laboratorio-di-scrittura-3-dicembre-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/writing.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">writing</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Introduzioni all&#8217;Officina: la rabbia</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/introduzioni-allofficina-la-rabbia/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/introduzioni-allofficina-la-rabbia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2257</guid>
		<description><![CDATA[Di Ilenia Armocida L’emozione rossa  è  considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche, insieme alla gioia e al dolore è un’emozione primaria. Potremmo definirla  esplosiva, pungente, spigolosa, avvolgente, inglobante, colorata, sfumata, limitante, da addomesticare. In effetti siamo stati abituati fin da piccoli a considerare questa emozione come negativa, qualcosa da nascondere per educazione, in realtà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2257&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Ilenia Armocida</strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2248" title="urlo3" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg?w=203&#038;h=270" alt="" width="203" height="270" /></a>L’emozione rossa  è  considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche, insieme alla gioia e al dolore è un’emozione primaria. Potremmo definirla  esplosiva, pungente, spigolosa, avvolgente, inglobante, colorata, sfumata, limitante, da addomesticare. In effetti siamo stati abituati fin da piccoli a considerare questa emozione come negativa, qualcosa da nascondere per educazione, in realtà essa rappresenta una grossa spinta, per molti grandi artisti, poeti, scrittori la rabbia è la matrice del pensiero creativo, una fonte zampillante di idee! L’unica cosa negativa è il nostro atteggiamento nei suoi confronti, le emozioni sono neutre! Numerose ricerche hanno dimostrato che alla base di questa emozione c’è la paura.<span id="more-2257"></span> Gli animali spesso attaccano per cacciare un intruso dal territorio o per difendere la prole. Per gli esseri umani, le motivazioni riguardano principalmente la frustrazione ed i meccanismi legati all’immagine della realizzazione di sé, il sentirsi inadeguati. Ci si arrabbia quando qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, ma, soprattutto, quando viene percepita l’intenzionalità di ostacolare l’appagamento. Si tende prevalentemente ad indirizzare la propria ira contro le persone alle quali si tiene maggiormente, sia perché le nostre aspettative nei loro confronti sono molto elevate, sia perché inconsapevolmente sappiamo che poiché queste persone ci vogliono bene ci capiranno. Spesso la rabbia non si agisce e reprimendola creiamo grossi squilibri nel nostro organismo. Già Antifone nel quinto secolo a.C. affermava: “in tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o la malattia” Per la medicina cinese la rabbia è l’emozione propria del fegato “mangiarsi il fegato”,”rodersi il fegato”,”avere un fegato grosso così”, sono solo alcuni tra i tanti detti popolari per indicare la reazione alla rabbia.  Nella medicina omeopatica i sintomi non vengono eliminati, ma temporaneamente ridotti a intensificarsi, come passo utile alla loro completa eliminazione, così nel buddismo tibetano la collera viene curata con la collera attraverso la visualizzazione, l’identificazione e la meditazione con lo scopo di risvegliare dal profondo dell’inconscio le forze potenti, ma latenti che si trovano in noi.  E’ importante permettere a se stessi di avvertire completamente la rabbia, creando un posto sicuro per poterla esprimere, da soli, o con un amico fidato o con un esperto. Se siamo soli in un posto sicuro, permettiamoci di parlare ad alta voce, di vaneggiare, di scalciare o urlare, di lanciare e colpire cuscini. Dopo aver fatto ciò in un ambiente sicuro non avremo più paura di compiere un atto distruttivo e saremo capaci di affrontare in modo più efficace, le situazioni che ci si presenteranno. Imparare a manifestare la propria collera significa conoscere i propri reali bisogni e intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2257/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2257&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/introduzioni-allofficina-la-rabbia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/12/urlo3.jpg?w=225" medium="image">
			<media:title type="html">urlo3</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Officina: la gratitudine</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/officina-la-gratitudine-2/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/officina-la-gratitudine-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2247</guid>
		<description><![CDATA[Di Carmela Ferro Con l’aiuto di poesie, testi narrativi, articoli giornalistici e fiabe, in questa officina di Ottobre riflettiamo sul sentimento raro e prezioso della gratitudine. Franca Crucitti cerca le vibrazioni interiori di questo sentimento nei versi dei poeti: legge i versi di San Francesco, il cui Cantico è un inno di gratitudine a Dio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2247&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Carmela Ferro</strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2188" title="accogli_la_luce" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce.jpg?w=270&#038;h=201" alt="" width="270" height="201" /></a>Con l’aiuto di poesie, testi narrativi, articoli giornalistici e fiabe, in questa officina di Ottobre riflettiamo sul sentimento raro e prezioso della gratitudine.</p>
<p><strong>Franca Crucitti</strong> cerca le vibrazioni interiori di questo sentimento nei versi dei poeti: legge i versi di San Francesco, il cui Cantico è un inno di gratitudine a Dio per tutto ciò che ci ha donato, di Dante, che nel canto XV del Paradiso fa esprimere a Cacciaguida la sua riconoscenza  per aver potuto incontrare il suo discendente, di Trilussa, di L. Ansillotti; e ancora di E. De Amicis che immagina l’ultimo gesto di un soldato, il quale nel momento della morte riesce a strappare un fiore per donarlo a lui in segno di riconoscenza.<span id="more-2247"></span></p>
<p>EDMONDO DE AMICIS:    GRATITUDINE   (da  Ricordi della guerra)</p>
<p>Tutto di sangue orribilmente intriso</p>
<p>Vidi un soldato a cui fuggìa la vita</p>
<p>E la campagna intorno era fiorita</p>
<p>Di fiori bianchi al pari del suo viso.</p>
<p>Accorsi, mi chinai; mi guardò fiso</p>
<p>Quasi incurante della sua ferita,</p>
<p>E la pupilla tremula e smarrita</p>
<p>S’illuminò di un rapid0 sorriso.</p>
<p>Io lo sostenni con cura amorosa,</p>
<p>Ma la sua bocca non profferse un detto;</p>
<p>L’occhio solo dicea: Tutto è finito.</p>
<p>Tastò intorno la terra sanguinosa,</p>
<p>Divelse un fior, me lo gittò sul petto</p>
<p>E ricadde sull’erba irrigidito.</p>
<p>Bellissima anche l’immagine del poeta Enzo Ferrari che negli occhi dei fanciulli intravede i fiori imprigionati della gratitudine:</p>
<p>ENZO FERRARI  :  “ OGNI GIORNO”</p>
<p>Un verso d’amore</p>
<p>Tenero</p>
<p>Dolce</p>
<p>Assolato</p>
<p>È l’essenza di vita.</p>
<p>Ogni giorno c’è un bambino</p>
<p>Maldestro e impaziente</p>
<p>Che ti insegna.</p>
<p>Cala il sipario</p>
<p>Sui  teatrini delle nostre infamie.</p>
<p>Gli occhi stupefatti dei fanciulli</p>
<p>Tengono gelosamente prigionieri</p>
<p>I fiori della gratitudine.</p>
<p><strong>Maria Aldarese</strong> attinge alla letteratura latina: Cicerone fa derivare tutte le virtù proprio dalla gratitudine.</p>
<p>“Questa è infatti la sola virtù, non solo la più grande, ma anche la madre di tutte le altre virtù. Che cosa è la  pietà se non un sentimento di devozione verso i genitori? Chi sono i cittadini onesti che si rendono benemeriti della patria in guerra e in pace, se non quelli che rendono giusto ringraziamento agli dei immortali con degni onori e animo grato? Quale gioia può avere la vita tolte le amicizie? Che amicizia d’altra parte ci può essere fra ingrati?”</p>
<p>mentre Seneca ci insegna: “Ti lamenti di essere incappato in un uomo ingrato: se questa è la prima volta, ringrazia o la sorte o la tua diligenza… Vale tanto, perché trovi uno grato, sperimentare anche gli ingrati. Nessuno ha una mano tanto sicura da non sbagliare spesso.”</p>
<p>Il sentimento della riconoscenza ricopre un ruolo fondamentale anche nelle filosofie orientali. Ylenia Armocida propone alcuni brani del libro “La filosofia dell’Aikido” di J. Stevens. Il testo considera quattro aspetti della gratitudine: quella verso l’universo (“O Sensei Ueshiba andava ad inchinarsi di fronte al Kamidana del dojo e salutava il Sole del mattino”), verso gli antenati, verso i nostri simili e verso le piante e gli animali che sacrificano la loro vita per noi (“Un tempo i nativi americani, nell’andare a caccia, non dimenticavano mai di ringraziare gli animali che generosamente si lasciavano uccidere. La preda era considerata un amico e trattata con rispetto: prendiamo la tua vita per necessità, non per ingordigia”)</p>
<p><strong>Tita Ferro</strong> ci ricorda che in America esiste proprio una festa del ringraziamento in memoria del sentimento che i Padri Pellegrini provarono al loro arrivo nelle Americhe . “Oggi, afferma Tita, spesso si ha una deformazione aberrante della gratitudine, il servilismo, che maschera l’interesse personale”.</p>
<p>Poi Tita ci offre le sue riflessioni, come sempre stimolanti e mai banali:</p>
<p>“Che cosa impedisce di aprire il cuore al ringraziamento, perchè facciamo sempre così fatica a provarlo? Semplice, la nostra attenzione è quasi sempre focalizzata sui problemi, su ciò che non abbiamo, chiusa nell&#8217;egoismo, nell&#8217;avidità, nella paura di perdere quanto abbiamo e di doverlo difendere. Eppure è così semplice provare gratitudine, ma è anche altrettanto semplice dimenticarsi di provarla e di emozionarsi delle cose per cui siamo grati.  Per certi versi è solo una questione di abitudine: abituarsi ad applicare certi insegnamenti con costanza e ripetizione. I genitori insegnavano un tempo ai loro figli sin da piccoli a ringraziare e li sollecitavano, quando non lo facevano spontaneamente con un “come si dice?” Imparare a essere grati apre le porte a nuove occasioni per essere ancora più grati. (Nel film “The Secret” c’è una parte in cui uno degli autori parla del suo sasso della gratitudine, un modo per rendere sempre viva l’abitudine a ringraziare).</p>
<p>Dei suoi tanti contributi scelgo inoltre il brano del vangelo sulla guarigione dei lebbrosi:<em> </em></p>
<p><em>Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all&#8217;infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!». </em></p>
<p>e il testo famoso della canzone “Grazie alla vita” cantata da Gabriella Ferri:</p>
<p>Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto,<br />
Mi ha dato due occhi<br />
Che quando li apro<br />
Chiaramente vedo<br />
Il nero e il bianco,<br />
Chiaramente vedo il cielo alto<br />
Brillare al fondo,<br />
Nella moltitudine<br />
L&#8217;uomo che amo.</p>
<p>Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto,<br />
Mi ha dato l’udito<br />
Così certo e chiaro<br />
Sento notti e giorni<br />
Grilli e canarini<br />
Turbini martelli<br />
E lunghi pianti di cani<br />
E la voce tenera<br />
del mio amato</p>
<p>Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto,<br />
Mi ha dato il passo<br />
Dei miei piedi stanchi<br />
Con loro ho attraversato<br />
Città e pozze di fango<br />
Lunghe spiagge vuote<br />
Valli e poi alte montagne<br />
E la tua casa la tua strada<br />
Il tuo cortile</p>
<p>Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto,<br />
Del mio cuore in petto<br />
Il battito chiaro<br />
Quando guardo il frutto<br />
Della mente umana<br />
Quando vedo la distanza<br />
Tra il bene e il male<br />
Quando guardo il fondo<br />
Dei tuoi occhi chiari</p>
<p>Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto<br />
Mi ha dato il sorriso<br />
E mi ha dato il pianto<br />
Così io distinguo<br />
La buona o brutta sorte<br />
Così le sensazioni che fanno<br />
Il mio canto<br />
Grazie alla vita<br />
Che mi ha dato tanto</p>
<p>Negli ultimi decenni i progressi della medicina sono stati davvero notevoli e risolutivi per molte malattie. La nostra riconoscenza va quindi innanzi tutto agli scienziati che dedicano la loro vita alle loro ricerche in campo medico.…. Ce lo ricorda  Francesca Cascianoleggendo un brano tratto da Repubblica dell’ 1- 10 2011  su un esame di laboratorio in grado di scoprire la meningite in un’ora.</p>
<p>“Arriva dal Regno Unito un metodo per scoprire la meningite subito, non a caso battezzato Lamp.</p>
<p>L’esame è in grado di diagnosticare la malattia in una sola ora contro le 24-28 necessarie finora…”</p>
<p>Un inno di gratitudine alla vita è la poesia di Madre Teresa di Calcutta proposta da Luciana Modica:</p>
<p>“Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe</p>
<p>I capelli diventano bianch</p>
<p>I giorni si trasformano in anni</p>
<p>Però ciò che è importante non cambia…</p>
<p>Se ti manca ciò che facevi torna a farlo</p>
<p>Non vivere di foto ingiallite</p>
<p>Insisti anche se tutti aspettano che abbandoni.</p>
<p>Quando non potrai camminare usa il bastone</p>
<p>Però non trattenerti mai!”</p>
<p>Infine <strong>Carmela Ferro</strong> legge la fiaba “il fedele Giovanni” dei fratelli Grimm, in cui un fedele servitore viene per un maleficio tramutato in statua a causa dell’ingratitudine del suo re.  Solo dopo che il re, compiendo un difficile e doloroso percorso di ravvedimento e pentimento comprende il sacrificio del suo servo e tocca dentro di sé il sentimento dell’affetto e della riconoscenza, il fedele Giovanni potra riacquistare la vita e si ricomporrà un equilibrio di serenità e di gioia:</p>
<p>“ Il re e la regina se ne afflissero molto e il re diceva: “Ah, come ho mal ricompensato tanta fedeltà!” Fece sollevare la statua di pietra e la fece mettere nella sua stanza accanto al suo letto. Ogni volta che la guardava, piangeva e diceva: “Ah, potessi ridarti la vita, mio fedelissimo Giovanni!” Passò qualche tempo e la regina partorì due gemelli, due maschietti, che crebbero ed erano la sua gioia. Un giorno che la regina era in chiesa e i due bambini giocavano accanto al padre, il re guardò la statua di pietra con grande tristezza, sospirò e disse: “Ah, potessi ridarti la vita, mio fedelissimo Giovanni!” Allora la statua incominciò a parlare e disse: “Sì, puoi ridarmi la vita se sarai disposto a dare ciò che ti è più caro.” Allora il re esclamò: “Per te darò tutto quello che ho al mondo!” La pietra proseguì: “Se di tua mano tagli la testa ai tuoi due bambini e mi ricopri con il loro sangue, allora riavrò la vita.” Il re inorridì quando udì che doveva uccidere egli stesso i suoi diletti figli, ma pensò alla grande fedeltà del fedele Giovanni, che era morto per lui: trasse la spada e di sua mano tagliò la testa ai bambini. E quando ebbe ricoperto la statua con il loro sangue, essa si rianimò e il fedele Giovanni gli stette di nuovo innanzi, fresco e sano. Ed egli disse al re: “Voglio ricompensare la tua fedeltà” e, prese le teste dei bambini, le rimise sul busto e spalmò le ferite con il loro sangue. In un attimo i bambini ritornarono sani e ripresero a saltare e a giocare come se nulla fosse accaduto. Il re era felice e, quando vide venire la regina, nascose il fedele Giovanni e i due bambini in un grande armadio. Quando ella entrò le disse: “Hai pregato in chiesa?” &#8211; “Sì” rispose la regina “ma ho sempre pensato al fedele Giovanni che è stato così sventurato per colpa nostra.” Allora egli disse: “Cara moglie, noi possiamo ridargli la vita, ma a prezzo del sacrificio dei nostri figlioletti.” La regina impallidì e le si gelò il sangue, ma disse: “Glielo dobbiamo per la sua grande fedeltà.” E il re si rallegrò che ella pensasse come lui; andò ad aprire l&#8217;armadio e ne uscirono i bambini e il fedele Giovanni. Il re disse: “Grazie a Dio egli è libero dall&#8217;incantesimo e abbiamo ancora i nostri figlioletti.” E le raccontò tutto quello che era successo. Poi vissero felici insieme fino alla morte.”</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2247&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/12/08/officina-la-gratitudine-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">accogli_la_luce</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Le pietre e il sasso&#8221; &#8211; Secondo laboratorio di scrittura creativa &#8211; 18 novembre</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/24/il-secondo-laboratorio-di-scrittura-creativa-18-novembre/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/24/il-secondo-laboratorio-di-scrittura-creativa-18-novembre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 20:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Report]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2241</guid>
		<description><![CDATA[Di Demetrio Canale Un brutto ceffo, scuro e peloso, si é infiltrato nel secondo laboratorio di scrittura. Il suo ingresso improvviso ha portato un refolo di perplessità nella biblioteca del liceo. Si deve sempre sostenere un esame invisibile quando si entra per la prima volta in un consesso già rodato e anche in questo caso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2241&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/scrivere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2242" title="scrivere" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/scrivere.jpg?w=300&#038;h=202" alt="" width="300" height="202" /></a>Di <strong>Demetrio Canale</strong></p>
<p>Un brutto ceffo, scuro e peloso, si é infiltrato nel secondo laboratorio di scrittura. Il suo ingresso improvviso ha portato un refolo di perplessità nella biblioteca del liceo. Si deve sempre sostenere un esame invisibile quando si entra per la prima volta in un consesso già rodato e anche in questo caso la regola è stata rispettata. L&#8217;affiatato gruppo, tutto al femminile, che anima le attività di Pietre di Scarto non ha reagito all&#8217;unisono. Alcune &#8220;pietre&#8221; lo hanno guardato incuriosite, altre lo hanno scrutato di sottecchi intimidite, altre ancora gli hanno sorriso, le più turbate hanno ostentato indifferenza. Ma tutti quegli occhi sembravano dire solo una cosa: &#8220;Come dovremo comportarci con lo sconosciuto?&#8221;<span id="more-2241"></span> Ogni esitazione si è sciolta quando Romina Arena ha invitato tutti a scegliere due immagini, tra le bellissime foto da lei realizzate, invitando &#8220;le pietre ed il sasso&#8221; a tradurre in parole l&#8217;incanto delle immagini, legando in un&#8217;unica narrazione il contenuto delle due foto scelte da ciascuno. Il risultato del laboratorio è stato avvincente. Abbiamo viaggiato in Germania chiedendo indicazioni stradali ad un rigattiere che colleziona radio ed in Irlanda immergendoci nell&#8217;azzurro del suo cielo. Abbiamo attraversato terre antiche popolate da centenari ulivi e navigato tra le acque, ora calme ora tempestose dello Stretto. Abbiamo calpestato la neve ed ammirato l&#8217;Etna. Siamo stati avvolti dalla grazia di una favola contemporanea che descriveva con candore e pudore l&#8217;amore di una nonna che attraverso suo nipote riassapora la leggerezza della vita che credeva di aver perduto. Tutto questo grazie al potere immaginifico delle parole ed alla sensibilità delle &#8220;pietre&#8221;. Un&#8217;ultima sorpresa è arrivata quando una &#8220;pietra&#8221; ha scoperto di aver scelto, senza saperlo, la foto di una casa del paese dov&#8217;è nata. La potenza delle radici.Il ceffo non ha superato l&#8217;esame del tutto, è stato rimandato. Al prossimo laboratorio  si vedrà.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2241/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2241/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2241&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/24/il-secondo-laboratorio-di-scrittura-creativa-18-novembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/scrivere.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">scrivere</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Laboratorio di lettura 14 ottobre 2011</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/15/laboratorio-di-lettura-14-ottobre-2011/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/15/laboratorio-di-lettura-14-ottobre-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 20:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Report]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2204</guid>
		<description><![CDATA[Di Maria Iaria Un mite venerdì pomeriggio di metà ottobre, la luce naturale a guidarci lungo i corridoi del Liceo Scientifico Da Vinci, dove in sala biblioteca ci ritroveremo per il primo appuntamento dell&#8217;anno. C&#8217;è una cadenza quasi rituale nel ritmo dei nostri appuntamenti mensili: il laboratorio di lettura, per scaldare i muscoli; il laboratorio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2204&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Maria Iaria</strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/fernando-botero-donna-che-legge1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2206" title="fernando botero - donna che legge" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/fernando-botero-donna-che-legge1.jpg?w=234&#038;h=176" alt="" width="234" height="176" /></a></p>
<p>Un mite venerdì pomeriggio di metà ottobre, la luce naturale a guidarci lungo i corridoi del Liceo Scientifico Da Vinci, dove in sala biblioteca ci ritroveremo per il primo appuntamento dell&#8217;anno. C&#8217;è una cadenza quasi rituale nel ritmo dei nostri appuntamenti mensili: il laboratorio di lettura, per scaldare i muscoli; il laboratorio di scrittura, per lasciare correre l&#8217;estro e le emozioni; l&#8217;officina, per riflettere e comprendere. Oggi facciamo palestra: leggiamo.<span id="more-2204"></span><br />
Comincia <strong>Franca Crucitti</strong>: leggiamo insieme un brano da Volevo essere una farfalla di MICHELA MARZANO. Un dialogo filosofico. Sullo sfondo, nemmeno tanto in verità, lo spettro dell&#8217;anoressia e una figura paterna ingombrante. Ma il peso dell&#8217;autobiografia è dominante, e la concentrazione dell&#8217;autrice su sé stessa non consente al brano di spiccare il volo verso l&#8217;universalità dell&#8217;esperienza che è invece prerogativa del romanzo. Di riferimenti autobiografici, ma con risultati ben diversi, è zeppo anche Il vino della solitudine di IRENE NEMIROVSKY, proposto da <strong>Maria Bambace</strong>: nel brano che leggiamo entriamo nei pensieri di una donna non adatta ad essere madre e moglie e che madre e moglie invece è. Ricorda L&#8217;estranea di Elisabetta Rasy. La situazione psicologica ed emotiva descritta è estrema, considerati i conflitti che produce nel rapporto madre-figlia, conflitti che lasciano ferite profonde in quanto rimangono non gestiti. Nella testa, nei ricordi e nelle esperienze di un bambino di dieci anni ci fa entrare <strong>Tita Ferro</strong> proponendoci le prime pagine di I pesci non chiudono gli occhi, di ERRI DE LUCA. L&#8217;inizio è dedicato al mare, vissuto, non appreso, a fianco di un vecchio pescatore, il mare che “fa”, non insegna, il mare sul quale le regole che valgono sono opposte a quelle della terraferma: qui i bambini non si avvicinano nemmeno agli strumenti da lavoro, lì gli strumenti e gli attrezzi stanno bene eccome in mano ai bambini. <strong>Rosetta Calabrò</strong> legge per noi alcune riflessioni tratte da La tua voce può cambiarti la vita di CIRO IMPARATO, in cui si suggerisce che è il tono, il colore che diamo alla nostra voce a condurci verso l&#8217;ottimismo o il pessimismo, i pensieri positivi o i pensieri negativi. Direttamente nella musica invadente di un&#8217;orchestrina improvvisata per eseguire una serenata ci conduce <strong>Carmela Ferro</strong> con uno spassoso brano tratto da Doňa Flor e i suoi due mariti di JORGE AMADO, mentre con <strong>Mariolina Panzera</strong> entriamo nel cinematografo di CORMAC MCCARTHY con tre brevi brani, descrittivi fino al più piccolo dettaglio, tratti dalla Trilogia della frontiera: una scrittura che non dice, mostra. <strong>Ilenia Armocida</strong> ci propone, da La pazza della porta accanto di ALDA MERINI, una pagina dedicata a Davide e a Dio, al poeta e al peccatore, alle creature e alla bellezza che Dio ha regalato loro e che loro dovrebbero restituirgli, perfezionandola e offrendogliela. Con <strong>Giulia Menicucci</strong>, che ci propone un brano dedicato agli alberi da Il dio della foresta di ROMANO BATTAGLIA, chiudiamo la seduta. I muscoli sono ben caldi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2204/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2204&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/11/15/laboratorio-di-lettura-14-ottobre-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/11/fernando-botero-donna-che-legge1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">fernando botero - donna che legge</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Introduzioni all&#8217;Officina: la gratitudine</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/officina-la-gratitudine/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/officina-la-gratitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 21:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2187</guid>
		<description><![CDATA[Di Carmela Ferro Nell’ultimo bellissimo film di Paolo Sorrentino “This must be the place”, il protagonista Cheyenne, mitica rockstar in profonda crisi di identità, incontra casualmente in un bar sperduto lungo una delle infinite autostrade americane che tra praterie e deserti corrono dritte verso l’orizzonte, un giovane quasi integralmente ricoperto di tatuaggi. Il personaggio ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2187&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Carmela Ferro</strong></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2202" title="accogli_la_luce" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce1.jpg?w=270&#038;h=201" alt="" width="270" height="201" /></a>Nell’ultimo bellissimo film di Paolo Sorrentino “This must be the place”, il protagonista Cheyenne, mitica rockstar in profonda crisi di identità, incontra casualmente in un bar sperduto lungo una delle infinite autostrade americane che tra praterie e deserti corrono dritte verso l’orizzonte, un giovane quasi integralmente ricoperto di tatuaggi. Il personaggio ha tutto l’aspetto di un “balordo”, uno dei tanti sbandati da cui mai ci aspetteremmo, incontrandoli, di ricevere illuminazioni sulla vita e sull’insondabile mistero dell’animo umano. Eppure proprio da questo strano incontro Cheyenne riceve in dono un tassello prezioso per iniziare a costruire dentro di sé quel puzzle confuso, disordinato e incompleto che è stata la sua esistenza fino a quel momento: tra tutti i sentimenti che proviamo nella vita, sottolinea il ragazzo,  il più bello e importante di tutti è quello della riconoscenza.</p>
<p><span id="more-2187"></span><br />
Imprescindibile è il sentimento della riconoscenza per la definizione della nostra identità, se è vero il detto secondo il quale “chi riconosce ciò che ha ricevuto, riconosce se stesso”. Anche se… riconoscenza e gratitudine non sono forse termini sinonimi, perfettamente identici dal punto di vista semantico e pertanto intercambiabili. Si può infatti arrivare a riconoscere il  bene ricevuto ma non per questo provare gratitudine nei confronti di chi ce lo ha elargito. Anzi a volte, nonostante si riconosca, ci si può anche dimenticare o sentirsi del tutto indifferenti, se non, a volte, provare risentimento o addirittura odio per chi ci offre un bene magari non cercato o imposto. La gratitudine invece produce gioia e affetto, valorizzazione di noi stessi e dell’altro. E’ espressione di fiducia e di condivisione, la condivisione di un bene che eleva spiritualmente chi dona e chi riceve.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2187/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2187&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/officina-la-gratitudine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/accogli_la_luce1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">accogli_la_luce</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il primo laboratorio di scrittura del nuovo ciclo</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/il-primo-laboratorio-di-scrittura-del-nuovo-ciclo/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/il-primo-laboratorio-di-scrittura-del-nuovo-ciclo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 21:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Report]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2181</guid>
		<description><![CDATA[Il primo appuntamento del laboratorio di scrittura si apre all&#8217;insegna delle new entry. Infatti, il già nutrito gruppo ha avuto il piacere di integrare due nuove pietre: Franca e Luciana che si sono dimostrate subito entusiaste e coinvolte nel progetto. Molte di noi mancavano per vari motivi familiari e di lavoro, ma lo stesso si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2181&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/snoopy-scrittore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2182" title="Snoopy scrittore" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/snoopy-scrittore.jpg?w=538" alt=""   /></a>Il primo appuntamento del laboratorio di scrittura si apre all&#8217;insegna delle new entry. Infatti, il già nutrito gruppo ha avuto il piacere di integrare due nuove pietre: Franca e Luciana che si sono dimostrate subito entusiaste e coinvolte nel progetto. Molte di noi mancavano per vari motivi familiari e di lavoro, ma lo stesso si è respirata un&#8217;aria frizzante e gioiosa ancora di più dopo aver scoperto il tema sul quale si sarebbe incentrato il laboratorio. Si è infatti affrontata la questione, non sempre facile, dei personaggi. L&#8217;esercizio è stato inedito e stuzzicante ed ha coinvolto tutte con grande trasporto e soprattutto una grande dose di buonumore. Lo abbiamo capito poco per volta, come ruotando le tessere di un puzzle che piano piano va formandosi sotto i nostri occhi.<span id="more-2181"></span> Tutto è partito da due nomi, uno maschile ed uno femminile, che più attiravano la nostra attenzione in una rosa di tre precedentemente stilata. Intorno a questi sarebbero nati due potenziali personaggi. Scelti i nomi, ciascuna ha descritto chi c&#8217;era dietro un Mario, un Marcello, un Gioacchino, oppure una Tamara, una Maria, una Teresita. Poi è toccato improntare una storia che ruotasse attorno ai due personaggi che ciascuna aveva descritto: il come ed il perchè si erano trovati insieme, ma soprattutto dove. I ragazzi si incontrano in palestra, qualcuno all&#8217;aeroporto, altri ad un convegno letterario; i vecchi e i derelitti alla mensa della Caritas. Un&#8217;esperienza interessante e nuova, questa, per i laboratori di scrittura perchè permettono di concentrarsi sui personaggi, sulle loro fattezze piuttosto che sulla loro interiorità. Questo esercizio aiuta ad avere ancora più chiara quella che è, o dovrebbe essere, la missione cardine di un racconto: mostrare ciò che lo scrittore scrive; far vivere al lettore lo stesso ambiente che ha pensato per i propri personaggi, far vedere nitidamente questi stessi personaggi con le loro caratteristiche, i difetti, i micromovimenti che li contraddistinguono. Inutile aggiungere che l&#8217;entusiasmo è stato tanto, incalzato anche dai dolcetti che ammiccavano al centro del grande tavolo intorno al quale stavamo tutte. In attesa degli elaborati che sono scaturiti dall&#8217;esercizio provate, anche voi che leggete, a scrivere tre nomi (tre di uomo e tre di donna) e&#8230;vestiteli, come volete voi!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2181/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2181&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/il-primo-laboratorio-di-scrittura-del-nuovo-ciclo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/snoopy-scrittore.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Snoopy scrittore</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Riprendono i laboratori delle Pietre di Scarto</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/riprendono-i-laboratori-delle-pietre-di-scarto/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/riprendono-i-laboratori-delle-pietre-di-scarto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=2173</guid>
		<description><![CDATA[Eccoci un&#8217;altra volta qui ad aprire un altro nuovo ed intenso anno di attività. Abbiamo deciso di riproporre un calendario ormai consolidatosi nel tempo con il laboratorio di scrittura, quello di lettura e le cosiddette Officine. Gli appuntamenti saranno a scadenza settimanale, il venerdì nel pomeriggio e si terranno presso il Liceo Scientifico &#8220;Leonardo da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2173&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/macchina-da-scrivere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2178" title="macchina-da-scrivere" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/macchina-da-scrivere.jpg?w=300&#038;h=153" alt="" width="300" height="153" /></a>Eccoci un&#8217;altra volta qui ad aprire un altro nuovo ed intenso anno di attività. Abbiamo deciso di riproporre un calendario ormai consolidatosi nel tempo con il laboratorio di scrittura, quello di lettura e le cosiddette Officine. Gli appuntamenti saranno a scadenza settimanale, il venerdì nel pomeriggio e si terranno presso il Liceo Scientifico &#8220;Leonardo da Vinci&#8221; in via Possidonea, Reggio Calabria. Qui di seguito potrete consultare il calendario completo degli appuntamenti. Chiunque abbia voglia di condividere questi momenti con noi è il benvenuto</p>
<p><span id="more-2173"></span></p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/leggere-ai-bambini3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2174" title="leggere-ai-bambini" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/leggere-ai-bambini3.jpg?w=180&#038;h=153" alt="" width="180" height="153" /></a>IL FILO DI ARIANNA è il laboratorio di lettura coordinato da Maria Iaria che si terrà il secondo venerdì di ogni mese dalle 16 alle 17:30 con queste date:</p>
<p>• 14/09/2011;<br />
• 11/11/2011;<br />
• 02/12/2011;<br />
• 13/01/2012;<br />
• 10/02/2012;<br />
• 09/03/2012;<br />
• 13/04/2012;<br />
• 11/05/2012;<br />
• 08/06/2012</p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/scrivere31.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2175" title="scrivere3" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/scrivere31.jpg?w=180&#038;h=152" alt="" width="180" height="152" /></a>CARTA, PENNA E&#8230;è il nostro laboratorio di scrittura creativa coordinato da Catia Marino che si terrà il terzo venerdì di ogni mese dalle 16 alle 17:30 con queste date:</p>
<p>• 21/10/2011;<br />
• 18/11/2011;<br />
• 09/12/2011;<br />
• 20/01/2012;<br />
• 17/02/2012;<br />
• 16/03/2012;<br />
• 20/04/2012;<br />
• 18/05/2012;<br />
• 15/06/2012</p>
<p><a href="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/44561_4918_ingranaggi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2176" title="44561_4918_ingranaggi" src="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/44561_4918_ingranaggi1.jpg?w=180&#038;h=128" alt="" width="180" height="128" /></a>OFFICINA DI ESPRESSIONI CREATIVE è un momento di riflessione e condivisione di idee. Quest&#8217;anno si è deciso di far ruotare l&#8217;officina, coordinata da Carmela Ferro, intorno al tema dei sentimenti. L&#8217;appuntamento si terrà il quarto venerdì di ogni mese dalle ore 16 alle 17:30 con queste date:</p>
<p>• 28/10/2011;<br />
• 25/11/2011;<br />
• 16/12/2011;<br />
• 27/01/2012;<br />
• 24/02/2012;<br />
• 23/03/2012;<br />
• 27/04/2012;<br />
• 25/05/2012;<br />
• 22/06/2012</p>
<p>Per informazioni contattare la segretaria Elettra Griso, tel. 0965 594624 (ore ufficio) oppure le coordinatrici dei singoli     laboratori: <span style="color:#000000;">Maria Iaria: </span><span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:iariam@tin.it" rel="nofollow" target="_blank"><span style="color:#0084d1;">iariam@tin.it</span></a></span></span><span style="color:#000000;"> </span><span style="color:#000000;">Catia Marino: </span><span style="color:#0084d1;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:katem03@libero.it">katem03@libero.it</a> </span></span><span style="color:#000000;"> Carmela Ferro: </span><span id="yui_3_2_0_1_1321389944680121" style="color:#0000ff;"><span id="yui_3_2_0_1_1321389944680120" style="text-decoration:underline;"><a id="yui_3_2_0_1_1321389944680119" href="mailto:carlamille@libero.it" rel="nofollow" target="_blank"><span id="yui_3_2_0_1_1321389944680118" style="color:#0084d1;"><span id="yui_3_2_0_1_1321389944680117">carlamille@libero.it</span></span></a></span></span></p>
<p>Per contattare la Presidente Tita Ferro, tel. 0965 332277 oppure scrivere all&#8217;indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:titaf@interfree.it">titaf@interfree.it</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/2173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/2173/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&amp;blog=195540&amp;post=2173&amp;subd=pietrediscarto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2011/10/30/riprendono-i-laboratori-delle-pietre-di-scarto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/macchina-da-scrivere.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">macchina-da-scrivere</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/leggere-ai-bambini3.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">leggere-ai-bambini</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/scrivere31.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">scrivere3</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://pietrediscarto.files.wordpress.com/2011/10/44561_4918_ingranaggi1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">44561_4918_ingranaggi</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
