<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>PIETRE DI SCARTO</title>
	<atom:link href="http://pietrediscarto.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://pietrediscarto.wordpress.com</link>
	<description>E' tempo che le pietre accettino di fiorire</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 19:56:47 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='pietrediscarto.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/320049b098ee8d11f6b79c3b2a5a7f21?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>PIETRE DI SCARTO</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com</link>
	</image>
			<item>
		<title>Su &#8220;L&#8217;altro fuoco. L&#8217;esperienza della letteratura II&#8221; dopo l&#8217;incontro con l&#8217;autore</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/12/su-laltro-fuoco-lesperienza-della-letteratura-ii-dopo-lincontro-con-lautore/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/12/su-laltro-fuoco-lesperienza-della-letteratura-ii-dopo-lincontro-con-lautore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 22:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=917</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Catia MARINO
Non è facile sintetizzare in poche righe la ricchezza e la profondità di sentire che hanno caratterizzato l’incontro avvenuto giovedì 29 ottobre, presso la Piccola Biblioteca Comunale “G. De Nava” di Reggio Calabria e che ha visto come protagonisti p. Antonio Spadaro, il suo ultimo (ancora per poco) libro, L’altro fuoco. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=917&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>a cura di <strong>Catia MARINO</strong></p>
<p><a title="Antonio Spadaro e L'altro fuoco" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086795157/"><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2485/4086795157_c0afd332fe_m.jpg" border="0" alt="Antonio Spadaro e L'altro fuoco" width="240" height="180" /></a>Non è facile sintetizzare in poche righe la ricchezza e la profondità di sentire che hanno caratterizzato l’incontro avvenuto giovedì 29 ottobre, presso la Piccola Biblioteca Comunale “G. De Nava” di <strong>Reggio Calabria</strong> e che ha visto come protagonisti <strong><a href="http://www.antoniospadaro.net/sito/">p. Antonio Spadaro</a></strong>, il suo ultimo (ancora per poco) libro, <em><strong>L’altro fuoco. L’esperienza della letteratura II</strong></em>, edito dalla Jaca Book, il gruppo di Pietre di scarto e tutti coloro che hanno risposto al nostro invito con la propria presenza.</p>
<p>Abbiamo incontrato gente nuova, ma anche rivisto vecchi amici, tutti pronti a testimoniare la propria curiosità, il proprio interesse per la lettura e la scrittura, il desiderio di saperne di più, di un maggiore coinvolgimento per alcuni, la passione per un’esperienza autentica della letteratura per molti. In un ambiente non molto grande, ma accogliente, raffinato e ricco di testimonianze artistiche abbiamo, così, condiviso momenti intensi di riflessione, nel più puro e autentico spirito di BombaCarta.</p>
<p>Non è facile, dicevo, sintetizzare il tutto, perché anche in questo momento, mentre scrivo, anche senza riprendere il <a title="I nostri ospiti" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086785533/"><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2725/4086785533_dae40e1a0f_m.jpg" border="0" alt="I nostri ospiti" width="240" height="180" /></a>libro di Antonio e sfogliarne le pagine, anche senza rileggere gli appunti presi ascoltando, sono talmente tanti gli input, le considerazioni, i riferimenti, i nomi di autori della nostra letteratura e di quella straniera che mi vengono in mente che quasi non riesco a stabilire da dove cominciare. Ma, poiché non mi è estranea questa sensazione da quando faccio parte di BombaCarta, ho imparato ormai ad <em>affidarmi</em> (per usare un termine tipicamente bombacartiano) <em> </em>al manifestarsi degli eventi e delle cose e, soprattutto, a concentrarmi sulla <em>disponibilità a farlo</em> per poi <em>valorizzarne</em> i risultati.<span id="more-917"></span></p>
<p>Considero Antonio Spadaro un amico, ancor prima di guardare a lui come ad uno dei critici letterari più attenti e acuti dei nostri tempi, come direttore de La Civiltà Cattolica, come docente universitario e fondatore di BombaCarta e considero ormai il suo metodo di studio, il suo approccio con la letteratura ovvero il suo personalissimo modo di rapportarsi con gli autori e con i loro testi sempre più rispondente al mio modo di essere e di esprimermi, alle mie esigenze di lettrice, di insegnante e di membro di un’associazione che si propone come fine principale la diffusione della cultura nel territorio.</p>
<p>“<em>L’altro fuoco. L’esperienza della letteratura II</em>” (e ancor prima “<em>Abitare nella possibilità. L’esperienza della letteratura</em>”), non è un semplice libro, uno di quelli che compri, leggi, sottolinei, eventualmente rileggi, se ti ha particolarmente colpito. Semplicemente, un libro così non si dimentica. <em>L’altro fuoco</em> non è come tutti gli altri perché non è, diciamo, un libro che si legge <em>tutto d’un fiato</em>. L’altro fuoco è un saggio che va gustato e assaporato ad ogni pagina, ad ogni riga, così ricco di citazioni, puntualizzazioni e rimandi da racchiudere in sé il sapore del viaggio, quello puramente intellettuale compiuto dal suo autore, fatto di scelte, fatto di percorsi ben definiti, ma, nel contempo, gelosamente accompagnato dalla pratica e dall’esperienza, quella della vita, quella del lettore nel quale si è realmente attuata l’intelligenza delle cose. Un lettore attento non può non coglierne questo, mentre pagina dopo pagina si sente preso per mano e condotto, passo dopo passo, attraverso quel mistero che ne ha reso possibile la loro stessa esistenza.</p>
<p>“Che cos’è questo?”, ha esordito Antonio Spadaro, indicando il libro che teneva in mano e per la cui presentazione è <a title="Antonio Spadaro e L'altro fuoco" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086795157/"></a>stato nostro ospite. “Un libro”, è stata la risposta corale a cui tutti noi abbiamo quanto meno pensato. Ma quando un libro è veramente tale? Antonio ha voluto farci riflettere sul fatto che per utilizzare la parola “libro” non si può assolutamente non prescindere dall’esistenza di un qualcuno che lo abbia letto. Solo allora possiamo affermare che esso abbia assolto pienamente al proprio compito. E solo quando ciò accade, mossi da una curiosità reale e da una mente predisposta a quel <em>mettersi in gioco</em> che il rapporto lettore/libro inevitabilmente comporta, è possibile giungere all’intelligenza vera delle cose, quelle rivelatesi attraverso la lettura e realmente capaci di modificare il modo in cui ognuno di noi vive la propria esperienza umana: è questa la vera esperienza creativa, l’esperienza autentica della letteratura. Come la pratica ignaziana degli Esercizi Spirituali ci insegna, L’altro fuoco dimostra praticamente quanto sia importante sviluppare un <em>metodo critico</em> di lettura di un testo, testo con il quale, inevitabilmente, avviene un’<em>interazione</em> e, proprio da qui, la consapevolezza di dover offrire, ogni qualvolta ci apprestiamo a leggere un libro, la nostra coscienza di lettori a quella dell’autore, azione che non può essere evitata, perché un libro <em>va letto</em> prima di poter dire se ci è piaciuto o meno, per cui bisogna necessariamente <em>affidarsi</em> ad esso per poterlo liberamente valutare. </p>
<p>In letteratura non si parla di punto di vista, ma di <em>punto di vita</em>, ha continuato p. Spadaro, nuovamente sollecitato dalla nostra presidente, Tita Ferro, che per tutta la durata dell’incontro, attraverso l’apprezzata formula della domanda/risposta ha saputo portare l’autore a soffermarsi su alcuni dei nodi cruciali che hanno caratterizzato il dispiegarsi del suo lavoro. Un libro ci piace quando ci identifichiamo in ciò che racconta, ci ha ricordato l’autore, in ciò che è capace di farci vedere attraverso le parole e le azioni dei suoi personaggi o attraverso i suoi versi, quando ci accorgiamo di aver provato anche noi molte volte quell’emozione, quello stesso stato d’animo, senza, però, essere stati capaci di spiegarli, di esprimerli con quelle stesse parole, in quello stesso modo così chiaro. E allora questo significa, ha proseguito Antonio, che dobbiamo sviluppare la capacità di mettere da parte il “modo comune” di vedere le cose e predisporci ad un’apertura ampia nel rapportarci con il mondo, perché soltanto in questo modo è possibile mantenere uno sguardo sempre fresco sulle cose, uno <em>sguardo contemplativo</em> nei confronti del mondo, soltanto cioè imparando, abituandoci ad essere, divenendo <em>capaci di stupore</em>.</p>
<p>Le parole sono immagini, le parole sono vive e la letteratura, che di esse è indubbiamente una delle celebrazioni più alte è, pertanto, come <em>un fuoco</em>, un fuoco che non muore, che non si spegne mai completamente e che il lettore attento sa ben riconoscere perché, anch’egli, è sempre pronto a riaccendersi ad ogni provocazione di lettura.</p>
<p>“<em>Ma io che letteratura conosco?”,</em> è stato il successivo fuoco, la successiva provocazione alimentata dalle riflessioni di <a title="Franca e Antonio" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086785549/"><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2488/4086785549_5fa6c65dd5_m.jpg" border="0" alt="Franca e Antonio" width="240" height="180" /></a>p. Spadaro. Personalmente, ha risposto lo stesso autore, “<em>cerco sempre di non accontentarmi delle letture che fanno gli altri” </em>e, così dicendo, ci ha spiegato il perché della sua scelta, quella di una sorta di itinerario guidato, di <em>percorsi di lettura all’interno di mappe</em>, proprio come è possibile vedere in L’altro fuoco, sfogliando le pagine riguardanti C. Pavese, O. Wilde, S. Dagerman. G. M. Hopkins, B. Cattafi o quelle sulla frontiera, la lotta, il germoglio, il viaggio, ecc..</p>
<p>Non in ultimo e, soprattutto, in vista del nuovo Convegno di Pietre di scarto, che si terrà nell’aprile 2010, ancora una volta con il contributo di tutta la Federazione BombaCarta e che proprio a questo tema sarà dedicato, p. Spadaro si è espresso in merito alla questione del “canone”, ovvero a proposito di quelli che sono per ciascuno di noi le pietre miliari della nostra formazione di lettori, i nostri maestri, i nostri autori di riferimento: “<em>Chi fur li maggior tui?</em>”, per spiegarci meglio, riprendendo il famoso e certamente più esaustivo verso dantesco.</p>
<p>Partiamo dal presupposto, ha sottolineato p. Spadaro, che ogni Paese, ogni popolo ha una propria cultura, la cui storia si deposita nel tempo in una tradizione. Tuttavia, in certi casi alcune scelte possono impedire di capire a fondo cosa c’è dietro un autore e dietro alle sue opere. Da qui, ha proseguito, l’esigenza di <em>reinventare</em> costantemente un canone, di renderlo dinamico, di liberarci dall’idea statica che la tradizione ci trasmette, facendo in modo che esso implichi necessariamente l’esperienza personale: una scelta, questa, senza dubbio  molto coraggiosa.</p>
<p><a title="017" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086785541/"><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2630/4086785541_809174cccf_m.jpg" border="0" alt="017" width="194" height="180" /></a>Molto interessanti sono stati, infine, gli interventi di alcuni dei partecipanti alla nostra iniziativa, i quali hanno<a title="Sara e Antonio" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086785555/"></a> manifestato il piacere di aver preso parte all’incontro, accompagnando con proprie riflessioni alcune domande rivolte direttamente all’autore. Il concetto di frontiera inteso come attesa, come ponte interiore, come<a title="Sara e Antonio" href="http://www.flickr.com/photos/44451075@N05/4086785555/"><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2460/4086785555_892c0821db_m.jpg" border="0" alt="Sara e Antonio" width="200" height="180" /></a> aldilà; il tema del viaggio vissuto come travaglio, come apertura dei confini, come attesa, come impossibile ritorno; il valore dell’immaginazione, l’importanza di rifiutare il superfluo, la ricerca ad ogni costo dell’essenzialità della scrittura. Riflettendo su questo si avviava a conclusione un altro momento <em>speciale</em> nell’ambito delle attività della nostra associazione.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/917/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=917&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/12/su-laltro-fuoco-lesperienza-della-letteratura-ii-dopo-lincontro-con-lautore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2485/4086795157_c0afd332fe_m.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Antonio Spadaro e L'altro fuoco</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2725/4086785533_dae40e1a0f_m.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">I nostri ospiti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2488/4086785549_5fa6c65dd5_m.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Franca e Antonio</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2630/4086785541_809174cccf_m.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">017</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2460/4086785555_892c0821db_m.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Sara e Antonio</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Memoranda: le date dei nostri prossimi incontri</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/memoranda-le-date-dei-nostri-prossimi-incontri/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/memoranda-le-date-dei-nostri-prossimi-incontri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=892</guid>
		<description><![CDATA[Ecco di seguito il calendario delle attività di Pietre di scarto, attraverso il quale potrete conoscere le date dei nostri prossimi incontri fino a giugno 2010, che si terranno sempre a Reggio Calabria presso la Biblioteca Comunale – Sede di sbarre, in via Pio XI, trav. Putortì n. 16.
Parallelamente a queste attività i soci di Pietre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=892&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;">Ecco di seguito il calendario delle attività di Pietre di scarto, attraverso il quale potrete conoscere le date dei nostri prossimi incontri fino a giugno 2010, che si terranno sempre a Reggio Calabria presso la Biblioteca Comunale – Sede di sbarre, in via Pio XI, trav. Putortì n. 16.</p>
<p style="text-align:left;">Parallelamente a queste attività i soci di Pietre di scarto saranno impegnati anche nella gestione e nel coordinamento di altri laboratori di lettura e scrittura creativa, come quelli guidati dal gruppo composto dai ragazzi di Pentedattilo, quello presso la Libreria Universalia, quello presso l’Istituto “S. Vincenzo de’ Paoli&#8221;, presso il Liceo Scientifico &#8220;A. Volta&#8221; ed altri riguardo ai quali vi daremo in seguito notizie più dettagliate.</p>
<p>Intanto, ricordiamo:</p>
<p>-<strong>IL FILO DI ARIANNA</strong>, laboratorio di lettura - Mensile: 1° venerdì di ogni mese ore 16:00 – 17:30 <img class="alignright" src="http://www.pinoloperfido.it/foto/2009/libreria.jpg" alt="" width="155" height="162" /></p>
<p>4 dicembre 2009<br />
8 gennaio 2010<br />
5 febbraio<br />
5 marzo<br />
2 aprile<br />
7 maggio<br />
4 giugno</p>
<p>- <strong>CARTA, PENNA E</strong>…, laboratorio d scrittura creativa - Mensile: 3° venerdì ore 16:00 – 17:30 <img class="alignright" src="http://www.digi.to.it/public/image/carta%20e%20penna.jpg" alt="" width="208" height="173" /></p>
<p>20 novembre 2009<br />
18 dicembre<br />
15 gennaio 2010<br />
19 febbraio<br />
19 marzo<br />
16 aprile<br />
21 maggio<br />
18 giugno</p>
<p> <span id="more-892"></span></p>
<p>- <strong>OFFICINA DI ESPRESSIONI CREATIVE</strong>, laboratorio tematico &#8211; Mensile: 4° sabato ore 15:00 – 17:00 <img class="alignright" src="http://www.giuseppedenti.it/images/opere/ricerca/ric_01.jpg" alt="" width="209" height="171" /></p>
<p>28 novembre 2009<br />
19 dicembre<br />
23 gennaio 2010<br />
27 febbraio <br />
27 marzo    <br />
24 aprile    <br />
22 maggio  <br />
26 giugno</p>
<p> <img class="alignright" src="http://discsworldwide.com/cinema-paradiso-p.jpg" alt="" width="204" height="192" /></p>
<p>- <strong>LABORATORIO DI CINEMA</strong>  </p>
<p>5° Venerdì ore 16:00 – 18:00 </p>
<p>Date da definire</p>
<p>N. B.: Le attività dell’Associazione sono aperte a tutti: la partecipazione è libera e gratuita. Per informazioni contattare la segretaria ELETTRA GRISO: tel. 0965.594624 (ore ufficio) e-mail: pasqualespinella@tiscali.it Per contattare la Presidente, TITA FERRO: tel. 0965. 332277 e.mail: titaf@interfree.it</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/892/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=892&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/memoranda-le-date-dei-nostri-prossimi-incontri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.pinoloperfido.it/foto/2009/libreria.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.digi.to.it/public/image/carta%20e%20penna.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.giuseppedenti.it/images/opere/ricerca/ric_01.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://discsworldwide.com/cinema-paradiso-p.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Laboratorio di lettura</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/laboratorio-di-lettura-5/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/laboratorio-di-lettura-5/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=887</guid>
		<description><![CDATA[Report dell&#8217;incontro di venerdì 06 Novembre 2009
a cura di Tita FERRO
Nove intrepide partecipanti al laboratorio di lettura, quelle che sfidano le intemperie della natura, i ritorni pomeridiani a scuola (consigli di classe, assemblee varie) e gli immancabili imprevisti ed impavide oltrepassano il portone di via Pio XI, trav.sa Putortì, salgono al primo piano, e si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=887&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Report dell&#8217;incontro di venerdì 06 Novembre 2009</strong></p>
<p>a cura di <strong>Tita FERRO</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://tuttogratis.noiblogger.com/files/2009/07/libri_c.jpg" alt="" width="162" height="231" />Nove intrepide partecipanti al laboratorio di lettura, quelle che sfidano le intemperie della natura, i ritorni pomeridiani a scuola (consigli di classe, assemblee varie) e gli immancabili imprevisti ed impavide oltrepassano il portone di via Pio XI, trav.sa Putortì, salgono al primo piano, e si guardano quasi con stupore, prima di salutarsi: anche oggi ce l&#8217;abbiamo fatta.<br />
Mancano alcune delle socie, ma ci sono due nuove, Eliana e Mariolina, che si dicono intenzionate ad aderire all&#8217;Associazione.<br />
Per un&#8217;ora e mezza ci diamo alla lettura dei brani e al loro commento, riceviamo e doniamo, e ci rendiamo conto dell&#8217;importanza di osservare alcune consegne anche semplici, come la fotocopia dei brani che permette a tutte di seguire meglio e di portare a casa l&#8217; -assaggio- degli autori presentati dalle altre.<br />
Manca Serena, la nostra impeccabile segretaria, e non c&#8217;è il solito tè con biscotti: solo alcune caramelle sperdute sul tavolo. Ma la stima e l&#8217;affetto che ci unisce è grande: Vittoria, prima di leggere il brano che ha portato, dice: “Ho difficoltà nel laboratorio di lettura, ma ho tanta gioia a stare con tutte voi che supero il senso della mia inadeguatezza”.</p>
<p>Ecco l&#8217;elenco delle opere di cui sono stati tratti i brani letti e commentati:</p>
<p>- <em>Viaggio di nozze a Teheran</em>, di Azadeh Moaveni (Maria Bambace)<br />
- <em>La Rizzagliata</em>, di Andrea Camilleri  (Maria Bambace) <br />
- <em>Berlin</em>, di Eraldo Affinati (Catia Marino) <br />
- <em>Il cavaliere del secchio</em>, da <em>Tutti i racconti</em> di Kafka (Francesca Crucitti)<br />
- <em>Pensieri</em>, da <em>Lettere non spedite</em>, di Giuseppe Cardillo (Vittoria Mallamaci)<br />
- <em>S. Paolo costruttore di Mediterraneo</em>, di Valerio Chiovaro (Emilia Corigliano)<br />
- <em>Orgoglio e pregiudizio</em>, di  Jane Austen (Maria Iaria) <br />
- <em>L&#8217;arduo sentiero dell&#8217;amicizia</em>, di Umberto Galimberti (Carmela Ferro)<br />
- <em>Per abitare l&#8217;esilio</em>, di Maria Zambrano (Tita Ferro)</p>
<p>Il prossimo incontro del <strong>Laboratorio di lettura</strong> si terrà <strong>venerdì 4 dicembre 2009</strong>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/887/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=887&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/11/09/laboratorio-di-lettura-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://tuttogratis.noiblogger.com/files/2009/07/libri_c.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Nuova iniziativa di Pietre di scarto: la presentazione a Reggio Calabria de &#8220;L&#8217;altro fuoco&#8221; di Antonio Spadaro</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/nuova-iniziativa-di-pietre-di-scarto-la-presentazione-a-reggio-calabria-de-laltro-fuoco-di-antonio-spadaro/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/nuova-iniziativa-di-pietre-di-scarto-la-presentazione-a-reggio-calabria-de-laltro-fuoco-di-antonio-spadaro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 15:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=878</guid>
		<description><![CDATA[La nostra associazione è lieta di comunicare che giovedì 29 Ottobre 2009 alle ore 17.00, presso la Biblioteca Comunale &#8220;G. De Nava&#8221; di Reggio Calabria, sala Vitrioli, si terrà la presentazione de &#8220;L&#8217;altro fuoco&#8220;, il libro scritto da Antonio Spadaro sull&#8217;esperienza della letteratura ed edito da Jaca Book.
Vi aspettiamo numerosi all&#8217;incontro durante il quale interverrà lo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=878&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2009/05/laltrofuocomail.jpg?w=169&amp;h=225&#038;h=225" alt="" width="169" height="225" />La nostra associazione è lieta di comunicare che <strong>giovedì 29 Ottobre 2009</strong> alle ore 17.00, presso la Biblioteca Comunale &#8220;G. De Nava&#8221; di Reggio Calabria, sala Vitrioli, si terrà la presentazione de &#8220;<em><strong><a href="http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/08/27/racconto-di-unesperienza-di-lettura/">L&#8217;altro fuoco</a></strong></em>&#8220;, il libro scritto da <strong><a href="http://www.antoniospadaro.net/sito/">Antonio Spadaro</a></strong> sull&#8217;esperienza della letteratura ed edito da Jaca Book.</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi all&#8217;incontro durante il quale interverrà lo stesso autore.</p>
<p>E per chi non avesse ancora avuto modo di leggere il libro, ecco una brevissima presentazione.</p>
<p>“L&#8217;altro fuoco”, pubblicato nello scorso mese di maggio per i tipi della Jaca Book, tocca i nodi vitali di un discorso sulla letteratura e sulla lettura che ne consente l&#8217;esperienza più piena: il titolo è ripreso da un verso del poeta Bartolo Cattafi, una delle voci poetiche più interessanti del Novecento italiano, “scoprire senza selci l&#8217;altro fuoco”.</p>
<p>Il Libro è composto da due parti, precedute da un&#8217;introduzione: i nove autori presentati nella prima parte e le sei figure della seconda, sono l&#8217;oggetto dell&#8217;esperienza di lettura, di riflessione e di discernimento, da cui scaturiscono le intuizioni e le riflessioni dell&#8217;introduzione; oltre a spiegare il titolo, essa ha la funzione di richiamare la concezione della letteratura e il metodo di lettura presentati nel volume precedente, “Abitare nella possibilità”, pubblicato lo scorso anno sempre per i tipi della Jaca Book: la “verità” della letteratura è nella sua “capacità di interpretare l’esistenza e le sue tensioni fondamentali” e di esprimere<span id="more-878"></span> “l’esigenza di ulteriorità che è propria dell’uomo, la tensione «verso un al di là, verso un al di dentro, verso un altrove»; la lettura è occasione per un&#8217;immersione nel testo, interattiva e coinvolgente, un dialogo costante tra il testo e il lettore che, mentre legge il libro, ha una visione nuova della sua vita e del mondo in cui vive.</p>
<p>L&#8217;introduzione chiarisce il significato del titolo spiegando con l&#8217;aiuto di alcuni quadri il senso di quel &lt;fuoco&gt; a cui è paragonata la parola poetica, un fuoco che non consuma chi vi si accosta anzi ne potenzia le capacità, un fuoco che non muore mai completamente, se mai cova sotto la cenere, pronto a riaccendersi ad ogni nuova provocazione di lettura.</p>
<p>La scelta dei nove autori e delle sei figure risponde ad una forma di critica militante impegnata nell&#8217;elaborazione di &lt;percorsi di lettura&gt;, “qualcosa di più di un semplice itinerario, in quanto &lt;spazio critico&gt; caratterizzato dal rapporto con una totalità ed una globalità”.</p>
<p>I nove autori vengono guardati in una sintesi complessiva delle opere, ma da un punto di vista preciso che ne ridisegna il profilo per certi versi inedito, fa balzare fuori dalle pagine a caratteri indimenticabili il volto di ciascuno di essi attraverso una scelta, dice p. Spadaro, dei brani “che mi colpivano di più, che sentivo esprimere in maniera più intensa l&#8217;anima del poeta”.</p>
<p>Nella seconda parte la letteratura viene guardata alla luce di sei «figure»: il viaggio, la frontiera, la lotta, il germoglio, le cose, il logos. Sono tutte immagini che parlano di una soglia, e con una riflessione “sulla rappresentazione di una «figura» che è soglia in se stesso, Cristo, il Logos della rivelazione cristiana, si conclude il Volume.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/878/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=878&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/nuova-iniziativa-di-pietre-di-scarto-la-presentazione-a-reggio-calabria-de-laltro-fuoco-di-antonio-spadaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2009/05/laltrofuocomail.jpg?w=169&#38;h=225" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>UCCIDERE</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/uccidere/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/uccidere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=871</guid>
		<description><![CDATA[In attesa di ritrovarci per il secondo incontro di Officina, fissato per sabato 28 Novembre dalle ore 15.00 alle 17.00, ecco di seguito il nuovo editoriale realizzato da p. Antonio Spadaro, come sempre faro illuminante nel mare delle nostre riflessioni. Continua, così, l&#8217;entusiasmante percorso intrapreso da BombaCarta nel mondo dei &#8220;verbi/azioni&#8220;. Vi aspettiamo, sempre presso la nostra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=871&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;">In attesa di ritrovarci per il secondo incontro di <strong>Officina</strong>, fissato per <strong>sabato 28 Novembre</strong> dalle ore 15.00 alle 17.00, ecco di seguito il nuovo editoriale realizzato da <strong>p. Antonio Spadaro</strong>, come sempre faro illuminante nel mare delle nostre riflessioni. Continua, così, l&#8217;entusiasmante percorso intrapreso da <strong>BombaCarta</strong> nel mondo dei &#8220;<em>verbi/azioni</em>&#8220;. Vi aspettiamo, sempre presso la nostra sede, in via Pio XI, trav. Putortì, n. 16.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Minerva_impedisce_ad_Achille_di_uccidere_Agamennone_(Giovanni_Battista_Tiepolo).jpg" alt="Minerva impedisce ad Achille di uccidere Agamennone" width="201" height="281" />Un uomo, un cercatore d’oro, cammina con il suo compagno, Bill, per l’immensità di una distesa di ghiaccio. Sono entrambi deboli e stanchi, col loro carico di masserizie e di metallo prezioso sulle spalle. <strong>L’uomo si sloga una caviglia e chiede aiuto all’altro che invece se ne va per la sua strada</strong>, come in una sorta di parabola invertita del buon samaritano. Davanti all’uomo ferito resta l’immensità della paurosa e terribile desolazione pronta a schiacciarlo. L’uomo comincia a tremare ma non si ferma né si lascia vincere dal <strong>pensiero dell’abbandono</strong>. Si convince che Bill lo avrebbe atteso più avanti: era costretto ad aggrapparsi a questa convinzione, altrimenti non avrebbe avuto senso tutta quella fatica, e si sarebbe lasciato cadere per morire. <strong>Se l’uomo perde la “compagnia” si lascia morire.<span id="more-871"></span></strong></p>
<p><strong></strong>Nel frattempo i lupi con i loro ululati vagano avanti e indietro per quella desolazione, tessendo nell’aria un velo di minaccia. Nel suo tragitto l’uomo incrocia le tracce di un altro uomo. Poi vede un mucchio di ossa. Era ciò che era rimasto di Bill dopo il passaggio dei lupi. L’uomo prosegue come un fantasma, guidato dalla visione di un miraggio irraggiungibile: il mare che si intravede alla fine dei ghiacci e una nave. <strong>L’ultimo atto è la lotta con un lupo</strong>, stremato tanto quanto l’uomo: una lotta estrema, lenta, affannata di due corpi senza più energie. L’uomo l’avrà vinta ma senza alcun trionfo.</p>
<p>In questa storia di Jack London dal titolo <em>Love of life</em> <strong>si parla della vita parlando della morte</strong>. Bill lascia l’uomo ferito al suo destino, che sarà però di salvezza, mentre va incontro al suo destino di morte. In realtà qui nessuno uccide nessuno: Bill muore, e forse sarebbe meglio dire, “s-finisce” divorato dai lupi; l’uomo ferito invece uccide il lupo in una lotta tra stremati la cui descrizione lascia solamente l’amarezza di una sconfitta necessaria. Alla fine vince l’amore per la vita inteso come istinto sottile ma tenace. Questo racconto ci fa capire, in realtà, una cosa: che<strong> la morte è il contrario dell’uccisione, il suo opposto speculare.</strong></p>
<p>Perchè? In che senso? <strong>In questo racconto di Jack London si muore, non si è uccisi. </strong>Persino il lupo non è ucciso: lo è apparentemente, ma in realtà è sopraffatto dalla propria debolezza. L’uomo che vive uccide un lupo già morto. Questa percezione di vanità e di sfaldamento è data dal fatto che non è possibile uccidere: si può solo morire. Questa percezione è tanto spaventosa quanto maestosa: <strong>a ben pensarci la maestà della vita trionfa là dove essa appare vulnerabile. </strong>Non “deperibile”, dico, ma “vulnerabile”. Si può ferire solamente la vita, si può uccidere solamente la vita. In questo senso il gesto potenziale dell’uccidere allude al trionfo della vita. <strong>Per questo il contrario dell’uccidere è la morte, non la  il vivere.</strong></p>
<p>In <em>Un anno sull’Altipiano </em>di Emilio Lussu il narratore sta per uccidere un soldato austriaco: è un nemico e dunque da uccidere senza pensarci, automaticamente. Ma qualcosa accade. Scrive Lussu: la «certezza che la sua vita dipendesse dalla mia volontà, mi rese esitante. Avevo di fronte un uomo. Un uomo! Un uomo! Ne distinguevo gli occhi e i tratti del viso. […] Condurre all’assalto cento uomini, o mille, contro cento altri o altri mille è una cosa. <strong>Prendere un uomo, staccarlo dal resto degli uomini e poi dire: “Ecco, sta’ fermo, io ti sparo, io t’uccido” è un’altra. </strong>È assolutamente un’altra cosa». In queste parole, quando il narratore percepisce che può uccidere quell’uomo, allora la vita dell’altra persona grida tutta la sua vitalità e la sua inviolabilità. E’ allora che si afferma e che si impone sulla morte. Il volto dell’altro uomo è appello e grida, senza rumore di parole, il comandamento: <strong>«Tu non ucciderai»</strong>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/871/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=871&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/28/uccidere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Minerva_impedisce_ad_Achille_di_uccidere_Agamennone_(Giovanni_Battista_Tiepolo).jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Minerva impedisce ad Achille di uccidere Agamennone</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Iniziare: intervento all&#8217;Officina di BombaCarta</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/26/iniziare-intervento-allofficina-di-bombacarta/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/26/iniziare-intervento-allofficina-di-bombacarta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=866</guid>
		<description><![CDATA[di Tita FERRO QUATTRONE
Quando p. Spadaro ha comunicato il tema dell&#8217;Officina di ottobre, Iniziare, la prima immagine che ho avuta in mente è stata sul tronco si rompono gemme, quella con cui si apre Specchio di Salvatore Quasimodo. Il motivo poteva essere semplice: la lirica presenta un inizio, quello della primavera con i rami degli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=866&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di <strong>Tita FERRO QUATTRONE</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="-ms-interpolation-mode:bicubic;left:156px;top:16px;" src="http://lh4.ggpht.com/_FW71mqEnXig/StL34MVxgLI/AAAAAAAAQkA/iMUibPzxp9s/s640/IMG_2238.JPG" alt="" width="249" height="216" />Quando p. Spadaro ha comunicato il tema dell&#8217;Officina di ottobre, <em>Iniziare</em>, la prima immagine che ho avuta in mente è stata <em>sul tronco si rompono gemme</em>, quella con cui si apre <em>Specchio </em>di Salvatore Quasimodo. Il motivo poteva essere semplice: la lirica presenta un inizio, quello della primavera con i rami degli alberi che sembravano morti e incominciano a far vedere il primo verde dalle gemme spaccate, ma sentivo che questa non era tutta la risposta, alcune parole infatti hanno cominciato ad assumere particolare rilievo in funzione dell&#8217;iniziare.<img class="alignright" style="-ms-interpolation-mode:bicubic;left:305px;top:0;" src="http://lh6.ggpht.com/_jzCVF0QrA3k/StNUzHx2mAI/AAAAAAAAAHw/z7nlF7NiJ8Y/s512/DSC_0125.jpg" alt="" width="203" height="292" /></p>
<p>«<em>Ed <strong>ecco </strong>sul tronco<br />
<strong>si rompono gemme</strong>:<br />
un verde più nuovo dell&#8217;erba<br />
che <strong>il cuore riposa</strong>:<br />
il tronco pareva già morto,<br />
piegato sul botro.<br />
E <strong>tutto mi sa di miracolo</strong>;<br />
e sono quell&#8217;acqua di nube<br />
che oggi rispecchia nei fossi<br />
più azzurro il suo pezzo di cielo,<br />
quel <strong>verde che spacca la scorza<br />
che pure stanotte non c&#8217;era</strong>.»</em></p>
<p>Nell&#8217;iniziare c&#8217;è un <strong>cambiamento</strong> (di cui si può essere consapevoli o no, “<em>Io non so ben ridir com&#8217;io v&#8217;entrai</em>”, dice Dante quando cerca di ricordare il momento in cui ha lasciato la via diritta per entrare nella selva), qualcosa di <strong>nuovo</strong>, che prima non c&#8217;era, e la parola <strong>ecco</strong> ne indica l&#8217;improvviso apparire: anche quando il tempo di preparazione è stato lungo, l&#8217;iniziare rappresenta sempre uno stacco, un fatto improvviso, un salto nel buio tra ciò che c&#8217;era e ciò che penso ci sarà, che prevedo, ma ancora non conosco nei particolari quando muovo il primo passo.<span id="more-866"></span> In secondo luogo l&#8217;inizio non è un&#8217;idea o il semplice desiderio della primavera, ma è colto in <strong>fatti visibili</strong>, tangibili, che cambiano l&#8217;aspetto consueto invernale del paesaggio: <em>si rompono gemme, il verde spacca la scorza</em> dei rami, anche fonicamente questo inizio ha una forza impensata, ma, sembrerebbe un paradosso, <em>riposa</em> il cuore, quasi risposta alla fatica che ha caratterizzato l&#8217;attesa, l&#8217;oscuro presagire ed in qualche modo prevedere e attendere quello che ancora di fatto non c&#8217;era. Talmente improvviso il cambiamento, espresso con ecco e con <em>pure stanotte non c&#8217;era</em>, talmente visibile che il Poeta non trova altro modo per farlo capire se non accostarlo ad un fatto altrettanto improvviso e inspiegabile, il miracolo. E mi veniva da pensare che forse in fondo ogni inizio è un &#8220;miracolo&#8221;.</p>
<p>Alla poesia di Quasimodo, ho accostato il secondo brano tratto dalla <em><strong>Storia Infinita</strong></em> di <strong>Michael Ende</strong>, perché aggiunge qualche elemento in più all&#8217;iniziare: Bastiano, cedendo finalmente all&#8217;appello di Atreiu e dell&#8217;Imperatrice entra nella storia per salvare Fantasia e si trova con Fiordiluna ma non la vede, la sente soltanto, e lui, al buio, si sente spiazzato perché non immaginava così l&#8217;inizio.</p>
<p>«<em>“Fiordiluna&#8221;, sussurrò, &#8220;</em>questa è la fine<em>?&#8221; &#8220;No&#8221;, rispose lei, &#8220;</em>è il principio<em>.&#8221; &#8220;Dov&#8217;è Fantàsia, Fiordiluna?” &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. &#8220;Fantàsia <strong>rinascerà dai tuoi desideri</strong>, Bastiano mio. E grazie a me, essi si muteranno in realtà.&#8221; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. &#8220;<strong>Perché è così buio</strong>, Fiordiluna?&#8221; domandò. &#8220;<strong>Il principio è sempre buio</strong>, Bastiano mio.&#8221; &#8230;&#8230;&#8230;.. &#8220;Un granello di sabbia, è tutto ciò che è rimasto del mio Regno. Te lo regalo.&#8221; &#8220;Grazie&#8221;, mormorò Bastiano stupito. Non sapeva davvero che cosa avrebbe potuto farsene di quel dono. Se almeno fosse stato qualcosa di vivo! Mentre stava ancora chiedendosi che cosa Fiordiluna si aspettasse da lui, avvertì d&#8217;un tratto un lievissimo pizzicore sul palmo della mano. Osservò attentamente. &#8220;Guarda, Fiordiluna!&#8221; sussurrò. &#8220;Comincia a luccicare, guarda, lo vedi, ne esce una minuscola fiamma. No, è <strong>un germoglio</strong>! Fiordiluna, questo non è un granello di sabbia! E&#8217; un <strong>seme luminoso che comincia a germogliare</strong>!»</em></p>
<p>I due autori non avrebbero potuto trovare immagini più significative per dire l&#8217;iniziare: in Quasimodo è il verde (colore considerato simbolo di speranza) che fa capolino dalle gemme spaccate, in Ende è un germoglio luminoso che nasce da un seme esso pure luminoso. Iniziare è nascere, ma anche morire: la fine di un mondo è necessaria per l&#8217;inizio di un altro. I due momenti, il finire e l&#8217;iniziare, sono caratterizzati entrambi da una situazione di buio, quella della soglia che sta tra la possibilità e l&#8217;attuazione, lo spazio-tempo dell&#8217;attesa, della speranza, e quello della realizzazione: buio della fine, perché bisogna necessariamente lasciarsi alle spalle il mondo che si conosce e dà sicurezza per aprirsi al nuovo, buio del nuovo che, anche quando è immaginato, previsto, perfino conosciuto attraverso il racconto di chi quella esperienza l&#8217;ha già fatta, non è ancora sperimentato nella sua realtà e soprattutto nell&#8217;impatto che avrà sulla carne di chi si appresta ad affrontarlo.</p>
<p>Il terzo brano, tratto da <strong>Mai senza l’altro</strong>, del gesuita <strong>Michel De Certau</strong>, esprime bene il <strong>travaglio e la fatica dell&#8217;attesa</strong> che precede l&#8217;inizio anche come posizione fisica, il <strong>desiderio</strong> che è connesso ad essa, talmente intenso da diventare preghiera che travalica le parole, le rende superflue.</p>
<p>«<em>A mo’ di immagine, partirò dall’esperienza di certi monaci dei primi tempi della chiesa, nel III e IV secolo. Di notte essi stavano <strong>in piedi, nella posizione dell’attesa</strong>. Si ergevano lì all’aperto, dritti come alberi, con le mani alzate verso il cielo, rivolti verso il luogo dell’orizzonte da cui doveva venire il sole del mattino. <strong>Tutta la notte il loro corpo abitato dal desiderio attendeva il levar del giorno</strong>. Era la loro preghiera. Non avevano parole. Che bisogno c’era di parole? La loro parola era il loro stesso corpo in travaglio e in attesa. Questa <strong>fatica del desiderio</strong> era la loro preghiera silenziosa. Erano là, semplicemente. E quando al mattino i primi raggi del sole raggiungevano la palma delle loro mani, essi <strong>potevano fermarsi e riposare</strong>. Il sole era giunto.»</em></p>
<p>In tutti questi testi l&#8217;iniziare è momento conclusivo di una tensione fatta di attesa, speranza, anticipazione, desiderio, sogno, buio da superare, tensione tale che il momento dell&#8217;inizio è sentito come un sollievo, un riposo per il cuore. E mi pare importante sottolineare che l&#8217;iniziare non appartiene al momento in cui penso, mi propongo, progetto qualcosa, desidero, e di fatto sono ancora sulla soglia, ma quando muovo il primo passo per un cambiamento rispetto alla situazione precedente, quando oltrepasso la soglia: l&#8217;inizio per il figliol prodigo non è quando prende coscienza della sua situazione, momento importantissimo, né quando con un futuro che ha la forza di un imperativo decide &#8220;mi alzerò, andò dal padre mio e gli dirò&#8221; , in cui già prevede addirittura passo dopo passo la strada che percorrerà, ma quando muove di fatto il primo passo, “Si alzò”. E quel primo passo, quel cambiamento proprio dell&#8217;inizio porta con sé la complessità e la ricchezza che ha caratterizzato la soglia: attesa, speranza, ascolto, visionarietà, rimangono nell&#8217;inizio, gli danno una particolare forza significativa a cui sempre ci si potrà riferire per richiamare, riattualizzare la preziosità di quel momento.</p>
<p>Ho trovato in due scritti di <strong>Cesare Pavese</strong> due modi diversi di sentire l&#8217;inizio: nel primo, una famosa pagina de <strong><em>Il mestiere di vivere</em></strong>, c&#8217;è un inno alla gioia dell&#8217;iniziare, nel secondo, <em><strong>Steddazzu</strong></em>, invece, è presentata la stanchezza dell&#8217;inizio, quella di chi sa già che tutto si ripeterà uguale, non spera nulla di nuovo, ne è talmente convinto che ha ucciso in sé la speranza e l&#8217;attesa. Ripete quindi con calma i gesti di ogni giorno, prigioniero di un a routine di cui non conosce neppure il motivo.</p>
<p>«<em>L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire.»</em></p>
<p>«<em>L&#8217;uomo solo si leva che il mare è ancor buio<br />
e le stelle vacillano. Un tepore di fiato<br />
sale su dalla riva, dov&#8217;è il letto del mare,<br />
e addolcisce il respiro. <strong>Quest&#8217;è l&#8217;ora in cui nulla<br />
può accadere</strong>. Perfino la pipa tra i denti<br />
pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquìo.<br />
L&#8217;uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami<br />
e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare<br />
tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.</em></p>
<p><em><strong>Non c&#8217;è cosa più amara che l&#8217;alba di un giorno<br />
in cui nulla accadrà</strong>. Non c&#8217;è cosa più amara<br />
che l&#8217;inutilità. Pende stanca nel cielo<br />
una stella verdognola, sorpresa dall&#8217;alba.<br />
Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco<br />
a cui l&#8217;uomo, per fare qualcosa, si scalda;<br />
vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne<br />
dov&#8217;è un letto di neve. La lentezza dell&#8217;ora<br />
è spietata, per <strong>chi non aspetta più nulla</strong>.</em></p>
<p><em>Val la pena che il sole si levi dal mare<br />
e la lunga giornata cominci? Domani<br />
<strong>tornerà l&#8217;alba tiepida con la diafana luce<br />
e sarà come ieri e mai nulla accadrà</strong>.<br />
L&#8217;uomo solo vorrebbe soltanto dormire.<br />
<strong>Quando l&#8217;ultima stella si spegne nel cielo,<br />
l&#8217;uomo adagio prepara la pipa e l&#8217;accende</strong>.»</em></p>
<p>L&#8217;inizio di un nuovo giorno o di un&#8217;attività qualunque, di ogni cosa, ha grande importanza, può condizionare, quanto meno influenzare il seguito con la sua energia positiva/negativa/neutrale, ma la forza di cambiamento che lo caratterizza può essere inficiata da un comportamento molto diffuso che porta a classificare tutto, ad inserire il nuovo nei vecchi schemi di conoscenza (il vino nuovo in otri vecchie): una persona nuova che conosco allora mi fa pensare a qualcuno che ho già conosciuto, una nuova esperienza è un po&#8217; come un&#8217;altra fatta precedentemente, una innovazione di cui vengo a conoscenza, mi fa pensare a situazioni conosciute. Nihil novi sub sole. Il nuovo rientra bene e rapidamente nelle categorie vecchie della nostra classificazione mentale, e ciò fa di noi esseri-disincantati che sanno tutto … che non sanno aspettare più niente di nuovo: iniziare vuol dire attivare, o meglio mantenere viva, la capacità di <strong>lasciarsi stupire</strong>.</p>
<p>Nella poesia di <strong>Emily Dickinson</strong>, <em><strong>Alcuni dicono che</strong></em>, mi sono imbattuta per caso, ma dovrei forse non attribuire frettolosamente al caso quella che è invece la risposta ad un&#8217;attesa: quando ti porti dentro un&#8217;immagine, un pensiero, sembra che essi funzionino da campo magnetico che attira tutto ciò che ad essi può riferirsi. Emily riflette su una convinzione diffusa: la parola quando è detta, comunicata, è parola morta. E&#8217; esperienza comune l&#8217;inadeguatezza della parola ad esprimere il mondo che dentro ci appare in tutta la sua vivezza, la delusione di una parola che non riesce ad essere mezzo di comunicazione.</p>
<p>«<em>Una parola è morta<br />
quando è detta,<br />
c&#8217;è chi dice così.<br />
Io dico invece<br />
ch&#8217;essa <strong>comincia a vivere</strong><br />
proprio quel giorno.»</em></p>
<p>Emily non ha dubbi, il suo <em>I say</em> è perentorio: anche col rischio di non trovare chi la accolga, la parola deve essere detta, perché comincia a vivere nel momento in cui è detta all&#8217;interno di una comunicazione tra un io e un tu, cioè non nel momento in cui è detta o scritta materialmente, ma quando incontra il tu che la raccoglie: allora, anche a distanza di anni, uscendo magari da un vecchio libro dimenticato in cui era stata sulla soglia, in attesa appunto di essere detta veramente, la parola comincerà o ricomincerà a vivere, ed anche il libro scritto e stampato ritornerà in vita e si rigenererà, diventando “altro”, trasformandosi in un altro libro, tanti altri libri, quanti saranno i suoi lettori.</p>
<p>Perché poi questa poesia mi abbia ricordato <em><strong>Stelle </strong></em>di <strong>Giuseppe Ungaretti</strong>, non so di preciso, forse perché ho interpretato il soffio sia come ispirazione del poeta sia come respiro di accoglienza del lettore, capace di riprodurre l&#8217;incanto dell&#8217;inizio nella sua ricchezza.</p>
<p>«<em>Tornano in alto ad ardere le favole.                <br />
Cadranno le foglie al primo vento.<br />
                  <br />
Ma venga un altro soffio,<br />
ritornerà scintillamento nuovo.»</em></p>
<p>Un&#8217;ultima osservazione. Iniziare può essere anche riiniziare, anzi lo è quasi sempre: <em>Ricominciamo</em>, dice la nota canzone di Adriano Pappalardo. L&#8217;inizio porta con sé la forza e la ricchezza di quel &#8220;miracolo&#8221; che è sempre il passaggio dalla possibilità alla realtà, è qualcosa a cui bisogna sempre tornare per ritrovare nuova vita, nuova ispirazione, nuova forza, non per ripetere l&#8217;inizio, copiandolo quasi, per una malintesa fedeltà, ma per riattualizzarne, farne rivivere la sostanza, la forza cioè dell&#8217;intuizione di un progetto futuro, la passione della visionarietà, della possibile realizzazione, l&#8217;apertura al sogno dei particolari che lo caratterizzeranno, l&#8217;abbandono fiducioso alla speranza. L&#8217;inizio ha una ricchezza che va al di là della stessa comprensione e possibilità di chi lo vive, come il seme porta in sé molto più di quello che si vede e si tocca: ha il suo presente, ma anche il suo sviluppo e tocca a colui coloro che cominceranno sempre di nuovo, ridare nuova vita a ciò che c&#8217;era e non ha trovato forse ancora il tempo o lo spazio per realizzarsi. E che l&#8217;inizio abbia una potenza e ricchezza capace di riproporsi ogni volta che viene richiamato, l&#8217;ho trovato nei versi di <strong>Dante, <em>Inferno </em>canto 1°</strong>, quando Dante pieno di paura di fronte alla prima delle tre fiere trova forza e conforto nel mattino e nella primavera, che gli richiamano il momento &#8220;magico&#8221; della creazione.</p>
<p>«<em>Temp&#8217;era dal principio del mattino,             <br />
e &#8216;l sol montava &#8216;n sù con quelle stelle           <br />
ch&#8217;eran con lui <strong>quando l&#8217;amor divino</strong> <br />
         <br />
<strong>mosse di prima quelle cose belle</strong>;                                                                   <br />
sì ch&#8217;a bene sperar m&#8217;era cagione<br />
di quella fiera a la gaetta pelle</em></p>
<p><em><strong>l&#8217;ora del tempo e la dolce stagione</strong>.»</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/866/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/866/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/866/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=866&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/26/iniziare-intervento-allofficina-di-bombacarta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lh4.ggpht.com/_FW71mqEnXig/StL34MVxgLI/AAAAAAAAQkA/iMUibPzxp9s/s640/IMG_2238.JPG" medium="image" />

		<media:content url="http://lh6.ggpht.com/_jzCVF0QrA3k/StNUzHx2mAI/AAAAAAAAAHw/z7nlF7NiJ8Y/s512/DSC_0125.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Laboratorio di scrittura creativa</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/23/laboratorio-di-scrittura-creativa/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/23/laboratorio-di-scrittura-creativa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 17:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=855</guid>
		<description><![CDATA[Report dell&#8217;incontro di venerdì 16 Ottobre 2009
a cura di Catia MARINO
La donna conosciuta in pullman durante un viaggio verso Lourdes, un compagno di classe delle scuole elementari (non è sicuro, ma sembrava lui), la caposala di un reparto ospedaliero, la cagnetta dietro ai vetri della finestra di fronte casa, una suora, una zingarella al semaforo.
Sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=855&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Report dell&#8217;incontro di venerdì 16 Ottobre 2009</strong></p>
<p>a cura di <strong>Catia MARINO</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://utenti.lycos.it/lendicomics/img/ras2005/Personaggi%20Pratt.jpg" alt="" width="253" height="203" />La donna conosciuta in pullman durante un viaggio verso Lourdes, un compagno di classe delle scuole elementari (non è sicuro, ma sembrava lui), la caposala di un reparto ospedaliero, la cagnetta dietro ai vetri della finestra di fronte casa, una suora, una zingarella al semaforo.</p>
<p>Sono stati questi alcuni dei protagonisti del primo incontro del <strong>laboratorio di scrittura creativa</strong> di <strong>Pietre di scarto</strong> per l’anno 2009/2010, oltre naturalmente alle 9 partecipanti che, munite di carta e penna, seppure in pochi minuti, hanno provato a dar loro vita.<br />
“<em>Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti a una macchina da scrivere</em>”: e su queste prime parole ci siamo inizialmente soffermate a riflettere, riconoscenti a G. G. Marquez e a Tita Ferro, coordinatrice di questo laboratorio, per avercele proposte. “<em>Sedermi a inventare il mondo</em>….”, sono quasi ipnotizzata da questa espressione. Per un attimo metto in discussione la mia stessa partecipazione al laboratorio di scrittura, chiedendomi se davvero io possa farlo, inventare il mondo, intendo, pur rimanendo seduta…. eccome se mi sentirei libera!!<br />
Ebbene, la risposta è sì! E’ possibile e, ancora una volta, ne abbiamo avuto le prove.<span id="more-855"></span></p>
<p>Per capirlo Tita ci ha proposto la lettura di parti di brani, scelti per l’occasione da libri precedentemente letti e tutti inerenti la “<em><strong>presentazione del personaggio</strong></em>” in una storia. Pare porti bene ripartire da qui! Come la stessa Tita ha inizialmente sottolineato, la descrizione fisica di un personaggio “<em>è apparentemente la più difficile e non sempre è necessaria per delineare un personaggio</em>”. Dunque abbiamo analizzato, leggendo, descrizioni fisiche di tipo classico, molto prevedibili ma poco efficaci e altre, invece, più sfuggenti, ma in grado di suscitare maggiore curiosità nel lettore. Da quella di Laura fatta da Dante in “Tanto gentile e tanto onesta pare” alla Silvia di Leopardi, da Lucia del Manzoni alla Signorina Felicita di Gozzano per poi passare  ad Angiolina in Senilità di Svevo e agli altri protagonisti venuti fuori dalla penne di Bulgakov, Golding, di Mann e della Munro.<br />
Tita è stata davvero abile nel cogliere i passi più interessanti inerenti a ciascun personaggio, dandoci così modo di verificare quanto precedentemente anticipato e, cioè, <strong>in quanti modi possono presentarsi ai nostri occhi di lettori i protagonisti delle storie che leggiamo e quanto essi possano più o meno influenzarci e lasciare un segno nel nostro immaginario</strong>, anche semplicemente per un piccolo particolare, per una caratteristica fisica o per un comportamento, per una frase o un modo di essere. Per dei <em>capelli biondi,</em> per intenderci, o un paio di <em>occhi chiari</em>, per un <em>fisico normale</em> piuttosto che <em>una bellezza che non aggredisce</em> o ancora per <em>un’andatura ad un tempo delicata e superba</em>, per <em>una donna triste e pensierosa</em> o <em>un paio di calze tirate su con un gesto meccanico</em>.</p>
<p>Subito dopo, alla luce di quanto evidenziato, abbiamo avuto noi stesse la possibilità di mettere in pratica il tutto, provando cioè a “pensare” e, dunque, a dare inizio al nostro esercizio di scrittura, naturalmente incentrato sulla figura di un personaggio, uno qualsiasi, magari il primo venutoci in mente in quel momento, una figura del presente o del passato, reale o immaginario, più o meno importante della nostra vita.<br />
Ed ecco così nuovamente riaffiorare il legame intimo e imprescindibile, <strong>quel filo sottile che inevitabilmente intercorre tra lettura e scrittura, tra realtà fantasia</strong>, per il modo assolutamente unico e speciale in cui queste, anche se nell’arco di brevissimo tempo, riescono a mescolarsi e ad interagire tra di loro, riaffiorando attraverso il vissuto, attraverso la capacità di ricordare o immaginare, attraverso la vena creatività di ognuno di noi.</p>
<p>Il prossimo incontro del laboratorio di scrittura creativa di Pietre di scarto si terrà <strong>venerdì 20 novembre 2009</strong>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/855/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=855&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/23/laboratorio-di-scrittura-creativa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://utenti.lycos.it/lendicomics/img/ras2005/Personaggi%20Pratt.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Laboratorio di lettura</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/11/laboratorio-di-lettura-4/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/11/laboratorio-di-lettura-4/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=849</guid>
		<description><![CDATA[Report dell&#8217;incontro di venerdì 02 Ottobre 2009
a cura di Sara PUNTILLO
Per questo primo laboratorio di lettura, col quale abbiamo iniziato le attività del 2009-2010, erano presenti 10 persone che hanno ascoltato e commentato vivacemente i 7 brani proposti (tre partecipanti erano &#8230; &#60;impreparate&#62;).
Si è potuto sperimentare la differenza tra il solo ascolto del brano e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=849&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Report dell&#8217;incontro di venerdì 02 Ottobre 2009</strong></p>
<p>a cura di <strong>Sara PUNTILLO</strong></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><img class="alignleft" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2009/02/libri.jpg?w=225&#038;h=194" alt="" width="225" height="194" />Per questo primo laboratorio di lettura, col quale abbiamo iniziato le attività del 2009-2010, erano presenti 10 persone che hanno ascoltato e commentato vivacemente i 7 brani proposti (tre partecipanti erano &#8230; &lt;impreparate&gt;).</span></p>
<div><span style="font-family:Arial;">Si è potuto sperimentare la differenza tra il solo ascolto del brano e la possibilità di seguirlo contemporaneamente sulla fotocopia: c&#8217;è maggiore attenzione al testo e possibilità di ricordare meglio ciò di cui si parla.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"></span>Di seguito i brani:</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Arial;">1) Milan Kundera &#8211; <em>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere</em> &#8211; Adelphi (Carmela Ferro)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">2) Alice Munro &#8211; <em>Nemico, amico, amante</em>  &#8211; Einaudi (Tita Ferro)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">3) Malika Bellaribi  &#8211; <em>La bambina con i sandali bianchi</em> &#8211; Piemme (Vittoria Mallamaci)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">4) Manuel Spark &#8211; <em>Memento mori</em> &#8211; Adelphi (Maria Iaria)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">5) W. Szymborska &#8211; <em>Poesie</em> &#8211; Adelphi (Giuseppina Catone)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">6) Jorge Luis Borges &#8211; <em>Aleph: La casa di Asterione</em> -  Feltrinelli (Francesca Crucitti)</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">7) A. S. Puškin &#8211; <em>Umili prose</em> &#8211; Introduzione di Paolo Nori (Rosaria Puntillo)</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Arial;">Il Laboratorio, iniziato alle 16, si è concluso alle 18.15 con una degustazione di pasticcini offerti dalla nostra solerte segretaria.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;">Il prossimo appuntamento, sempre alla Biblioteca Comunale di Sbarre, venerdì 16 p.v., alle ore 16, con il Laboratorio di scrittura creativa.</span></div>
<div> </div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/849/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=849&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/11/laboratorio-di-lettura-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2009/02/libri.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>INIZIARE</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/02/iniziare/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/02/iniziare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=842</guid>
		<description><![CDATA[Proponendo di seguito il nuovo editoriale, realizzato come sempre da padre Antonio Spadaro, vi diamo appuntamento al primo incontro di Officina 2009/2010, fissato per sabato 24 Ottobre e a seguire ogni 4° sabato del mese, dalle ore 15 alle 17, sempre presso la sede di Pietre di scarto in via Pio XI, trav. Putortì n. 16.
Non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=842&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Proponendo di seguito il nuovo <em>editoriale</em>, realizzato come sempre da padre <strong>Antonio Spadaro</strong>, vi diamo appuntamento al <strong>primo incontro</strong> di <em><strong>Officina</strong></em> 2009/2010, fissato per <strong>sabato 24 Ottobre</strong> e a seguire ogni 4° sabato del mese, dalle ore 15 alle 17, sempre presso la sede di Pietre di scarto in via Pio XI, trav. Putortì n. 16.</p>
<p>Non mancate!</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://2.bp.blogspot.com/_8qlIxfwsuGY/RuTujamaQJI/AAAAAAAAAjk/MiFUi_t9qbU/s400/Hopper%2BRooms%2Bby%2Bthe%2BSea.jpg" alt="" width="247" height="219" />Che cosa caratterizza un “genio”?</strong> L’ingegno? La sapienza? La cultura? L’intuizione? L’analisi? La sintesi? Credo tutte queste cose o almeno alcune di esse. <strong>Certamente almeno qualche opposto. </strong>Per esempio: l’intuizione e l’analisi, oppure la creatività e il metodo. Ma queste sono le “doti” di un genio, le parti di sé che lui possiede e che ha sviluppato nel tempo e che lo fanno essere quel che è. <strong>Ma non basta questo</strong> per essere un genio.</p>
<p>Per essere un vero genio ci vogliono le idee, le “visioni”. Ma quali? Quelle “chiare e distinte”? No. <strong>Il vero genio è mosso da idee indistinte e non del tutto chiare.</strong> Perchè il genio è colui che vive l’inizio e lì, in maniera instabile, si ferma. Il genio è come un uomo che attinge acqua alla sorgente e non al rubinetto. L’acqua sgorga senza regole e canali ma con la forza e la purezza dell’inizio. L’acqua alla sorgente sprigiona in maniera confusa e irregolare. Il genio è colui che, pensando, agendo, creando, componendo, resta sempre lì alla sorgente, in equilibrio instabile. Inizia sempre.<span id="more-842"></span></p>
<p><strong>Ma bisogna stare attenti a non confondere l’inizio con il caos, con la confusione. </strong>L’inizio è quel momento “x”, forse impossibile da pensare veramente, che ferma la confusione e fa partire un processo di ordinamento, di orientamento. <strong>Ma il genio vive su quella “x”.</strong> Quell’inizio è luminoso: è il momento dell’esplosione, della luce… Il genio è colui che è visitato da una idea confusa e luminosa. In quel che pensa è mosso da questa idea per la quale non ha parole adeguate e forse neanche pensieri adeguati. Quest’idea muove e illumina tutta la sua attività, a volte in maniera contraddittoria persino, ma rimanendo confusa fino alla fine.</p>
<p><strong>Ma questa esperienza è riservata a pochi eletti?</strong> No. <strong>Più che parlare di “genio” io parlerei invece di “esperienze geniali”, che è un altro modo per parlare di esperienze dell’inizio.</strong> L’inizio non è un fatto è un processo, un’azione. Ad esempio: avere un figlio. Avere un figlio è una esperienza talmente geniale che rivoluziona tutto. E’ un’esplosione confusa e luminosa. Un altro esempio: innamorarsi: l’amore è una realtà sorgiva che si impone sulla vita e la guida. Un altro esempio: il risveglio. Svegliarsi è quel momento che valica il caos del sonno ma non è ancora l’ordine della veglia, anche se tutto tende a quella. Un altro esempio: fare il caffè al mattino. In certe situazioni iniziare a fare qualcosa significa gustare il sapore sorgivo dell’inzio, dove gustare è sempre un pregustare. Un altro esempio: uscire di casa, specialmente se al mattino, o aprire le finestre. Questi sono gesti ordinari, ma in sè completamente carichi di genialità perché segnano la separazione tra un ordine (domestico) e un altro (cosmico). <strong>Ed è la soglia </strong>di casa o il davanzale il luogo di questa “geniale” esperienza dell’inizio. Questi elencati sono tutti gesti che, inconsapevolmente, si riferiscono all’inzio del mondo, della realtà.</p>
<p><strong>Un altro esempio: scrivere una storia.</strong> Ideare un racconto non è scriverlo. L’idea, per quanto affascinante, non è creazione perché non è opera. Quando ti metti a scrivere una storia con il caos delle idee nella mente allora quel gesto ha tutto il gusto dell’inizio. E così dipingere, comporre… Se questo confronto con l’inizio manca, allora l’arte visiva diventa ombra o routine e la parole poetica e narrativa diventa caricatura o ghigno. <strong>L’arte, in quanto, creazione, è chiamata ad essere un gesto geniale, capace di confrontarsi con l’inizio del mondo</strong>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/842/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/842/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/842/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/842/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/842/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/842/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/842/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/842/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/842/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/842/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=842&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/10/02/iniziare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://2.bp.blogspot.com/_8qlIxfwsuGY/RuTujamaQJI/AAAAAAAAAjk/MiFUi_t9qbU/s400/Hopper%2BRooms%2Bby%2Bthe%2BSea.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Le voci dei verbi</title>
		<link>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/09/24/le-voci-dei-verbi/</link>
		<comments>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/09/24/le-voci-dei-verbi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 19:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietrediscarto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pietrediscarto.wordpress.com/?p=837</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo editoriale di Antonio SPADARO
Soggetto, predicato e complemento: sono queste le tre colonne di una frase di senso compiuto. Il verbo (il predicato verbale) è una di queste colonne, quella centrale. La frase non è una cosa della grammatica: è una cosa della vita. Le frasi sono pezzi di vita vissuta. Se dico “Mamma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=837&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il nuovo editoriale di <strong><a href="http://www.antoniospadaro.net/sito/">Antonio SPADARO</a></strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://soulista.blog.deejay.it/files/2009/01/parole.jpg" alt="" width="240" height="188" />Soggetto, predicato e complemento: sono queste le tre colonne di una frase di senso compiuto. Il verbo (il predicato verbale) è una di queste colonne, quella centrale. <strong>La frase non è una cosa della grammatica: è una cosa della vita</strong>. Le frasi sono pezzi di vita vissuta. Se dico “Mamma è andata a fare la spesa” in realtà non sto dicendo una frase, sto aprendo un mondo di affetti, di azioni ordinarie della vita.</p>
<p>Parlare è dire la vita. E il verbo contiene in sè un motore, ciò che muove l’esistenza di una persona e la spinge a fare qualcosa. <strong>I verbi descrivono la vita del suo non essere mai se stessa</strong>, nel suo svolgersi, nel suo mutare. Ma proprio perchè non è statica, ferma, immobile che la vita è vita. Senza il verbo la frase resta nominale, cioè indeterminata, “bloccata”. Senza le azioni la vita si trasforma in una pietra immobile. Abbiamo bisogno dei verbi e <strong>abbiamo bisogno di “coniugarli” in tanti tempi e modi </strong>differenti l’uno dall’altro. Altro è il presente, altro è il futuro; altro è l’indicativo, altro è il condizionale.<span id="more-837"></span> <strong>Il nostro agire è modificato da una serie di condizioni che incidono profondamente persino nel modo di esprimerlo</strong>. Se io dico “ho vinto la partita” avverto una soddisfazione che si tramuta in malinconia quando dico “se avessi vinto la partita”. Eppure il verbo è lo stesso: “vincere”. Ma il verbo è talmente flessibile da essere radicalmente modificato da modi e tempi. Il soggetto in se stesso non è così flessibile e ricco di possibilità… lo è solamente il verbo.<strong> Il verbo ha le sue voci, è arricchito da molteplici voci e “predica” con voci diverse</strong>.</p>
<p>Non solo: noi ci esprimiamo in azioni, è vero, ma è anche vero che <strong>noi ci riconosciamo nelle azioni che compiamo scoprendo qualcosa di noi</strong>. Chi di noi si conosce in astratto? Noi prendiamo consapevolezza di noi stessi nel momento in cui agiamo. <strong>Io so chi sono perchè agisco</strong>. Il soggetto sa chi è solamente se fa qualcosa, se agisce, cioè se è “accompagnato” da un verbo. <strong>Si dice “accompagnare”: il verbo “accompagna” un sostantivo. E’ buffo, no?</strong> Come se le due “cose”, soggetto e predicato, fossero davvero distinti e separati. Finchè le nostre azioni ci accompagnano e non si incidono nella pelle del soggetto/sostantivo, la frase non ha senso compiuto. In fondo, un bel verso, la frase “giusta” di un romanzo è quella nella quale il soggetto e il predicato diventano talmente “giusti”e adeguati da essere indistinguibili. <strong>Nelle frasi “poetiche” il predicato non accompagna il soggetto</strong>, ma diventa il soggetto stesso, lo esprime pienamente. Così come nelle vite riuscite.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietrediscarto.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietrediscarto.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietrediscarto.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietrediscarto.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietrediscarto.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietrediscarto.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietrediscarto.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietrediscarto.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietrediscarto.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietrediscarto.wordpress.com/837/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietrediscarto.wordpress.com&blog=195540&post=837&subd=pietrediscarto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pietrediscarto.wordpress.com/2009/09/24/le-voci-dei-verbi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/681ebfaff8c45654b585493edc347a09?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Katia Marino</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://soulista.blog.deejay.it/files/2009/01/parole.jpg" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>