Ottobre 28, 2009
La nostra associazione è lieta di comunicare che giovedì 29 Ottobre 2009 alle ore 17.00, presso la Biblioteca Comunale “G. De Nava” di Reggio Calabria, sala Vitrioli, si terrà la presentazione de “L’altro fuoco“, il libro scritto da Antonio Spadaro sull’esperienza della letteratura ed edito da Jaca Book.
Vi aspettiamo numerosi all’incontro durante il quale interverrà lo stesso autore.
E per chi non avesse ancora avuto modo di leggere il libro, ecco una brevissima presentazione.
“L’altro fuoco”, pubblicato nello scorso mese di maggio per i tipi della Jaca Book, tocca i nodi vitali di un discorso sulla letteratura e sulla lettura che ne consente l’esperienza più piena: il titolo è ripreso da un verso del poeta Bartolo Cattafi, una delle voci poetiche più interessanti del Novecento italiano, “scoprire senza selci l’altro fuoco”.
Il Libro è composto da due parti, precedute da un’introduzione: i nove autori presentati nella prima parte e le sei figure della seconda, sono l’oggetto dell’esperienza di lettura, di riflessione e di discernimento, da cui scaturiscono le intuizioni e le riflessioni dell’introduzione; oltre a spiegare il titolo, essa ha la funzione di richiamare la concezione della letteratura e il metodo di lettura presentati nel volume precedente, “Abitare nella possibilità”, pubblicato lo scorso anno sempre per i tipi della Jaca Book: la “verità” della letteratura è nella sua “capacità di interpretare l’esistenza e le sue tensioni fondamentali” e di esprimere Leggi il seguito di questo post »
Lascia un commento » |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto
Ottobre 28, 2009
In attesa di ritrovarci per il secondo incontro di Officina, fissato per sabato 28 Novembre dalle ore 15.00 alle 17.00, ecco di seguito il nuovo editoriale realizzato da p. Antonio Spadaro, come sempre faro illuminante nel mare delle nostre riflessioni. Continua, così, l’entusiasmante percorso intrapreso da BombaCarta nel mondo dei “verbi/azioni“. Vi aspettiamo, sempre presso la nostra sede, in via Pio XI, trav. Putortì, n. 16.
Un uomo, un cercatore d’oro, cammina con il suo compagno, Bill, per l’immensità di una distesa di ghiaccio. Sono entrambi deboli e stanchi, col loro carico di masserizie e di metallo prezioso sulle spalle. L’uomo si sloga una caviglia e chiede aiuto all’altro che invece se ne va per la sua strada, come in una sorta di parabola invertita del buon samaritano. Davanti all’uomo ferito resta l’immensità della paurosa e terribile desolazione pronta a schiacciarlo. L’uomo comincia a tremare ma non si ferma né si lascia vincere dal pensiero dell’abbandono. Si convince che Bill lo avrebbe atteso più avanti: era costretto ad aggrapparsi a questa convinzione, altrimenti non avrebbe avuto senso tutta quella fatica, e si sarebbe lasciato cadere per morire. Se l’uomo perde la “compagnia” si lascia morire. Leggi il seguito di questo post »
Lascia un commento » |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto
Ottobre 26, 2009
di Tita FERRO QUATTRONE
Quando p. Spadaro ha comunicato il tema dell’Officina di ottobre, Iniziare, la prima immagine che ho avuta in mente è stata sul tronco si rompono gemme, quella con cui si apre Specchio di Salvatore Quasimodo. Il motivo poteva essere semplice: la lirica presenta un inizio, quello della primavera con i rami degli alberi che sembravano morti e incominciano a far vedere il primo verde dalle gemme spaccate, ma sentivo che questa non era tutta la risposta, alcune parole infatti hanno cominciato ad assumere particolare rilievo in funzione dell’iniziare.
«Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.»
Nell’iniziare c’è un cambiamento (di cui si può essere consapevoli o no, “Io non so ben ridir com’io v’entrai”, dice Dante quando cerca di ricordare il momento in cui ha lasciato la via diritta per entrare nella selva), qualcosa di nuovo, che prima non c’era, e la parola ecco ne indica l’improvviso apparire: anche quando il tempo di preparazione è stato lungo, l’iniziare rappresenta sempre uno stacco, un fatto improvviso, un salto nel buio tra ciò che c’era e ciò che penso ci sarà, che prevedo, ma ancora non conosco nei particolari quando muovo il primo passo. Leggi il seguito di questo post »
Lascia un commento » |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto
Ottobre 23, 2009
Report dell’incontro di venerdì 16 Ottobre 2009
a cura di Catia MARINO
La donna conosciuta in pullman durante un viaggio verso Lourdes, un compagno di classe delle scuole elementari (non è sicuro, ma sembrava lui), la caposala di un reparto ospedaliero, la cagnetta dietro ai vetri della finestra di fronte casa, una suora, una zingarella al semaforo.
Sono stati questi alcuni dei protagonisti del primo incontro del laboratorio di scrittura creativa di Pietre di scarto per l’anno 2009/2010, oltre naturalmente alle 9 partecipanti che, munite di carta e penna, seppure in pochi minuti, hanno provato a dar loro vita.
“Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti a una macchina da scrivere”: e su queste prime parole ci siamo inizialmente soffermate a riflettere, riconoscenti a G. G. Marquez e a Tita Ferro, coordinatrice di questo laboratorio, per avercele proposte. “Sedermi a inventare il mondo….”, sono quasi ipnotizzata da questa espressione. Per un attimo metto in discussione la mia stessa partecipazione al laboratorio di scrittura, chiedendomi se davvero io possa farlo, inventare il mondo, intendo, pur rimanendo seduta…. eccome se mi sentirei libera!!
Ebbene, la risposta è sì! E’ possibile e, ancora una volta, ne abbiamo avuto le prove. Leggi il seguito di questo post »
2 Commenti |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto
Ottobre 11, 2009
Report dell’incontro di venerdì 02 Ottobre 2009
a cura di Sara PUNTILLO
Per questo primo laboratorio di lettura, col quale abbiamo iniziato le attività del 2009-2010, erano presenti 10 persone che hanno ascoltato e commentato vivacemente i 7 brani proposti (tre partecipanti erano … <impreparate>).
Si è potuto sperimentare la differenza tra il solo ascolto del brano e la possibilità di seguirlo contemporaneamente sulla fotocopia: c’è maggiore attenzione al testo e possibilità di ricordare meglio ciò di cui si parla.
Di seguito i brani:
1) Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere – Adelphi (Carmela Ferro)
2) Alice Munro – Nemico, amico, amante – Einaudi (Tita Ferro)
3) Malika Bellaribi – La bambina con i sandali bianchi – Piemme (Vittoria Mallamaci)
4) Manuel Spark – Memento mori – Adelphi (Maria Iaria)
5) W. Szymborska – Poesie – Adelphi (Giuseppina Catone)
6) Jorge Luis Borges – Aleph: La casa di Asterione - Feltrinelli (Francesca Crucitti)
7) A. S. Puškin – Umili prose – Introduzione di Paolo Nori (Rosaria Puntillo)
Il Laboratorio, iniziato alle 16, si è concluso alle 18.15 con una degustazione di pasticcini offerti dalla nostra solerte segretaria.
Il prossimo appuntamento, sempre alla Biblioteca Comunale di Sbarre, venerdì 16 p.v., alle ore 16, con il Laboratorio di scrittura creativa.
Lascia un commento » |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto
Ottobre 2, 2009
Proponendo di seguito il nuovo editoriale, realizzato come sempre da padre Antonio Spadaro, vi diamo appuntamento al primo incontro di Officina 2009/2010, fissato per sabato 24 Ottobre e a seguire ogni 4° sabato del mese, dalle ore 15 alle 17, sempre presso la sede di Pietre di scarto in via Pio XI, trav. Putortì n. 16.
Non mancate!
Che cosa caratterizza un “genio”? L’ingegno? La sapienza? La cultura? L’intuizione? L’analisi? La sintesi? Credo tutte queste cose o almeno alcune di esse. Certamente almeno qualche opposto. Per esempio: l’intuizione e l’analisi, oppure la creatività e il metodo. Ma queste sono le “doti” di un genio, le parti di sé che lui possiede e che ha sviluppato nel tempo e che lo fanno essere quel che è. Ma non basta questo per essere un genio.
Per essere un vero genio ci vogliono le idee, le “visioni”. Ma quali? Quelle “chiare e distinte”? No. Il vero genio è mosso da idee indistinte e non del tutto chiare. Perchè il genio è colui che vive l’inizio e lì, in maniera instabile, si ferma. Il genio è come un uomo che attinge acqua alla sorgente e non al rubinetto. L’acqua sgorga senza regole e canali ma con la forza e la purezza dell’inizio. L’acqua alla sorgente sprigiona in maniera confusa e irregolare. Il genio è colui che, pensando, agendo, creando, componendo, resta sempre lì alla sorgente, in equilibrio instabile. Inizia sempre. Leggi il seguito di questo post »
Lascia un commento » |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da pietrediscarto