5 Giugno 2009
di Giuseppina CATONE
Sara Puntillo ha iniziato leggendo una pagina tratta da “Vita romana” di U. E. Paoli sull’importanza degli alberi cittadini e sul rapporto tra questi e la nomenclatura delle vie.
Emilia Corigliano ha portato una pagina fotografica tratta da “Sahara, giardino sconosciuto” ed ha letto un passo di Giussani “All ricerca del volto umano” sul tema, interpretato in senso cristiano, del deserto come indifferenza al rapporto con l’altro.
Maria Aldarese, leggendo un articolo di Roberto Esposito dal titolo “La voce degli oggetti” (recensione del libro di R. Bodei “La vita delle cose”), si è soffermata sull’interessante aspetto degli oggetti che possono dire qualcosa ed avere un significato legato alle persone.
Maria Giglio ha letto una splendida pagina di Pietro Citati tratta da “La malattia dell’infinito” dedicata all’ispirazione poetica di Hoffmansthal.
Giuseppina Catone si è ricollegata al discorso leggendo la poesia “Arte poetica” di J. L. Borges.
Carmela Ferro è tornata sul tema iniziale, leggendo una pagina di Clarissa Pinkola Estes da “La danza delle grandi madri”, dovela vita di una donna è paragonata a quella di un grande albero.
Tita Ferro ha concluso proponendo la lettura di alcune pagine dell’introduzione del libro di A. Spadaro “L’altro fuoco“.
Per chiudere l’incontro Franca Crucitti ha citato una frase di don Tonino Bello che può sintetizzare lo spirito della nostra associazione e di tutti i rapporti umani: “L’amicizia non è un pozzo da cui trarre tesori, ma un vuoto che tu devi riempire“.
Giugno 8, 2009 alle 4:50 pm |
E’ stato un bel laboratorio soprattutto per il clima di spontanea comunicazione che caratterizza ormai tutti i nostri incontri.
Una caratteristica che distingue i laboratori di lettura di Pietre di scarto: sono il naturale sbocco della passione per i libri, che ciascuna di noi liberamente coltiva, ma anche il punto di partenza per ulteriori riflessioni, sollecitazione ad un rinnovato impegno nella lettura.
Una formula che impegna tutti nella comunicazione ed offre la possibilità di valorizzare in ciascuno il tratto che lo caratterizza, lo rende unico.