Gennaio 31, 2009
A partire da… Il Bos primigenius della grotta del Romito a Papasidero (CS)
Partendo da questa breve presentazione, nel pomeriggio del 28 dicembre 2008 le Pietre si sono ritrovate a casa di Giuseppina per portare il loro contributo all’Officina del mese e, con l’occasione, per scambiarsi gli auguri di fine anno.
Dopo avere preso una tazza di tè ed aver mangiato qualche dolcetto, il gruppo ha iniziato a “costruire” l’Officina, ricca di apporti sempre validi e suggestivi e sempre aperta a spunti di dibattito. Per iniziare Giuseppina Catone, coordinatrice dell’Officina, ha letto il breve brano di introduzione, quindi ha dato al parola agli interventi in ordine libero.
I CONTRIBUTI
1) Franca Crucitti ha iniziato leggendo il seguente brano di Rainer Maria Rilke, tratto da Lettere ad un giovane poeta che si era rivolto a lui per avere un giudizio sulle sue composizioni e consigli. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 30, 2009
A partire da … Into the wild
introdotto da Sara Puntillo e Maria Carpenteri
Siamo partiti dall’interrogativo con cui si concludeva la presentazione di Antonio Spadaro: La bellezza è armonica o selvaggia?
Il selvaggio, in natura, è l’incontaminato dalla civiltà, qualcosa di puro, di primordiale che non è soggetto ad alcun controllo. L’armonia invece, è la corrispondenza tra i vari elementi, ciascuno nel rispetto dell’altro.
Forze diverse e contrastanti che appartengono però alla stessa dimensione, quella della libertà, sono quelle in cui si muove anche il protagonista del film.
La vera libertà nasce da scelte e Chris sceglie di confrontarsi con il “selvaggio”, di scontrarsi con esso alla pari, lontano dai condizionamenti, dalle agevolazioni, dai ruoli della vita sociale. Vuole sentirsi veramente sé stesso, ritrovarsi e far chiarezza dentro il suo animo.
Nel film c’è l’esaltazione della libertà, sottolineata dalla splendida colonna sonora e dall’eccezionale fotografia che accompagnano lo sviluppo della trama.
In questo contesto, dunque, la caratterizzazione più specifica della bellezza, ci è sembrata quella che accompagna ogni espressione di autonomia e d’indipendenza. La bellezza è libera. C’è bellezza dove non ci sono condizionamenti. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 26, 2009
12 Gennaio 2009: il REPORT del laboratorio tenutosi presso la Libreria Universalia
(a cura di PATRIZIA)
Dopo la pausa dalle vacanze di Natale, il 12 Gennaio riprende il solito appuntamento del lunedì presso la libreria Universalia. Quando io e Pino arriviamo verso le 18.30, in ritardo, i partecipanti sono seduti attorno alla professoressa Tita Ferro con il foglio dell’esercizio da svolgere; ci associamo pure noi e continua il laboratorio. E’ presente anche Daniela, la figlia di Rosa e Giovanni, i librai, seduta ed attenta, anche se ha solo cinque anni.
Tita Ferro ci dà delle foto da guardare e legge l’Esercizio:
“Osserva le fotografie che ti vengono date e scegline una, quella che ti colpisce di più, anche se non sai ancora bene perché.
Fermati poi ad osservarla senza pensare troppo, osserva, con attenzione, in silenzio: il silenzio non è mutismo ma tensione di ascolto ed apertura di cuore. Abbandonati all’immagine.
Quindi fa’ un passo ulteriore: entra nella fotografia, immagina di camminare nel luogo e di parlare con le persone, se ci sono, interrogale ed ascolta la loro storia. Anche un paesaggio può custodire una storia che vi si è svolta in tempi lontani o recenti.
Prenditi poi una decina di minuti per raccontare che cosa hai visto ed ascoltato e per dare un titolo alla tua storia”. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 21, 2009
di Gianni CARTERI
Ora che mamma non c’è più vado due, tre volte al mese a trovarla portandole margherite bianche e garofani. Glielo avevo promesso da sempre: non te li farò mai mancare. Un modo dolce per sentirla sempre accanto. Talvolta mi accompagna mio fratello Mimmo, taciturno e solitario.
Raccoglie i tanti bei gigli bianchi della sua campagna in contrada Piraino e li distribuisce con tanta delicatezza. Stamane, essendo solo, sono ritornato nella mia Brancaleone a passarvi una giornata e rivedere così i luoghi della mia infanzia, veri e propri stampi mitici che mi accompagnano da sempre rendendomi la vita più leggera. In fondo il mio paese io ce l’ho nella memoria tutto quanto, sono io stesso il mio paese .
Prima di partire avevo riletto le solite notizie storiche di Grabriele Barrio: “Oltre c’è Brancaleone, un debole castello posto sul ciglio di un monte; dista un miglio e mezzo dal mare e quattromila passi dal promontorio di Ercole. Vi si produce un ottimo miele, cotone, olio di sesamo; si fanno cacce di cinghiale e altri quadrupedi, uccellagioni di piccoli alati, nascono i tartufi, cresce il terebinto, nasce la pietra di mola, frumentaria e olearia, come pure la pietra di magnesia, della quale si servono i vasai”. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 15, 2009
Dicembre 2008: il REPORT
Nove super eroine per questo terzo laboratorio di scrittura creativa: un ostacolo imprevisto, denominato sindrome influenzale o australiana, ha bloccato in casa alcune, per altre invece sono ancora i Presidi zelanti l’ostacolo insormontabile.
Leggiamo gli incipit di alcuni famosi romanzi, partendo dal Firmino di Sam Savage, “Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l’avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile ….. Buon Dio! Se un giorno?! Ve ne rendete conto… Senza speranze. Cancelliamolo”, e proseguendo con altri dieci, Robinson Crusoe, David Copperfild, L’Idiota, Cenere, La Carriola, La Metamorfosi, …. fino a Passaggio in ombra e Cent’anni di solitudine.
Rileviamo le differenze tra i vari incipit e ci fermiamo a commentarli.
Poi la coordinatrice ci propone l’esercizio:
Prova a scrivere l’incipit di un racconto: puoi ispirarti ad uno degli esercizi fatti precedentemente che vorresti inserire in una cornice diversa o più ampia in vista di un futuro racconto oppure seguire una nuova idea che ti è venuta in mente.
Puoi cominciare a raccontare i fatti dall’inizio oppure entrare in medias res, puoi scrivere in prima o in terza persona.
Puoi anche, se vuoi, usare uno degli incipit di libri famosi che preferisci come incipit del tuo racconto, continuando la narrazione dal punto in cui è interrotta. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 10, 2009
A partire da… “Foglie d’erba” di Walt Whitman
Coordinatrici: Giuseppina CATONE e Maria IARIA
A) La preparazione del lavoro
Quando si è trattato di selezionare le poesie da proporre all’Officina, ci siamo trovate un po’ in difficoltà: non ci piaceva quasi nulla di quel vorticoso fluire di versi che è Foglie d’erba di Whitman, ci sembrava un volume ampolloso e retorico, troppo legato alla realtà americana lontana da noi anni luce.
Era uno stile in cui non ci riconoscevamo, un insieme di temi non consoni al nostro gusto di lettrici. Infine, ci siamo fermate su tre poesie dell’ultima fase che, al di là di ogni contenuto, ci sembrava che potessero essere evocative di un qualcosa …
Ci ha confortate in questa scelta lo stesso Whitman, che nel 1888, sul finire di una vita lunga e variamente vissuta, nello scrivere la prefazione all’edizione delle Foglie, parla di Suggestività: forse era questo che percepivamo senza saperlo, forse questo è il segreto con cui leggere l’opera. L’autore dice chiaramente (e definitivamente), che vuole suggerire una chiave di lettura per la comprensione della sua poesia: “il lettore o la lettrice avrà sempre una sua parte, importante quanto la mia”.
Allora abbiamo capito che la scelta fatta era quella giusta, in linea con il lavoro di Officina. Leggi il seguito di questo post »
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