Storia del lupo Kola

Agosto 14, 2008

di GIUSEPPINA CATONE

Storia del lupo KolaRecentemente, incuriosita dal suggerimento di un’amica, ho intrapreso la lettura di questo libro appena ripubblicato. Si tratta di una favola, per bambini o per adulti secondo la chiave di lettura, ed è l’opera di un calabrese di Careri, Francesco Perri (1885-1974). Storia del lupo Kola è del 1960, scritto quasi sul finire di una vita segnata dalla produzione letteraria e dall’ impegno sociale e politico: il suo antifascismo, infatti, gli aveva causato l’allontanamento forzato dall’impiego alle poste in Piemonte, dove si era trasferito.
Questo romanzo-favola è la storia, dal punto di vista del lupo, del lupacchiotto Kola, nato da Kola-grande e da Mau sulle montagne dell’Aspromonte (Kola è il nome con cui presso le popolazioni di quelle terre si designava il lupo); in un tragico scontro Kola-grande viene ucciso ed il piccolo si ritrova solo e sperduto, inconsapevole di tutto, senza più saper tornare nella sua tana. Inizia la sua avventura che lo porterà nella casa dell’uomo, allevato come un cagnolino dal piccolo Fulvio. Ha bisogno di latte il lupacchiotto e lo allatterà, nella stalla, la capra Colombina: pagina superba, questa, per la profondità del significato e del tema, oggi quanto mai attuale. La possibilità dell’incontro tra due esseri diversi ed apparentemente incompatibili, “nemici per natura”, si realizza in breve nel gesto naturale, istintivo e materno dell’allattamento: la capra, dopo una prima reazione di allarme, nutre il piccolo Kola insieme al suo caprettino e la cosa appare a tutti straordinaria. Leggi il seguito di questo post »


L’isola è una conchiglia

Agosto 7, 2008

 di GIUSEPPINA CATONE

L’isola è maestra, chi non ne ama una è destinato a perdersi di notte senza un lume”.
Cominciamo da qui il nostro giro, reale e fantastico insieme, letterario e autobiografico, guidati dalle parole sempre incisive di Erri De Luca. L’isola è Ischia ed il libro l’ho trovato proprio lì, nel golfo di Napoli, mentre gironzolavo tra i vicoli e i negozi di Capri. L’isola è maestra, dice la citazione, è un faro potrei aggiungere, da Ulisse in poi è una meta, un ritorno, un richiamo. Di cosa è maestra un’isola? Di bellezza e solitudine si potrebbe dire, anzi De Luca lo dice nel racconto Un effetto secondario, i cui protagonisti suggestivamente si chiamano Ulisse e Atena; maestra di tutto ciò che aiuta a scoprire e a scoprirsi. Nell’immaginario collettivo c’è sempre un’isola vagheggiata, un’isola misteriosa, un’isola incantata. Pensiamo alle nostre letture di bambini, ai racconti dei pirati, all’isola che non c’è di Peter Pan, e di nuovo ad Itaca. Sembra quasi che ogni uomo cerchi nell’isola una fuga e un ritorno, un’iniziazione all’età adulta ed un incantesimo che fermi il tempo, eternando la fanciullezza e la spensieratezza. Fin dall’antichità sembra che nell’isola alberghi la perfezione e la felicità (anche Atlantide era un’isola…):

Era la libertà, conteneva tutti gli orizzonti spalancati intorno.[…] Quanto spazio sgombro tra me steso sul dorso e la fine del mondo.[…] Ischia, la libertà, era bellezza pura. […]L’isola mi ha esaudito la bellezza”. Leggi il seguito di questo post »


Più lontana della luna

Agosto 4, 2008

di ANGELAMARIA SERRAO

Non so perché ho continuato la lettura di questo libro, malgrado le prime pagine mi avessero messo addosso un senso di disagio sottile e crescente. Forse la storia inusuale di questa donna, a me coetanea per età, sullo sfondo di una storia quotidiana italiana, che è stata anche lo sfondo della mia di storia, mi ha precipitato in una possibilità di scelte personali che sarebbero potute essere anche le mie scelte.
La protagonista “non vive” la storia del suo tempo, ci cammina attraverso, seguendo il filo dei suoi pensieri in fuga perenne alla ricerca dell’amore lontano, quello che proprio per il fatto di essere lontano, l’autorizza a viverlo nella piena e totale indipendenza e libertà, senza vincoli terreni che potrebbero affossarlo. In questa strana ricerca la costante rimane la fedeltà all’idea di se stessa che porta la protagonista a vivere relazioni personali essenziali e profonde, dove ciò che all’inizio, durante la lettura, mi destabilizzava, mi appare nel finale come l’unico modo possibile per donarsi agli altri. Di notevole pregio i passi in cui la protagonista scopre il valore della luce nel guardare alle cose del mondo.

Paola Mastrocola, Più lontana della luna, Guanda 2007, pp. 306, 16 euro