Febbraio 23, 2008
8 Febbraio 2008
Partecipanti 9. Sono stati letti brani dai seguenti testi:
Maria Chiantella: L’amore lungo di Manlio Cancogni
Sara Puntillo: La strada di Cornac Mc Carthy
Carmela Ferro: Giobbe di J. Roth
Francesca Crucitti: I sotterranei dell’anima di Aldo Carotenuto
Elettra Griso: Gente di Dublino, di J. Joice
Giuseppina Catone: Poesie di Ikmet
Tita Ferro: Una felicità fatta di nulla, di Camillo Sbarbaro
Su questo ultimo brano è stato proposto l’esercizio di scrittura, Racconta un tuo momento di <felicità fatta di nulla> : i testi prodotti sono stati letti da ciascun partecipante e commentati dal gruppo.
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Pubblicato da pietrediscarto
Febbraio 20, 2008
di Tita Ferro
“Inauguro i miei risvegli con un pugno di versi, così che il giro del giorno piglia un filo d’inizio. Posso poi pure sbandare per il resto delle ore dietro alle minuzie del da farsi. Intanto ho trattenuto per me una caparra di parole dure, un nocciolo d’oliva da rigirare in bocca”.
Trovo in questa conclusione del capitoletto che dà il titolo al libro, la sostanza del bellissimo Nocciolo d’oliva, di Erri de Luca, che mi ha entusiasmato quando l’ho letto d’un fiato, solo pochi giorni dopo la pubblicazione, (Messaggero di Padova, 2002), e che oggi mi è capitato tra le mani in una delle vane imprese di mettere ordine tra i libri.
Un testo è come un liquore, puoi berlo d’un fiato e goderne per un attimo il gusto intenso e il calore che sprigiona, oppure puoi sorseggiarlo lentamente, sentirne il sapore e il profumo in bocca, seguire il tragitto del sorso che dalla gola scende nel petto e diffonde in tutto il corpo una sensazione di benessere, assaporare non solo il gusto immediato ma anche il retrogusto, e poi col ricordo tornare all’esperienza fatta, dando un nome a impressioni, sensazioni: puoi restare in compagnia con un bicchiere di buon vino come con la pagina di un libro, sono solo il punto di partenza per un viaggio nel quale saranno una presenza discreta, continueranno a farsi sentire solo se lo vuoi. Non ho parlato a caso di compagnia: si legge con il corpo e con l’anima, con la mente ed il cuore, ci si apre ad un altro e l’altro, quello del libro, si apre a noi; mentre leggiamo egli legge la nostra vita, ci aiuta a capirne il senso non solo in generale ma nei particolari che prima apparivano indistinti, anonimi quasi, e si rivelano ricchi di significato. Il libro ci aiuta a comprendere che niente è casuale o insignificante in ciò che è vita, un disegno misterioso nel quale ogni piccolo tratto ha una sua ragion d’essere. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da pietrediscarto