Il ritorno a Reggio di Giovanni D’Alessandro

Giugno 22, 2008

Pietre di scarto e i Little Stones presentano l’ultimo libro di Giovanni D’Alessandro, Il guardiano dei giardini del cielo, ed. San Paolo.

Domenica 29 giugno, ore 17 - Gerace, Sala Consiliare del Comune e

Lunedì 30 giugno, ore 17 - Reggio Calabria, Villetta De Nava, Sala Giuffrè.

Per chi non li conoscesse ancora, i Little Stones sono un gruppo di giovani di Croce Valanidi che hanno deciso di aderire a Pietre di scarto, mantenendo, però, un forte aggancio con il territorio in cui vivono e operano e una loro identità. Sono le Pietre più giovani, di scarto anche loro, dalle quali l’Associazione spera apporti originali e possibilità di impegno più ampio nel territorio calabrese.

Ma torniamo alla nostra presentazione.

Giovanni D’Alessandro non è nuovo alle iniziative di Pietre di scarto,  come nuova non è la nostra stima e riconoscenza nei suoi confronti. L’autore, infatti, è già stato più volte ospite della nostra associazione, in qualità di relatore, durante i convegni annuali dedicati alla letteratura e a Reggio Calabria sono stati presentati negli anni scorsi altri suoi due libri, Se un dio pietoso e I fuochi dei kelt.

In particolare, in questo suo ultimo lavoro, il primo libro di racconti di D’Alessandro, è contenuto Madre delle nebbie di Gerace, racconto ispirato dall’escursione a Gerace con cui si è concluso il primo dei Convegni di Pietre di scarto, che descrive il fascino storico di questa terra e, in particolare, il suo centro storico: da qui la presentazione a Gerace di domenica prossima.

Definito come “unico, autentico caso letterario degli anni ‘90” e non solo, Giovanni D’Alessandro è nato a Ravenna nel 1955. Laureato in Legge, vive e lavora a Pescara. Grande conoscitore della letteratura anglosassone e appassionato di storia dell’arte, è anche autore di saggi e collaboratore di diversi quotidiani e riviste. Nel 1996 pubblica Leggi il seguito di questo post »


Dal nostro laboratorio di letture

Giugno 8, 2008

L’eleganza del riccio
di Muriel Barbery

Il genere umano è incapace a
credere a ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge -L’Ideologia tedesca-. … Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un’assurdità che nessun borghese può concepire”.
In questo breve passaggio che ho estrapolato dal primo capitolo, è sintetizzato il messaggio di fondo del bel libro di Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, Ediz. E/O, in cui le due protagoniste, Renée e Paloma, quasi a capitoli alterni, si presentano a narrare i fatti dal loro punto di vista opposto alla morale comune e alle consuetudini borghesi e saldamente fondato sulla saggezza e novità di esperienze personali, sul desiderio di vivere in modo confacente ai loro desideri.
Le due donne, tanto diverse per età, ceto sociale, carattere ma  accomunate dal desiderio di essere libere dalle strettoie del moralismo di facciata che connota il mondo di cui fanno parte, non appaiono ciò che sono per una loro scelta, nella convinzione che questo sia il solo modo per non essere risucchiate nella comune falsa moralità: Paloma, la ragazzina, che sembra timida e restia a qualunque forma di comunicazione, ha invece ampie conoscenze e chiarezza di idee ed ha deciso di morire pianificando quasi il suo suicidio nel tempo e nelle modalità, Renée ha cercato di ritagliarsi una sua libertà con metodi ingegnosi, nascondendo il suo desiderio di cultura e la non comune sensibilità dietro l’apparenza di portinaia –in ciabatte e con gatto-, in nulla differente dal prototipo di portinaia che tutti conoscono. Leggi il seguito di questo post »


Un laboratorio di scrittura creativa

Giugno 6, 2008

E’ stato letto il racconto di Gianni Rodari, Una giornata di pioggia: ciascuno, come al solito ha sottolineato i passaggi più interessanti evidenziati durante la lettura.

E’ stato quindi proposto il seguente esercizio:

“Pensa a una giornata di pioggia uggiosa.
Guardi dalla finestra, non hai voglia di far niente; la pioggia allontana il presente e i suoi rumori, asseconda l’affiorare di sensazioni, impressioni, emozioni, richiama il passato e ti riporta al presente con una consapevolezza nuova”.
 

Il racconto di Maria Bambace

Per il carattere che ho, preferisco le giornate di sole scintillante, di sole che scalda e penetra nelle ossa, alle giornate di pioggia, però devo pur riconoscere che la solarità distrae, deconcentra, non asseconda la riflessione. La pioggia invece favorisce il raccoglimento e non è raro che, soprattutto in autunno quando i giorni si susseguono ai giorni piovosi, con una monotonia sfibrante, io abbia provato piacere a guardare la pioggia che batte sui vetri.
Tutte le giornate di pioggia sembrano uguali, il cielo grigio, qualche Leggi il seguito di questo post »


Eraldo Affinati a Reggio Calabria

Maggio 10, 2008

 

Oramai tra i nostri autori di riferimento, lo scrittore romano Eraldo Affinati sarà ospite di Pietre di scarto in occasione della presentazione de “La citta dei ragazzi“, il suo ultimo successo editoriale.

Venerdì 16 maggio - ore 16:30 - Sala del Museo Nazionale della Magna Grecia

Piccola anticipazione: a pag. 132 l’autore scrive anche di “Noi“.


Diario laboratorio

Maggio 10, 2008

Laboratorio di lettura consapevole e scrittura creativa

-9 maggio 2008-

I 10 partecipanti  hanno proposto di iniziare con l’esercizio di scrittura per dargli maggiore importanza nel tempo (tre ore) fissato per il Laboratorio di lettura consapevole e di scrittura creativa: all’inizio si è più –freschi- e motivati.
La coordinatrice ha letto due poesie di Kavafis, La città e Per quanto sta in te, accostate ad un breve passo tratto dal romanzo di Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, che riportiamo di seguito per permettere a chi eventualmente ci legge di partecipare, se vuole, anche da lontano.                                          

La città
 
Hai detto: “Andrò ad un’altra terra, ad un altro mare.
Altra città ci sarà pure, più amabile di questa dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto.
Fino a quando patirò questa mia inerzia?   
Dovunque volga l’occhio mio, dovunque io guardi,
tristi rovine della mia vita io vedo qui,
dove tanti anni ho passato, rovinato e sciupato”.
 
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
In mezzo a queste stesse case ti farai bianco.
Giungerai sempre a questa città. Per altre mete
-non lo sperare-,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché  sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.
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Notizie dal Laboratorio

Maggio 1, 2008

“Carta, penna e…”
presso la libreriaUniversalia

Il piccolo gruppo che non rinuncia al consueto esercizio settimanale di lettura e scrittura, si ritrova a Reggio Calabria ogni lunedì, alle ore 18, in via Apollo, n. 16 presso la libreria Universalia: il numero dei partecipanti varia, dodici, cinque, nove, compatibilmente con gli impegni di ciascuno.
Iniziamo quasi sempre leggendo i testi che alcuni sono riusciti a rielaborare a casa e che desiderano sottoporre agli altri: commentiamo, chiediamo spiegazioni, sappiamo che chi ha letto il suo testo desidera il nostro parere.

Verso dove? è la poesia che Angelo ha scritto anni fa e che vuole farci sentire.

                                                       Ai miei amici, a tutti coloro
                                                        che vorranno leggerla

Cosa resterà di tutto questo?
La formazione della personalità?
Per far cosa, per partire. Iniziare il Viaggio
Verso Chi, che cosa? Verso dove?

Forse rimaniamo nel Ricordo?
Perché vogliamo essere ricordati?

Vorrei non essere destinato al nulla…
Perciò scrivo, ricordo, costruisco monumenti,
colonna, piramidi, chiese.
Scolpisco simboli, che per me sono parole,
nella pietra, credo spero, m’illudo che la pietra,
scolpita, sia eterna e immutabile…
M’impegno fatico, lavoro. Per far cosa?
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Prossimo appuntamento con le attività di Pietre di scarto

Aprile 26, 2008

Vi aspettiamo venerdì 9 maggio, dalle ore 16 alle 19, per un nuovo incontro del Laboratorio di lettura consapevole e scrittura creativa, sempre presso la sede sociale di Pietre di scarto, in via Pio XI, trav. Putortì, n. 16.

Come sempre partecipazione libera e gratuita. Uniche raccomandazioni: puntualità, carta e penna e fotocopie del brano da proporre.


Diario Laboratorio

Aprile 25, 2008

Laboratorio di lettura consapevole e scrittura creativa

11 aprile 2008

Gli 11 partecipanti hanno letto e commentato i seguenti brani:

- Leila: Murata viva - Piemme
- Stephan Zweig: Momenti fatali - Adelphi
- Jean Louis Cianni: Filosofia per disoccupati - Rizzoli
- Muriel Barbery: L’eleganza del riccio - Edizioni e/o
- J. de Eyck: Ritratto di un mercante toscano
- Massimo Cacciari
: Tre icone - Adelphi
- Nicola Giunta: Ddiu
- Marco Gatto
: Senza alcuna fretta, (tratto da “Non ancora trentenni“)
- Gianni Rodari: Pioggia di settembre

Sul racconto di Rodari è stato proposto il seguente esercizio di scrittura:

Leggi o ascolta la lettura del racconto di Rodari e commentalo insieme agli altri, anche solo leggendo le parti che per qualunque motivo hai sottolineato.

Pensa quindi ad una giornata di pioggia uggiosa.
Guardi dalla finestra, non hai voglia di fare niente, la pioggia allontana il presente e i suoi rumori, favorisce l’affiorare di sensazioni, impressioni, emozioni, pensieri, ti ricorda il passato e ti riporta al presente con una consapevolezza nuova.

Per 10 minuti, scrivi quello che hai sentito.


Considerazioni

Aprile 24, 2008

Sono trascorsi alcuni giorni dalla fine del V° Convegno Nazionale sulla Letteratura, che quest’anno abbiamo dedicato alla poesia. Giusto il tempo per soffermarci un attimo a riflettere e fare tesoro di tutti gli interventi, di tutti gli spunti e le riflessioni che abbiamo avuto modo di ascoltare e che, con grande orgoglio, ci portiamo dentro.

Anche quest’anno sarà possibile leggere tutte le relazioni presentate al Convegno, raccolte nel nuovo libro degli atti, di cui presto vi faremo sapere.

Nel frattempo, per chi non avesse avuto la possibilità di prendere parte al convegno o se ne fosse perso qualche momento, suggeriamo la lettura dell’intervento introduttivo di Antonio Spadaro, dal titolo fortemente evocativo e indubbiamente summa di tutte le tre giornate trascorse insieme: La parola poetica: farfalla infilzata o conchiglia marina?

Noi che conosciamo molto bene Antonio abbiamo subito pensato che probabilmente non avrebbe risposto alla domanda scelta per il titolo della sua relazione. Ma poi siamo rimasti in silenzio, quasi immobili, mentre Antonio cercava di spiegarci che prima di parlare di poesia è necessario tentare di capire cos’è la poesia. E la poesia è un magma, ci ha spiegato inizialmente, che, proprio come la vita, ad un certo punto deve cominciare a prendere una forma. Ma quando una vita umana comincia a prendere forma? Quando davanti a lei si aprono delle possibilità, delle direzioni, delle opportunità. Vivere è, dunque, vivere nella possibilità. Leggi il seguito di questo post »


La poesia è come l’Araba Fenice

Aprile 8, 2008

di Andrea MONDA

(tratto da L’Ossevatore Romano- 7-8 aprile 2008)

Se per Antonio Spadaro il poeta è Adamo, per Alexandru Cistelecan bisogna tornare allo sguardo innocente del fanciullo e solo allora si potrà avere e fare poesia. Spadaro e Cistelecan sono stati i primi dei dodici relatori che si sono avvicendati al quinto convegno nazionale organizzato dall’associazione culturale di Reggio Calabria “Pietre di Scarto” e intitolato “La poesia:  vivere la possibilità“. Il titolo riprende un verso di Emily Dickinson - I dwell in possibility - in cui la celebre poetessa americana afferma di vivere, di “abitare” la possibilità che quindi è il luogo della poesia. Ma che cos’è la poesia? Su questo interrogativo ha ruotato la serie di conferenze che dal 3 al 5 aprile si sono susseguite nella sala del Dipartimento di scienze storiche dell’Università reggina.

Molte di queste conferenze hanno declinato l’interrogativo di base partendo dall’esperienza di alcune figure di poeti e così, ad esempio, si è parlato di Mario Luzi - lo ha fatto il poeta e critico Giuliano Ladolfi - sottolineandone anche la forza “filosofica” così come invece di un filosofo come Tommaso Campanella è stata sottolineata dal critico Giovanni Carteri la produzione poetica. Un altro poeta dal forte “accento filosofico” è stato Lorenzo Calogero, anche lui calabrese, oggi caduto in un immeritato oblio da cui lo ha voluto sottrarre con una intensa relazione il poeta romano Claudio Damiani. E se due giovani studiosi, Tonino Pintacuda e Maria Renda, si sono avventurati per un arduo, ma riuscito, discorso che ha tenuto insieme Aristotele, Leopardi e Zanzotto - filo conduttore la luna, cioè la natura -, un altro giovane critico letterario, il vicentino Paolo Pegoraro, ha reso presente tutta la forza della poesia dello svedese Pal Lagerqvist, lacerata tra angoscia e ricerca di fede. Leggi il seguito di questo post »